Fin dal primo momento in cui sono apparsi sul mercato gli e-book hanno diviso il pubblico dei lettori. Da una parte gli affezionati della carta hanno additato i nuovi ritrovati tecnologici, gli e-reader, come dei mostri da bandire assolutamente dalle proprie biblioteche. Dall’altra gli appassionati di progresso e nuove tecnologie hanno preconizzato la fine del libro di carta: vuoi mettere quanto è più comodo, pratico ed economico un e-book? A parte il fatto che scaricarlo costa molto meno che acquistare un libro di carta, lo si può caricare su un dispositivo molto leggero e facile da portare in giro. Non solo, all’interno di quel dispositivo non ci entra un e-book solo, ma può andarci stipata un’intera biblioteca. Sta di fatto che in un primo momento erano i sostenitori degli e-book quelli che sembravano avere ragione. In pochissimo tempo le vendite sono arrivate alle stelle, con immane soddisfazione degli editori che potevano risparmiare sui costi di stampa e distribuzione. Ma oggi, 2017, anno in cui qualcuno aveva detto che sarebbe avvenuto lo storico sorpasso, ovvero si sarebbero venduti più e-book che libri di carta, si deve registrare una clamorosa ma non inattesa inversione di tendenza. In base ai dati raccolti dalla AAP (Association of American Publishers) il mercato americano sta segnando una netta rimonta dei libri cartacei, le cui vendite sono aumentate del 20% mentre le vendite degli e-book stanno inesorabilmente scemando e sono calate di ben il 30% rispetto all’anno scorso. E pensare che gli USA sono la culla di questi nuovi attrezzi elettronici. Come è possibile dunque che l’innamoramento nei confronti degli e-book sia durato tanto poco e che in così breve volgere di tempo si sia tornati al vecchio e rassicurante cartaceo? Le spiegazioni potrebbero essere molte, prima fra tutte quella già data in tempi non sospetti da Umberto Eco, che aveva previsto come un libro che non corre il rischio di spegnersi, e quindi possa essere letto in qualunque frangente e in qualunque luogo ci si trovi, non avrebbe mai potuto essere soppiantato da un apparecchio che invece ha costante necessità di energia elettrica. Ma il vero motivo, spiegano gli esperti della AAP, è un altro, e si chiama “fatica digitale”. Al giorno d’oggi siamo circondati da apparecchi tecnologici: lavoriamo al pc, siamo continuamente attaccati allo smartphone, persino gli orologi sono diventati digitali. Questo significa che quando ci vogliamo rilassare non ci va di metterci di nuovo davanti ad uno schermo, per quanto pensato appositamente per non affaticare la vista così come succedere per gli e-reader. Ci piace di più avere davanti una bella pagina di carta stampata. Ecco allora che le pecorelle stanno piano piano tornando all’ovile, almeno in America. E in Italia? Anche nel nostro Paese, che purtroppo però è notoriamente popolato da lettori piuttosto svogliati, tra il 2013 e il 2015 si è fatto registrare un netto calo di vendite di e-book. Bisogna dire inoltre che il mercato degli e-book nel nostro paese è favorito, perché a differenza di quanto accade in altre nazioni l’IVA che si applica sui libri digitali e quelli cartacei è la stessa. In conclusione, la profezia che più verosimilmente si avvererà per il futuro è che e-book e libri di carta, ben lungi dal farsi la guerra, continueranno a convivere in modo pacifico, offrendo ognuno i vantaggi propri del mezzo che usano.