Sappiamo bene che l’Italia è un Paese in cui si legge poco, ma forse non ci si interroga mai abbastanza su cosa è concretamente possibile fare per cambiare questo stato di cose. La lettura è un’occupazione a cui ognuno di noi dovrebbe dedicare parte del suo tempo. Leggere aiuta ad aprire la mente, a concepire le diversità, combatte l’odio e il pregiudizio, rende le persone migliori e quindi rende migliore la società nella quale viviamo. C’è qualcosa di cui non si parla mai abbastanza, ed è il costo dei libri. Se si va in una libreria per acquistare un libro nuovo spesso il prezzo di copertina è molto elevato, e purtroppo molte persone sono costrette a rinunciare a ciò che è “superfluo” per far fronte alle spese primarie. C’è però anche un altro aspetto da considerare. Nel corso degli anni sono stati stampati moltissimi libri che oggi sono destinati al macero. Magari perché sono rimasti nella biblioteca di una persona scomparsa, i cui eredi non sono interessati a tenere i libri o che non hanno lo spazio sufficiente. Oppure si tratta di vecchie edizioni sostituite da altre di maggiore impatto sul pubblico moderno. C’è di buono, però, che un libro non può mai passare di moda, anche perché quello che conta non è la copertina patinata ma il suo contenuto. Ecco allora che a due giovani ragazzi bolognesi è venuta un’idea. Come raccontano sul loro sito, è nata un po’ per caso, quando un giorno sono andati in osteria e l’oste, Michelangelo, li ha invitati a prendere dei libri che stavano messi alla rinfusa su un tavolino. Quei libri erano stati salvati dal macero e ora attendevano solo qualcuno che li leggesse di nuovo: Michelangelo ha detto che erano completamente gratis. Così i due ragazzi, Fabrizio e Simona, hanno pensato che era possibile far incontrare domanda e offerta, ovvero trovare nuovi proprietari a vecchi libri che altrimenti sarebbero stati riciclati o bruciati. Ecco come è nata a Bologna l’associazione Equi-Libristi, che ha cominciato un po’ in sordina ma ora si sta allargando non solo nel territorio di competenza ma anche oltre i confini regionali, aprendo alcuni punti anche a Roma. Gli Equi-Libristi si preoccupano in primis di recuperare i libri che sono destinati alla distruzione, selezionando i generi che hanno notato avere maggiore presa sui lettori. Questi libri vengono poi collocati in luoghi pubblici, ovunque qualcuno dia loro un po’ di spazio: nei bar, negli uffici, nelle aziende. Di solito si trovano in un luogo di passaggio, dove la gente possa vederli e decidere di portarsene via uno, in modo completamente gratuito. Questa è la principale differenza tra ciò che fanno gli Equi-Libristi e il bookcrossing, nel quale è necessario lasciare un altro libro in cambio di quello che si prende. In questo caso invece si “adotta” un libro, che poi viene rimpiazzato affinché gli scaffali non vengano mai sguarniti. Gli Equi-Libristi raccolgono donazioni e si danno da fare con una capillare rete di volontari che, sempre in modo gratuito, si occupano di rifornire le piccole librerie spuntate un po’ ovunque a Bologna e provincia. Il sogno dell’associazione è riuscire ad avere una sede fissa in cui poter organizzare eventi, ad esempio reading, che attirino tutti gli amanti della lettura. Nel frattempo fanno del loro meglio per trovare una nuova casa ai libri che erano stati abbandonati e ora conoscono una nuova vita.