Anche quest’anno si è tenuta una delle più grandi fiere del libro che si svolga al mondo, la Buchmesse, la Fiera del Libro di Francoforte. Tantissime, come sempre, le iniziative che si sono susseguite tra l’11 e il 15 del mese di ottobre 2017, e tante le notizie diffuse in merito al mondo dell’editoria. La Fiera del Libro è da sempre il luogo che l’AIE (Associazione Italiana Editori) sceglie per presentare il rapporto annuale in merito i dati raccolti nel corso dell’anno precedente (nel nostro caso, il 2016) relativi alla vendita di libri e alle tendenze che si affermano tra i lettori. Ecco cosa è emerso dal report di quest’anno. In generale, si è notata una ripresa del mercato del libro nel senso di maggiori incassi, legati però non ad un maggior numero di acquirenti ma solo alla crescita del prezzo di copertina dei libri. Infatti da questo punto di vista si nota un trend crescente negli ultimi anni, quando il costo dei libri è lievitato ogni anno un po’ di più. Rimangono stabili le vendite in materia di narrativa, sono cresciute le vendite di manuali e, dato che si è presentato come decisamente in controtendenza, sono scese invece le vendite dei libri per bambini, che tradizionalmente invece in Italia è sempre stato lo zoccolo duro dell’editoria. Pare però, dai primissimi dati che sono stati raccolti per l’inizio del 2017, che tale dato già si stia smentendo con una ripresa delle vendite dei volumi per l’infanzia. Sembra invece andare peggio la manualistica, mentre la narrativa continua a restare stabile. C’è da dire che il popolo italiano si riconferma una popolazione di lettori non convinti: i lettori forti, che leggono una media di 12 libri l’anno, sono pochissimi ma non accennano a diminuire. Per il resto si continua a leggere molto poco. Un dato interessante verifica che sono diminuite le traduzioni di libri stranieri, quindi è la produzione editoriale italiana che va per la maggiore, o che quantomeno viene privilegiata dalle case editrici. Riguardo poi l’annosa questione della possibilità, da parte degli e-book, di soppiantare il libro di carta, si è notato come, dopo il boom degli anni scorsi, l’interesse nei confronti del format digitale stia scemando, con un calo di vendite non solo dei titoli di e-book ma anche dei dispositivi per leggerli, tablet e e-reader. Gli italiani, poi, sembrano aver scoperto la vendita on line. La percentuale di chi compra i suoi libri tramite internet è infatti cresciuta nel 2016 rispetto al 2015, anche se la grande distribuzione resta il canale privilegiato. Non bisogna dimenticare infatti che la maggior parte delle librerie italiane ormai ha cambiato il suo format, accogliendo al suo interno anche un bar e vendendo ogni tipo di bene, non solo libri. Forte è la crisi di luoghi di vendita di libri che invece negli anni Ottanta e Novanta sono andati per la maggiore, vale a dire gli autogrill. Infine, si è registrato che la narrativa italiana non va bene solo entro i confini nazionali, ma anche all’estero, perché molti titoli nostrani sono stati venduti ad altri Paesi. Si riconferma anche il dato per cui tutti i Paesi europei sono popolati da lettori molto più convinti di noi italiani. Anche se nel 2016 sono stati incassati in tutto 2,561 miliardi di euro, facendo registrare un 1,2% in più rispetto al 2015, ancora si è lontani dai dati pre-crisi.