La domanda è sempre attuale e non passa mai di moda: ha ancora senso leggere un libro in una società in cui basta premere un pulsante per avere accesso ad informazioni sconfinate? E la risposta è sempre la stessa, ed è sì: un libro ha il potere di ampliare gli orizzonti assai più di quanto qualunque computer possa mai fare. E a ribadire l’importanza basilare per la formazione umana che rivestono i libri anche quest’anno, per la sua nona edizione, è tornato a ripetersi l’appuntamento con “Libri Come”, la manifestazione che si svolge a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica che mette sotto i riflettori loro, i libri, e i loro autori, cioè gli scrittori. Per l’edizione 2018, che si è svolta tra il 15 e il 18 marzo, il tema scelto è stato piuttosto impegnativo ed è stato la “felicità”. Anche la felicità è un tema che da sempre pone grandi interrogativi all’umanità: cos’è ed è realmente attingibile a questo stadio di esistenza? Forse una risposta univoca non esiste, ma la si è cercata ugualmente attraverso storie, racconti e protagonisti che hanno animato la tre giorni romana con una grande e partecipata affluenza di pubblico. I nomi che quest’anno hanno animato l’evento sono stati numerosi e provenienti da ogni parte del mondo, a dimostrare che “Libri Come” non è solo espressione di una realtà locale ma sempre più, anno dopo anno, si conferma come fiera del libro di rilevanza mondiale. Hanno parlato di felicità e di come poterla raggiungere, attraverso luoghi reali e immaginari, scrittori come Daniel Mendelsohn, Nicole Krauss, Roddy Doyle, Nathan Englander, Ian Rankin, i quali hanno presentato i loro nuovi romanzi che da qui a poco saranno in libreria. Tantissimi anche gli ospiti che sono intervenuti a diverso titolo, come lo psicanalista Massimo Recalcati e il filosofo Remo Bodei. I giovani sono stati coloro che, più di ogni altra categoria, sono stati coinvolti nei vari dibattiti inaugurati negli incontri che hanno costellato le tre giornate di fiera: i giovani di oggi devono dare infatti un senso alla loro esistenza attraverso la ricerca della felicità, che troppo spesso sfugge loro di mano. Un appuntamento molto interessante è stato quello dal titolo “Raccontare il bello: giornalismo e letteratura a confronto”, organizzato dall’agenzia Dire. A dirigere la tavola rotonda c’era Nicola Perrone, direttore della Dire, mentre a rappresentare le due categorie chiamate in causa c’erano Paolo Di Paolo, scrittore, e Chiara Cazzaniga ed Emilio Casalini, giornalisti. Ad ascoltare in platea c’erano 50 ragazzi, i quali si sono confrontati su un tema tanto semplice quanto essenziale, ovvero l’idea che la felicità si possa raggiungere soprattutto inseguendo la propria passione, facendo un lavoro che piaccia davvero e che metta in gioco tutte le capacità personali dell’individuo. Il mestiere di cui si è parlato è quello del narratore: sia il narratore puro, lo scrittore, che non ha altri vincoli se non quelli imposti dalla sua fantasia, e il narratore giornalistico, che invece si deve attenere ai fatti. In entrambe i casi si può aiutare la costruzione di una società più aperta raccontando i luoghi meno noti, e creando una nuova alleanza simbolica con il lettore. “Libri Come” quest’anno ha richiamato oltre 25 mila visitatori che fin dalle prime ore del mattino si sono messi in fila per acquistare il biglietto di ingresso. La manifestazione, come di consueto, è stata curata da Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco.