Era il 10 maggio del 1933, una delle pagine più oscure della storia dell’Occidente, forse la più tragica in assoluto per quanto di lì a poco sarebbero seguite le vicende della Seconda Guerra Mondiale. Il 10 maggio 1933 i nazisti promossero a Berlino, in piazza Opernplatz, un gigantesco rogo pubblico di libri. Tra le fiamme finirono tutti quei testi sgraditi al regime, che in un modo o nell’altro andavano contro l’ideologia nazista; ma quel gesto aveva un peso simbolico ancora più pesante. Bruciare i libri significa annientare la possibilità di avere un libero pensiero, ma anche la possibilità di concepire un’idea originale, di allargare i propri orizzonti, di tentare di trovare un riscatto attraverso la conoscenza. Le dittature vogliono l’ignoranza, l’oscurantismo, la chiusura mentale, e i libri sono nemici di tutto questo. Il nazismo perpetrò in seguito molti altri atti orribili, sterminando milioni di vite umane innocenti, ma forse nessun gesto è paragonabile al rogo di libri dell’Opernplatz, che più di ogni altro non deve essere dimenticato. Al giorno d’oggi la cultura è parimenti minacciata, se non da una dittatura politica, dallo strapotere di certe case editrici, da logiche di mercato che privilegiano solo certo tipo di stampa e non permettono più la libera circolazione di ogni pensiero e di ogni opinione. L’unico luogo che è rimasto immune da questo meccanismo è la biblioteca pubblica, che è dunque un bene che va tutelato e protetto. In una biblioteca pubblica si può leggere qualunque tipo di testo, e le informazioni sono accessibili a tutti, poiché è un servizio che può essere fruito gratuitamente. Ogni anno L’ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) il giorno 10 maggio organizza molti eventi in tutta Italia per ricordare questa data, al fine di cancellarne l’orrore attraverso manifestazioni volte invece a promuovere la lettura e il libro come bene da tutelare. Quest’anno sono state tantissime le iniziative su e giù per la penisola, tutte raccolte sotto il titolo collettivo “No Rogo”. Nella capitale Roma, presso la biblioteca Villa Mercede, sono intervenuti diversi personaggi che si sono confrontati sul tema della libera circolazione della conoscenza; tra loro c’erano Francesca Chiavacci, presidente dell’ARCI, e Marino Sinbaldi, direttore di Rai Radio Tre. Dopo il dibattito si è potuto assistere alla proiezione del film “Stoner”. A Modena in piazza Mazzini si sono svolte delle letture pubbliche animate da tre compagnie teatrale: Arcoscenico, la Compagnia del Limone e Gli Aggregati. Le letture sono state tratte da volumi che raccontano i preludi della Seconda Guerra Mondiale, e che gettano luce sulle dinamiche che hanno condotto a quell’infausto conflitto, ed altre invece che si confrontano con la contemporaneità che non si presenta meno problematica del passato. A Terni il Circolo Jonas Club, che è molto attivo in città e promuove continuamente iniziative a favore della lettura, ha letteralmente “seminato libri”. Volumi di ogni genere e tema, incartati nella velina, sono stati lasciati nei luoghi più impensabili, per essere trovati, raccolti e letti. A Siena invece sono state organizzate letture pubbliche in diversi luoghi di grande frequentazione, come le Logge del Papa e i Quattro Cantoni. A Como tante persone si sono ritrovate davanti alla biblioteca pubblica, ognuno con un suo libro, di cui hanno letto una pagina davanti a tutti. L’ARCI ha inviato infine una lettera aperta al Ministro Franceschini chiedendo alle istituzioni di dedicare maggiore cura e attenzione alle biblioteche, stanziando maggiori fondi per ampliare gli orari di apertura e assumere nuovi addetti formati e competenti.