In “Se una notte d’inverno un viaggiatore” nel capitolo iniziale l’autore Italo Calvino mette in scena ciò che accade ad ognuno di noi quando entriamo in una libreria con lo scopo di scegliere un nuovo libro da leggere. Subito ci vengono incontro schiere e schiere di libri ben disposti sugli scaffali: quelli già letti, quelli ancora da leggere, quelli che avremmo sempre voluto leggere ma non ne abbiamo ancora avuto il tempo, e così via in una casistica lunghissima. Eppure nell’elenco di Calvino qualcosa manca, e sono i “libri al buio”. I libri al buio infatti sono una novità che è nata nella lontana Australia per poi approdare anche in Italia con un duplice scopo. Il primo è quello di costringere ogni lettore ad uscire dalla sua “comfort zone”, ovvero dallo spazio noto e ormai collaudato dei gusti personali per sconfinare in quello dell’ignoto. Il secondo obiettivo è quello di ridonare dignità e spessore alle piccole librerie indipendenti, che con troppa facilità vengono fagocitate dalle grandi catene e rischiano di scomparire, insieme al valore aggiunto di cui sono portatrici. Ma andiamo per ordine. In Australia, a Newtown, vicino Sidney, c’è una piccola libreria che si chiama “Elizabeth’s Bookshop”. La proprietaria ha pensato di ideare lo scaffale dei “libri al buio”. I volumi vengono incartati in modo tale che il lettore non possa fruire di nessuno degli indizi che solitamente spingono all’acquisto di un libro. Non si conosce il titolo, né l’autore, non è visibile la copertina. Quindi si va alla cieca, ci si deve fidare. Di cosa? Dei consigli del libraio, ovviamente! L’idea è arrivata alle orecchie di Giulia e Sara, titolari della libreria San Paolo di corso Canalchiaro a Modena. Le due giovani da tempo hanno voluto conferire un tocco più personale al loro negozio, creando ad esempio un angolo con i suggerimenti dei clienti, e stimolando soprattutto i bambini e i ragazzi dando vita ad uno spazio appositamente per loro. Quando hanno sentito della trovata della loro collega d’oltreoceano hanno capito che poteva essere la strategia giusta per fidelizzare ancora di più la loro clientela. Così hanno allestito uno scaffale speciale proprio all’ingresso della libreria, sul quale hanno posizionato dei libri completamente avvolti nella carta marrone da pacchi. A completare la confezione c’è un sottile filo rosso che la avvolge; in più ogni libro ha un segnalibro personalizzato fatto a mano. Ci si potrebbe chiedere come sia possibile acquistare un libro di cui non si sa niente: ma gli indizi ci sono, e sono scritti sulla carta da pacchi. Sono i “consigli di lettura” di Giulia e Sara, che con brevi frasi lasciano percepire ai loro clienti quale possa essere il contenuto dei volumi che propongono. Una sorta di “editor’s choice” dunque, ma in cui il lettore deve fidarsi completamente. Esiste anche la formula “soddisfatti o rimborsati”, ma fare un acquisto in questo modo conferisce al libro acquistato un valore aggiunto davvero impagabile. Crea un rapporto intimo e fiduciario tra libraio e lettore, quello che purtroppo si va perdendo con la progressiva spersonalizzazione dell’acquisto del bene-libro, che spesso viene selezionato in modo asettico su un elenco di uno shop on line. Ma un libro è molto di più di un mero oggetto, è un’esperienza e un viaggio, e un viaggio che inizia con i suggerimenti di un amico fidato è di certo il migliore e più desiderabile che si possa compiere.