Dire genericamente che “leggere fa bene”, o che leggere sia una buona abitudine, è un po’ scontato e molto superficiale. Non ci si sentirà mai spinti abbastanza verso la lettura se non si capiscono fino in fondo i numerosi benefici che derivano dall’uso costante dei libri. Gli scienziati conducono spesso degli studi che, nel corso del tempo, sono serviti ad illustrare quanto realmente faccia bene al cervello umano la lettura. L’ultimo risultato, in ordine di tempo, è quello ottenuto dall’Australian National University che ha analizzato i dati raccolti prendendo come campione gli abitanti di ben 31 diversi Paesi, tra i quali c’era anche l’Italia. I dati in questione sono stati raccolti tra il 2011 e il 2015 su circa 160 mila persone. La domanda fondamentale, ma semplice, che è stata rivolta ai soggetti considerati riguardava il numerodi libri che ognuno di essi aveva in casa quando era adolescente, all’incirca all’età di 16 anni. Inoltre su di loro sono stati condotti dei test volti a valutare le loro competenze matematiche, informatiche e letterarie. Il risultato è stato stupefacente, anche se non più di tanto. Si è dimostrato che le capacità intellettuali di chi aveva tanti libri in casa, ma non aveva conseguito un’istruzione superiore, e di chi si era invece laureato ma non aveva potuto fruire di un gran numero di volumi nella sua adolescenza, è pressoché identica. Ciò vuol dire che leggere tanti libri, avere una casa piena di libri, equivale a studiare molto. La cosa che potremmo definire sorprendente è scoprire che la lettura aiuta anche a sapersi relazionare meglio con i nuovi dispositivi tecnologici con i quali dobbiamo convivere, con buona pace di chi vuole a tutti i costi contrapporre gli e-book ai libri cartacei. Lo studio ha anche determinato quale sarebbe il numero di libri ideale da tenere in casa: è oltre gli 80, soglia oltre la quale cominciano a notarsi in modo più sensibile le differenze tra le persone. In Italia la media è di 75, un po’ bassa rispetto a quella di altri Paesi. La soglia ideale dovrebbe superare i 350. Avere libri in casa dunque fa bene all’intelligenza, ma sono anche tanti altri i vantaggi del leggere che nel corso del tempo gli scienziati hanno potuto verificare e dimostrare. Grazie ad una ricerca condotta dall’Università del Sussex nel 2009 leggere libri aiuta a diminuire i livelli di stress che accumuliamo quotidianamente. I libri funzionano molto meglio di un farmaco o di una seduta psicanalitica, costano meno e non hanno effetti collaterali! La lettura è di fondamentale importanza per rallentare i processi di invecchiamento cerebrale, al punto che potrebbe contribuire anche a diminuire le probabilità di ammalarsi di Alzheimer. Infatti leggere è come far fare una sorta di allenamento al cervello, che diventa più reattivo, più elastico e incrementa anche le sue potenzialità. Ma la lettura non fa bene solo a livello di facoltà intellettive. Serve anche a renderci più ricettivi e comprensivi dal punto di vista affettivo e sentimentale. Leggendo si imparano a riconoscere negli altri segnali che altrimenti resterebbero sconosciuti o non identificati, e questo ci rende maggiormente empatici, più pronti a cogliere i segnali che l’altro ci manda. Sarebbe molto importante leggere a voce alta: questo aiuta a memorizzare i concetti, così come usare un libro di carta anziché un e-book. Alla fin fine quindi la tradizione qualche vantaggio sulla modernità ce l’ha pure!