Chi ama la lettura non conosce confini o limiti, sa bene che un libro è un oggetto atemporale, che esisteva in passato ed esisterà anche nel futuro, con buona pace dei sostenitori degli e-book. Perché un libro è la storia che racconta e le storie sono immortali; e perché un libro è anche un oggetto che porta emozioni in sé e dal quale non è possibile separarsi, pena vivere un’esperienza mutilata. Questo appare evidente quando si confrontano diverse iniziative che hanno lo stesso soggetto, vale a dire i libri cartacei, ma che li esprimono in due modi completamente diversi. Diversi, certo, ma che riescono a raggiungere lo stesso scopo: portare i libri alle persone, o far avvicinare le persone ai libri, rendendoli esperienza collettiva, oltre che piacere di lettura personale. Partiamo raccontando di un progetto futuristico, futuribile, che per ora è in buona parte “virtuale” ma che potrebbe davvero rivoluzionare il nostro tradizionale concetto di biblioteca. Si tratta di una struttura che è stata costruita in Cina e recentemente inaugurata, dopo essere stata eretta in soli tre anni. Quasi un record, visti i risultati davvero stupefacenti. A collaborare alla progettazione e all’erezione dell’edificio sono stati alcuni dei più prestigiosi studi di architettura del mondo, in primis l’MVRDV olandese, il Tianjin Urban Planning and Design Institute (TUPDI) cinese, insieme a Bernard Tschumi Architects, Bing Thom Architects, HH Design e GMP. Il risultato dello sforzo congiunto di tutte queste menti è stata una biblioteca dal design assolutamente unico. L’idea è quella di un grande occhio, che infatti si trova al centro dei cinque piani complessivi sui quali si sviluppa la struttura. Si tratta di un’enorme sfera attorno alla quale sembrano fiorire come per magico incantamento, o per vegetazione spontanea, balconi, scale, scaffali, che si muovono in linee sinuose e avviluppano la sfera. I libri sono inseriti su queste scaffalature bianco candido, non come sfondo ma come parte stessa della struttura. Tutto è pensato per valorizzare al massimo l’esperienza di fruizione dei libri: ci sono sale di lettura, divanetti, spazi in cui ci si può raccogliere e altri invece in cui ci si può confrontare con gli altri. Lo spazio complessivo è di oltre 30 mila metri quadri, i libri che possono essere contenuti all’interno della Biblioteca di Tianjin più di un milione. Al momento però la maggior parte di quelli che si possono ammirare sono solo disegnati. Passiamo ora da questa straordinaria struttura ad un’altra ben più modesta e quotidiana: un’ape cross del 1979. Quest’ape però svolge lo stesso ruolo dell’imponente biblioteca cinese. Veicola libri verso chi li vuole, o verso chi, pur non sapendolo, ne ha bisogno. In questo caso parliamo di un progetto tutto italiano, nato nella mente di un giovane, Marco Sacchelli. Dopo aver conseguito la Laurea in Scienze Psicologiche, Marco ha cominciato a scrivere un blog trattando un argomento molto delicato e decisamente molto importante: la felicità. Ma, ha detto ad un certo punto, si è reso conto che non gli bastava un’esperienza virtuale. Così ha caricato un po’ di libri sulla sue vecchia ape e ha cominciato a frequentare le spiagge e le piazze di Forte dei Marmi, parlando di felicità, leggendo racconti sulla felicità. La cosa ha avuto un riscontro talmente positivo che ora il progetto “Happiness on the road” prosegue nelle scuole. Secondo Marco la felicità è nel presente, nel godere di ciò che si ha: e leggere ci fa capire che non siamo soli, che ciò che capita a noi capita a tutti, e che si può superare il male di vivere semplicemente vivendo.