La legge sui diritti d’autore che è attualmente vigente in Europa prevede che i diritti d’autore restino di proprietà dell’autore stesso di un’opera fino a 70 anni dopo la sua morte. Trascorso questo tempo dunque il prodotto della sua creatività, che si tratti di un film o di un libro, diventa di pubblico dominio. Ciò vuol dire che chiunque lo può utilizzare o editare senza necessità di versare alcuna cifra agli eredi dell’autore. Ogni volta che ha inizio un nuovo anno, così, ci sono numerose opere che vengono “liberate” e da quel momento in poi possono vivere molte vite diverse. C’è chi vede negativamente questa scadenza, nel timore che uno scritto possa essere fatto oggetto di edizioni poco curate, piene di errori di battitura. Oppure si teme anche che l’opera, diventata ormai di pubblico dominio, venga a tal punto manipolata da perdere del tutto il suo significato originario. Di contro, invece, i sostenitori della fine del diritto d’autore pensano che in questo modo film o libri che hanno ormai fatto la loro storia possano tornare a vivere di nuova vita, magari perché se ne impossesseranno giovani autori che potranno costruire qualcosa di nuovo partendo da qualcosa di già esistente. Comunque si veda la questione, fatto sta che le leggi parlano chiaro e che a partire dal primo Gennaio 2019 ci sono molti film e romanzi che hanno perduto il diritto d’autore e da adesso in poi potranno essere utilizzati da chiunque senza dover corrispondere alcuna somma a nessuno. Diversamente stanno le cose negli USA, dove vige la regola secondo la quale il diritto d’autore vale 75 anni dopo la pubblicazione dell’opera, o 95 nel caso in cui l’opera in questione non fosse di proprietà di un singolo ma di una ditta o impresa. Questa legislazione ha subito delle modifiche nel 1978 quando è stato varato il Mickey Mouse Protection Act. Alcuni film e libri considerati di particolare valore hanno visto prorogata la scadenza di una ventina di anni; tra le opere incluse nella legge ci sono anche i primi film che hanno come protagonista Topolino, Mickey Mouse in America, da cui il nome dell’atto. Tenendo conto delle dovute differenze, quindi nel 2019 ci sono sia opere di autori americani che di autori europei che diventano di pubblico dominio. Una delle realtà che ha intenzione di approfittarne è Google Books, che già da alcuni anni sta preparando l’edizione digitale di romanzi che diventeranno patrimonio comune a partire dal 2019, come ad esempio “Tarzan e il Leone d’Oro” di Edgar Rice Burroghs. Tra i film che perdono il diritto d’autore a partire dal gennaio 2019 ricordiamo la mitica “Corazzata Potëmkin” del regista russo di Segei Eisenstein, morto nel 1948; “I dieci comandamenti”, kolossal con Charlton Eston diretto dal regista Cecil B. De Mille; “Il Pellegrino” di Charlie Chaplin. Tra i libri, i titoli più altisonanti sono “Il Profeta” di Khalil Gibran; “La prigioniera” di Marcel Proust; e ancora, opere di Rudyard Kipling, Agatha Christie e Winston Churchill. Di molte di queste opere in realtà, come afferma il professor John Ockerbloom, che insegna all’Università della Pennsylvania e si occupa di diritti digitali, il diritto d’autore era già decaduto perché non rinnovato. Fatto sta che da quest’anno, ufficialmente, diventeranno di pubblico dominio e quindi sarà più facile anche trovarli in edizioni economiche, accessibili a tutti, anche in formato e-book.