Tempo di Libri

Posted by on Apr 12, 2017 in Uncategorized |

A Milano tra il 19 e il 23 aprile 2017 sarà tempo di Libri. Avrà infatti inizio il nuovo salone per l’editoria voluto da La Fabbrica del Libro, associazione nata dalla collaborazione tra la AIE (Associazione Italiana Editori) e Fiera Milano. “Tempo di Libri” ha l’ambizione di proporsi non come l’ennesima “fiera del libro”, insomma non come un contraltare polemico con Torino, ma come qualcosa di completamente nuovo, una manifestazione che vuole cercare di riavvicinare il pubblico alla lettura e soprattutto che vuol far conoscere la città di Milano sotto una veste completamente nuova. Infatti la kermesse ha un aspetto peculiare, che è una netta divisione tra “fuori” e “dentro”. Durante il giorno, fino alle 19:30, si svolgono gli appuntamenti in fiera, con gli incontri con gli autori e le presentazioni di nuovi libri. Dopo le 19:30 però “Tempi di Libri” si sposta per la città di Milano, nei caffè, nei ristoranti, per animarla e per invitare la popolazione ad una partecipazione attiva. Per coinvolgere il numero maggiore possibile di partecipanti è stata organizzata una campagna pubblicitaria in grande stile: sono stati perfino distribuiti dei magneti promozionali in metropolitana. Il sindaco Beppe Sala dice che “Tempo di libri” è solo un altro dei molteplici modi che Milano ha di accogliere coloro che vogliono conoscerla; chi viene a Milano ne rimane sempre soddisfatto e per la manifestazione sono previsti moltissimi ospiti illustri. Ad esempio, tra gli autori che saranno presenti si annoverano Jo Nesbo, il quale dialogherà con un giallista nostrano, Carlo Lucarelli; Sophie Kinsella e Luis Sepulveda. Inoltre verrà allestito uno spazio interamente dedicato al cibo e alla cucina, che sarà animato dallo chef Davide Oldani, visto che l’alimentazione prende gran parte della moderna offerta editoriale. Ad aprire l’intera manifestazione ci sarà anche un ospite musicale, Stefano Gabbani, il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo. L’aspetto più intrigante è che ogni visitatore potrà personalizzare la sua visita come meglio crede, organizzandola attraverso l’uso delle lettere dell’alfabeto, e avrà modo di incontrare i suoi autori preferiti e le nuove offerte editoriali anche attraverso vie meno “formali” e più interattive. Tra gli altri eventi, sono previsti due reading, uno di brani di Shining” per celebrare i settant’anni del “maestro del brivido” Stephen King, e un secondo che propone un’improbabile intervista al principe della risata Totò, interpretata da Sergio Rubini. Come in ogni manifestazione che si rispetti non mancheranno anche i momenti enogastronomici: i migliori locali di Milano organizzeranno infatti serate e menù a tema, tratti dai romanzi e dai libri più popolari tra il pubblico. Le location prescelte saranno l’Osteria del Treno, Peck Italian Bar e Wicky’s Wicuisine Seafood. Tanto per fare un esempio, tra le cene-evento previste ci sarà quella del  18 aprile ispirata al libro “I love Tokyo” scritto da La Pina. “Tempo di libri” prevede in tutto la presenza di 2000 ospiti, darà vita a 720 appuntamenti che avverranno in 17 sale e un auditorium. Milano punta moltissimo su questo evento e già è in discussione uno stanziamento di ben 50 mila euro per renderlo un appuntamento fisso della città. L’assessore comunale alla cultura Filippo del Corno ha detto che l’evento ha lo scopo di riavvicinare la gente al piacere della lettura in un modo nuovo, in un contesto più dinamico. Per questo durante la manifestazione resteranno aperte anche tutte le biblioteche della città, che da statici luoghi del sapere si trasformeranno in veri e propri poli di circolazione culturale.

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“Libri come” torna a Roma

Posted by on Mar 27, 2017 in Uncategorized |

“Libri come” è una manifestazione dedicata ai libri ed al mondo della lettura nata da un’idea di Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco e che quest’anno è arrivata alla sua ottava edizione. In così poco tempo è comunque riuscito ad affermarsi come un evento centrale per tutta la comunità dei lettori non solo nazionali, ma anche internazionali. Basta infatti dare un’occhiata al programma di quest’anno, in particolar modo agli ospiti che sono stati invitati e che sono intervenuti con piacere, per capire come il respiro dell’evento sia di gran lunga mondiale e superi i confini nazionali. E guarda caso il tema che è stato scelto per quest’anno è proprio “Confini”. Anche la locandina, ideata e realizzata dai grafici Carlos Thomas Lora Acosta e Simone Ferrari, ruota attorno al tema del viaggio e della necessità di conoscenza del diverso. L’immagine mostra un ragazzo abbastanza giovane e ben vestito che sta in piedi su una pila di libri e guarda lontano con il suo cannocchiale. Lo spazio intorno a lui è bianco: come una pagina ancora tutta da riempire. Il tema dei confini, ha spiegato uno degli ideatori, Marco Sinibaldi, si ricollega in modo prepotente e drammatico alla realtà contemporanea. In un mondo in cui le distanze si sono accorciate, in un mondo ormai “globalizzato” e pieno di ambizioni verso un progresso tecnologico che sembra poter procedere a dismisura, esistono ancora piccolezze e particolarismi che cozzano in modo smaccato con il resto. Come fare per superare questo confine, che è puramente mentale? Solo la scrittura può aiutare a farlo. Ecco dunque che lo scrittore riprende la sua veste sociale, attraverso la necessità di esprimere i conflitti del contemporaneo e una via possibile per il loro superamento. Al di là del forte impegno, però, “Libri come” è soprattutto una festa, la Festa dei Libri e della Lettura, come recita il sottotitolo. Quest’anno si è svolta tra il 16 e il 19 marzo 2017 nella consueta seda dell’Auditorium disegnato da Renzo Piano, ma non più nel Garage. Nell’organizzazione sono state coinvolte anche le scuole e le biblioteche della Capitale, grazie al supporto offerto dall’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale. Nell’ambito dell’iniziativa si sono svolte tre mostre, due di tipo più tradizionale ovvero “Xeneide, il dono dell’Altro- Miti, poetiche e pratiche dell’Ospitalità” e “Spazi d’eccezione”, ed una un po’ più sperimentale, “AUTOritratti”. “AUTOritratti” è stata pensata come un progetto in fieri dagli organizzatori e realizzatori Riccardo Musacchio e Flavio Inanniello, poiché si è andata formato nelle giornate di festival attraverso l’affissione delle foto dei vari protagonisti. Andando poi ad osservare l’elenco degli ospiti, si può notare come fosse presente il gotha della comunità letteraria internazionale. C’erano Carlos Ruiz Zafon con il suo ultimo libro, “Il labirinto degli spiriti”, e il vincitore del Man Booker Prize Paul Beatty; Eshkol Nievo e Ian McEwan. Per l’Italia erano presenti Carlo Lucarelli, Susanna Tamaro, Zerocalcare e Marco Ferrante, insieme a molti altri. Si sono svolti tre incontri moderati da giornalisti d’eccezione: Lucia Annunziata, Mario Calabresi ed Enrico Mentana. E poi ovviamente ci sono stati loro, i veri protagonisti, i libri. “Libri come” ha un titolo aperto proprio per indicare come ogni libro possa essere un mondo a se stante, come ognuno di noi possa usarlo per esplorare la realtà con occhi nuovi, superando i confini e trovando un senso agli eventi del quotidiano.

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La “lista” di Mark Zuckerberg

Posted by on Mar 13, 2017 in Uncategorized |

Nel 2015 Mark Zuckerberg, creatore del diffusissimo social network Facebook e attualmente annoverato tra gli uomini più ricchi e potenti del mondo, ha pubblicato una “lista” di libri che consigliava a tutti di leggere. Zuckerberg si è fatto conoscere, attraverso la sua storia personale, come un uomo estremamente eclettico. Fin dagli studi che ha condotto si è dimostrato una persona capace di fondere diversi ambiti di conoscenza, sapendo trarre il meglio da ognuno di essi. Anche se ha approfondite conoscenze scientifiche, ama la letteratura classica e spesso cita persino brani di Virgilio a memoria, in latino. Umanesimo e tecnologia, lettere e numeri, nella formazione di Zuckerberg c’è un po’ di tutto e da ogni azione che intraprende quotidianamente, e che di solito ha un notevole risalto mediatico, si capisce come questa impostazione non sia casuale. Appare chiaro cioè come il magnate di Facebook abbia compreso che in una società “liquida” quale è quella contemporanea la vera conoscenza passa solo attraverso la mescolanza dei saperi. Non si può avere una mente settoriale per comprendere il mondo di oggi. Bisogna essere aperti ad ogni tipo di lettura, solo così si possono cogliere le interconnessioni che potrebbero portare alla crescita sociale ed economica. In una parola, è il concetto di “rete”, che parte dalla rete di persone per approdare ad internet, che c’è alla base della visione del mondo e della contemporaneità offerta da Zuckerberg. Ma, andando ad analizzare più nel dettaglio la lista di libri che il giovane multimilionario propone al popolo dei suoi seguaci, si può facilmente notare come non sia tutto oro quello che luccica. Soprattutto, appare chiaro che il messaggio che si vuole veicolare funziona, per quanto si basi sull’intrecciarsi di diversi tipi di conoscenze, soltanto in una direzione. Ad esempio, Zuckerberg suggerisce tra le sue letture preferite due racconti di fantascienza, che definisce “divertenti”. Si tratta di “The three Body Problem” di Liu Cixin e di “L’Impero di Azad” di Iain Banks. Queste due storie ipotizzano futuri in cui la tecnologia e nuove civiltà aliene prendono possesso della Terra, ma Zuckerberg evita in modo accurato la fantascienza distopica che invece occupa la maggior parte del genere al momento. Parliamo di quelle storie che ipotizzano un futuro cupo, in cui l’uomo e le macchine non convivranno nel modo pacifico che il leader di Facebook sembra immaginare. Tra i libri consigliati c’è anche “La vendetta di Orwell” di Peter Hubler, che è una sorta di “sequel” del celebre romanzo di Orwell “1984” in cui si parlava di un futuro in cui gli uomini non avrebbero più goduto di alcuna libertà individuale ma sarebbero stati controllati in ogni aspetto dal “Grande Fratello”. Hubler invece prosegue la narrazione raccontando della rivolta degli umani grazie a qualcosa che somiglia molto alla rete internet. Insomma, anche dalle scelte operate in materia di esegesi politica, appare chiaro come Zuckerberg voglia portare avanti la filosofia di vita che potremmo riassumere con il celebre assunto di un altro guru informatico, Steve Jobs “Stay hungry, stay foolish”. L’immagine che passa è quella di un uomo vincente, capace di autodeterminarsi e di usare la tecnologia per il suo progresso, che domina cioè l’informatica e non se ne fa dominare. Ma in questo modo non si considera il fatto che, per uno che ce la fa, ce ne sono migliaia che invece soccombono, preda della disperazione, della depressione, della disoccupazione. Dietro il mondo dorato descritto da Zuckerberg c’è una realtà estremamente più complessa, i cui problemi non possono essere risolti solo ignorandoli.

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Il tempo per leggere

Posted by on Mar 1, 2017 in Uncategorized |

Recentemente sul magazine on line Quartz è apparso un articolo piuttosto provocatorio, che però ha suscitato una profonda riflessione in tutti coloro che lo hanno letto. Il titolo dell’articolo è “In the time you spend on social media each year, you could read 200 books”, vale a dire “nello stesso tempo che impieghi ogni anno per stare sui social network, potresti leggere 200 libri”. Lo scrittore si rivolge ad un pubblico americano, ma il ragionamento che fa sembra ancora più adatto a quello italiano. Notoriamente in fatti gli italiani leggono pochissimo, e nell’articolo di Quartz lo scrittore enumera tutte le varie “scuse” che, a suo dire, si accampano per giustificare il fatto che si legga poco. La più usuale e sentita è “non ho tempo” oppure “la lettura non fa per me”. Ma è davvero così? In realtà, tempo libero ne abbiamo a profusione, solo che amiamo impiegarlo per altro tipo di attività, attività che nell’articolo vengono definite “trash”, vale a dire spazzatura. Secondo i calcoli che vengono fatti, ogni americano in media trascorre ogni anno 608 ore navigando in internet, e più specificatamente consultando i social network più gettonati (Facebook, Twitter, Instagram) e ben 1642 ore guardando la televisione. Considerando che in media si calcola che si possano leggere 200 libri in 417 ore, ecco che si scopre con facilità come nell’arco dei dodici mesi parte del tempo che si “spreca” in attività poco intellettualmente stimolanti, come il networking e la televisione, possa invece essere usata per mettersi a leggere un buon libro. Come dicevamo, l’articolo è volutamente provocatorio ma spalanca la porta ad una profonda verità, ed è che al giorno d’oggi le persone preferiscono spendere il proprio tempo in attività che non le impegnino troppo dal punto di vista mentale. Questo però è un cane che si morde la coda: meno si allena il cervello a pensare, meno si ha voglia di accenderlo. Senza necessariamente dover demonizzare internet, che è comunque una fonte di conoscenza inesauribile, né la televisione, che può essere un piacevole passatempo, l’autore dell’articolo cerca di far capire come, anche senza per questo dover davvero leggere 200 libri in un solo anno, sia possibile dedicare parte del proprio tempo libero anche alla lettura dei libri. Non importa il mezzo, prosegue, si può preferire il tradizionale libro cartaceo, usare piuttosto l’e-book o qualunque altro supporto multimediale: quello che conta è lasciare che la propria mente possa spaziare verso orizzonti più vasti. Di se stesso, l’autore dice di aver avuto il coraggio di cambiare vita solo grazie alla lettura. Prima, racconta, faceva un lavoro poco gratificante, che però si sarebbe accontentato di svolgere per il resto della sua vita, sprofondando nella depressione, se un giorno non avesse deciso di prendere un libro in mano e di cominciare a leggere. In questo modo, prosegue, ha scoperto tante cose nuove e ha trovato in sé una forza inattesa, quella che gli ha concesso di trovare il coraggio per licenziarsi, fare le valigie e partire. Leggere ti cambia davvero la vita, questo sembra essere il messaggio che vuole passare. Ma anche se questo non accade, di certo offre una valida alternativa ad una realtà che troppo spesso soffoca la personalità e assopisce la fantasia. Quindi perché non provare? Basta in una settimana sottrarre qualche ora al pc o allo smartphone per dedicarla ai libri: alla fine ci si potrebbe anche prendere gusto.

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Più libri, meno lettori

Posted by on Feb 22, 2017 in Uncategorized |

Quando si parla dell’editoria in Italia c’è un dato di fatto che ormai non fa nemmeno più scalpore, tanto ormai si è consolidato, ed è il bassissimo numero dei cosiddetti “lettori forti”. Fanalino di coda dell’intera Europa, l’Italia è noto come il Paese in cui si legge pochissimo, e i dati, anno dopo anno, non fanno che confermare questo fatto. L’AIE (Associazione Italiana editori) ha presentato il suo resoconto anche relativamente al 2016, e si può notare come la situazione sia pressoché invariata. Il numero dei “lettori forti”, vale a dire quelli che in media leggono almeno un libro al mese, è di tre milioni di persone, su una popolazione complessiva che oscilla tra i 22 e i 24 milioni. I lettori forti sono rappresentati per lo più dalle persone più anziane e da quelle giovanissime, ovvero i bambini. I lettori che potremmo definire “deboli”, ovvero che leggono solo occasionalmente, sono una massa indistinta la cui entità dipende in gran parte dal best seller del momento. La “crisi dell’editoria” dunque, che è in atto ormai da oltre vent’anni e che mina in modo inesorabile il mercato del libro, è stata sempre addebitata ai consumatori. La colpa della crisi dell’editoria, per dirla con una parola, è degli italiani, che leggono poco o non leggono affatto. Ma è davvero così? In effetti, si scopre che c’è un altro dato che andrebbe preso in considerazione e che invece viene per lo più ignorato, ed è quello dei libri che vengono pubblicati ogni anno. Con questo non si vuole dire che non sia vero che l’Italia è un Paese dove la lettura non è molto amata, ma è anche vero che questa, come si diceva appunto, non è affatto una novità. La carenza di lettori forti non è un dato che è emerso solo negli ultimi anni. I lettori forti sono sempre stati gli stessi, come numero, a partire dagli anni Ottanta. In quel periodo però il mercato librario era tutt’altro che in crisi ma prosperava. Come mai? La risposta è semplice e sotto gli occhi di tutti, anche se sovente viene bellamente ignorata. Il problema non sta nel numero dei lettori, ma nel numero dei libri. Nel 1980, sempre secondo gli attendibilissimi dati AIE, sul mercato librario italiano uscivano in media 13 mila novità l’anno; 1000 di questa novità erano di narrativa. Nel 2016 le novità in libreria sono state ben 66 mila, di cui 18 mila appartenenti al genere della narrativa. I numeri parlano chiaro: la produzione di libri è aumentata a dismisura a fronte di un bacino d’utenza che è restato invariato. Impossibile dunque aspettarsi altro che un crollo delle vendite, se confrontate alla spropositata quantità di materiale prodotta. Tutto questo è accaduto per via della progressiva industrializzazione del mercato del libro, che ha fatto in modo che si stampassero sempre più volumi, cosa che, giocoforza, va a scapito della qualità e anche della permanenza in libreria. Inoltre, il lettore non ha nemmeno più il tempo di discernere con calma quale possa essere il testo più adatto a lui, oppresso com’è da una scelta davvero troppo vasta. Da un punto di vista economico questo sistema può essere retto solo dalle grandi case editrici, che riescono a garantire ancora i loro fatturati, ma fagocita le piccole case editrici e soprattutto conduce ad una morte progressiva del settore, che perde sempre più in qualità, alimentando la sua crisi già conclamata.

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Dalla malattia il dono dei libri

Posted by on Dic 12, 2016 in Uncategorized |

I libri sono un bene prezioso per tutta l’umanità, ma forse nemmeno chi li ama profondamente ne vede fino in fondo il magico potere. La storia di Elena e di suo figlio Federico invece dimostra appieno come la bellezza della lettura, unita alla generosità di un dono fatto senza secondi fini, possa far accadere dei piccoli miracoli. Elena Barbieri è una giovane mamma che vive a Formigine, un piccolo comune del modenese. Da sempre appassionata di libri e letture, si era fatta conquistare dall’esperienza delle “Little free libraries” americane. Si tratta di piccoli spazi privati in cui chi desidera può prendere dei libri in prestito ed in cambio lasciare i propri, se lo desidera. Elena avrebbe voluto costruire qualcosa di simile nel giardino antistante casa sua, ma suo marito e i suoi amici l’avevano scoraggiata. Le dicevano che in Italia un’idea simile non avrebbe mai funzionato: la gente si sarebbe limitata a depredare la piccola libreria rubando i volumi, senza lasciare nulla in cambio. Così Elena ha accantonato il suo sogno… salvo poi riprenderlo in mano a seguito di una bruttissima notizia. Qualche tempo dopo a suo figlio Federico fu diagnosticata la leucemia. La lotta contro la malattia avrebbe costretto suo figlio in casa per lunghi mesi senza niente da fare. Sua madre voleva inventarsi qualcosa che tenesse occupato il suo piccolo, che gli desse qualcosa di bello a cui pensare al di fuori della sua malattia. Così ha deciso di riciclare l’ipotesi di dare vita ad una piccola libreria domestica. Elena e Federico si sono messi al lavoro: insieme hanno costruito una casetta e l’hanno dipinta di rosso. L’unica regola scritta su un’asse era “prendi un libro, lascia un libro”. Per riempirla all’inizio Elena ha pensato di chiedere aiuto su Facebook: ha chiesto qualche libro, senza spiegare esattamente il motivo. Al di là delle tetre previsioni dei suoi amici, l’iniziativa ha avuto un successone, anzi. Se l’idea era “prendi un libro e lascia un libro”, è accaduto che la maggior parte degli avventori della libreria di Elena e Federico si dimostravano assai più generosi. Le donazioni sono aumentate tanto in così poco tempo che la casetta si è dimostrata insufficiente a contenere tutta la mole di libri arrivata. Così, piano piano, sono state aperte le “succursali”. Elena ha ribattezzato le casette “Biblioteca del Gufo”, perché, dice, le piace pensare che anche durante la notte, magari mentre tornano dalla birreria, i ragazzi si possano fermare a prendere un libro. La Biblioteca del Gufo è sempre aperta, non dorme mai. E mentre Federicocombatteva la sua malattia, ormai in regressione, le biblioteche si moltiplicavano: dopo quella presso il Palazzetto dello Sport, ne è stata aperta un’altra dietro la chiesa di Corlo, poi una vicino ad un bar di Magreta, vicino al Comix Pub di Fiorano, presso il reparto di oncoematologia pediatrica del Policlinico di Modena, e si prevedono due nuove aperture, una alla stazione e un’altra sul campo di rugby di Formigine. Esiste persino un magazzino del Gufo, tante sono state le donazioni. E se molto spesso i libri che vengono donati sono di scarso valore, tanto che Elena ha persino organizzato un “reading dei libri brutti”, tanti sono invece di grande pregio. Ma quel che più conta sono tutti nati dalla generosità della gente, e ancora una volta gli italiani hanno dimostrato di avere una grande sensibilità e di saper donare senza attendersi nulla in cambio.

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Libri gratis per superare l’emergenza

Posted by on Nov 25, 2016 in Uncategorized |

Dal 24 agosto molte cose sono cambiate per moltissimi bambini che abitavano nel centro Italia. Il 24 agosto un sisma di magnitudo 6.0 ha colpito le regioni Lazio e Marche, causando ingenti danni, in alcuni casi la distruzione pressochè totale di alcuni di quelli che un tempo erano definiti “borghi più belli d’Italia”. Amatrice e Accumoli nel Lazio e Arquata e Pescara del Tronto nella Marche sono i centri in cui i danni sono stati più ingenti, e nei quali si sono anche fatte registrare delle vittime. Questo terremoto ha quindi avuto conseguenze materiali, ma anche e soprattutto psicologiche. Tanto più che a distanza di poco più di due mesi, il 30 ottobre, una nuova scossa ancora più forte, di magnitudo 6.5, ha causato molti altri danni. Fortunatamente non ci sono state altre vittime, ma la paura è tornata prepotentemente a popolare i cuori degli abitanti delle zone già colpite. Il sisma del 24 agosto è stato definito anche “il terremoto dei bambini”, perché purtroppo molte sono state le vittime minorenni, in quanto i luoghi colpiti erano luoghi di villeggiatura, in cui i più piccoli andavano a passare le vacanze dai nonni. I bambini sopravvissuti hanno visto morire alcuni dei loro compagni, si sono visti privati della loro casa e anche della loro scuola. In una parola hanno perduto la normalità di una vita regolare, così importante per loro. Come aiutarli a superare un momento tanto drammatico, difficile da gestire persino da parte degli adulti? Gli aiuti che sono venuti da ogni parte d’Italia e del mondo sono stati numerosi, e una notizia è arrivati nei primi giorni del mese di novembre anche da parte del MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il MIUR ha infatti firmato un protocollo d’intesa con AIE (Associazione Italiana Editori). Il contenuto del protocollo dice che per tre anni gli studenti dei comuni di Amatrice e Accumoli (Lazio) e quelli Arquata e Acquasanta Terme (Marche) avranno una fornitura gratuita di libri di testo per la scuola. Si tratta di un gesto molto importante soprattutto per aiutare le famiglie a superare un momento di difficoltà economica, ma anche per far sentire vicinanza e affetto ai bambini traumatizzati dal sisma. Nella pratica, l’intesa si realizzerà attraverso la costituzione di un comitato paritetico che avrà il coordinamento del MIUR e che si occuperà, anno per anno, di valutare le reali necessità e soprattutto di controllare che l’intesa venga rispettata nel modo previsto. Il Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini è stata la promotrice di questa iniziativa, ma si è detta molto soddisfatta della pronta risposta che ha avuto da parte dell’AIE. Secondo la Giannini i libri scolastici sono un bene di prima necessità, ed è importante che i bambini non ne vengano privati. D’altro canto questa non è che una delle misure comprese all’interno del piano #Ripartiamodallascuola, che è stato varato dopo il terremoto del 24 agosto e che prevede la messa in atto di molte azioni a sostegno delle comunità scolastiche danneggiate. Adesso è previsto un ampliamento che includa anche i comuni colpiti dal secondo terremoto del 30 ottobre. Giorgio Palumbo, Presidente del Gruppo Educativo di AIE, ha a sua volta confermato quanto da parte di AIE la proposta sia stata accolta prontamente perché la fornitura dei libri scolastici è parte importante della garanzia di diritto allo studio dei ragazzi. Anche se questo non è che un piccolo risarcimento per quello che hanno perduto, resta comunque un gesto importante.

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