Che l’editoria italiana attraversi un periodo di profonda crisi, e che questo periodo abbia tutta l’aria di non voler finire più, non è una novità. Finora però sembra che nessuno abbia davvero preso sul serio questa crisi, e che di conseguenza non abbia adottato alcuna seria misura per porvi fine. Ma come si può rinvigorire il mondo dei libri in un Paese dove notoriamente si legge pochissimo? Giulio Milani, direttore della casa editrice indipendente Transeuropa Edizioni, ha pensato che la via da percorrere sia l’innovatività, trovare cioè un modo nuovo e originale non solo di comunicare i libri, ma di farli e pubblicarli. Giulio Milani ha d’altro canto dimostrato di avere un buon fiuto per i nuovi talenti. È lui il “responsabile” della prima pubblicazione di un libro di grandissimo successo degli ultimi anni, “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi. E Brizzi non è l’unico nome che è uscito dalla sua fucina di scrittori. Adesso però Milani ha pensato che pubblicare delle buone storie non sia più sufficiente, ma che sia necessario anche confezionarle in un modo che sia appetibile da parte del pubblico dei lettori. Ed ecco cosa si è inventato. Per prima cosa ha utilizzato una piattaforma di crowdfunding, Eppela, per far conoscere e chiedere finanziamenti per il suo progetto che si chiama “Wildworld”. Wildworld è una collana di romanzi che parleranno tutti di fatti strettamente attinenti alla cronaca contemporanea. Il primo, “La notte dei ragni d’oleandro” di Mario Bramè, ha come oggetto la strage del Bataclan di Parigi. Visto che parliamo di prima pubblicazione (che è in prevendita su Eppela ma che sarà nelle librerie a partire dal mese di marzo) si capisce come il crowdfunding abbia avuto un immediato e strepitoso successo, raggiungendo i massimali previsti entro appena due settimane. Wildworld si proporrà come una successione di tappe, esattamente come se si trattasse di una serie televisiva a puntate, una progressione di diversi autori verso una stessa direzione. Ecco allora che il mondo del libro prende in prestito idee e stilemi da quello del piccolo schermo, per replicare moduli di successo ed adattarli al suo linguaggio. Il progetto di Milani prevede anche un terzo fattore, dopo il crowdfunding e la “pubblicazione seriale”, e si tratta della comunicazione. Per promuovere l’iniziativa, parlarne con i lettori, raccogliere impressioni, l’editore ha caricato su un camper tutta la sua famiglia e ha dato vita ad un vero e proprio tour. Il “Discovery Tour”, così è stato chiamato questo viaggio di 5 settimane attraverso l’Italia, è partito la scorsa estate dalle Marche per toccare altre regioni della penisola. In ogni tappa l’editore ha incontrato persone, presentando le sue idee, raccontando i suoi progetti. Per il momento la sua idea sta risultando vincente, e Milani sembra convinto che questa strada possa essere un buon modo per traghettare la sua piccola casa editrice verso un nuovo futuro. Non si aspetta che anche gli altri editori facciano lo stesso, ha detto, ma di certo propugna un nuovo modo di fare editoria, che si avvicini di più al modo di comunicare contemporaneo e sia in grado di risvegliare nei lettori la voglia di avvicinarsi ai libri. Se la contaminazione è la chiave di lettura dell’arte moderna, anche il mondo dei libri ha imparato a mescolarsi con altre forme di intrattenimento per diventare più nazional popolari, senza perdere il loro valore aggiunto di approfondimento e conoscenza.