Fin da quando i dispositivi portatili come smartphone e tablet hanno fatto la loro comparsa sul mercato, e soprattutto da quando hanno cominciato ad avere un’amplissima diffusione a livello mondiale, essi hanno cambiato la nostra quotidianità. Abitudini radicate da secoli nel comportamento umano sono state letteralmente rivoluzionate da questi device touch che implicano una nuova gestualità e anche un altro modo di fruire dei contenuti. Questo, purtroppo, non sempre ha dei risvolti positivi. Una recente ricerca portata avanti da Microsoft, uno dei maggiori colossi del mondo dell’informatica, dimostra che negli ultimi 18 anni, a partire dal 2000, la capacità di attenzione dell’essere umano è notevolmente calata. Se prima, infatti, eravamo in grado di rimanere concentrati per 12 secondi, adesso questi secondi sono scesi ad 8. Persino un pesce rosso è capace di restare concentrato per un arco di tempo maggiore. Inutile dire che tra i principali indiziati di questo maggiore grado di distrazione ci sono tablet, computer e smartphone. La lettura su schermo si svolge infatti in modo molto diverso rispetto alla lettura su un supporto cartaceo. La differenza è sia a livello puramente fisico, di orientamento di lettura e scrittura (non più verticale ma orizzontale), ma anche a livello di approfondimento. In informatica i testi sono tutti iper-testi, pieni di rimandi e collegamenti che si sviluppano attraverso i cosiddetti link interni. Da qui scaturisce la vecchia diatriba libro cartaceo-libro multimediale, che si fa più accesa quando si parla di istruzione e didattica. C’è chi è convinto che il caro vecchio libro di carta non possa mai essere sostituito. Quel che gli scienziati hanno provato è che studiare su un libro cartaceo aumenta la concentrazione a favorisce la memorizzazione. C’è chi invece decanta i tanti vantaggi dell’e-book, a partire dalla sua leggerezza (pesa molto meno di un tomo di 100 pagine) e dalla sua facilità di interconnessione. La lotta non è chiusa e non si può parlare di vincitori né vinti. I più sono convinti che si possa parlare semplicemente di un pacifico pareggio, dove e-book e libro di carta possano convivere dando vita a due fruizioni diverse di diversi contenuti. Ad avvalorare questa tesi c’è una curiosa ma importante novità editoriale voluta da Penguin Books. Questa famosa casa editrice ha infatti voluto provare a cambiare qualcosa che invece è rimasto pressoché immutato nel corso dei secoli, vale a dire il formato del libro. Fin da quando ha sostituito le pergamene, il libro è sempre rimasto uguale a se stesso: formato verticale e pagine che si sfogliano da destra a sinistra. La collana Mini Penguin dei Dutton Children Books ha invece deciso di adottare un formato molto più simile allo schermo di uno smartphone. I volumi sono piccoli, le pagine orientate orizzontalmente, e molto sottili. Il volumetto infatti si può sfogliare con agilità anche usando una sola mano. La speciale carta utilizzata, prodotta esclusivamente in Finlandia, è sottile come una buccia di cipolla, quindi i mini-libri sono anche molto leggeri e hanno uno spessore ridotto. I primi titoli che sono entrati a far parte di questa collana sono i romanzi dello scrittore John Green, che è anche uno youtuber. Quindi la connessione tra mondo dell’editoria e mondo dell’informatica pare riuscita in tutto e per tutto. La contaminazione è completa: non più solo tablet come libri, ma anche libri come smartphone. Se l’esperimento della Penguin riscontrerà il favore del pubblico dei lettori, dobbiamo prepararci a grandi cambiamenti nel panorama editoriale mondiale.