C’è un dato che ben conosciamo e che viene ripetuto spesso, e che l’editoria italiana è in crisi perché gli italiani, che non sono mai stati noti per la loro passione per la lettura, leggono sempre meno. Ma c’è anche un altro aspetto della medaglia, un’altra realtà del tutto nuova che deve essere presa in considerazione e che appare in netta controtendenza rispetto a questo dato. I risvolti che offre sono numerosi. Stiamo parlando del self-publishing, una realtà che è nata insieme ad internet e al proliferare di e-commerce che permettono di vendere qualunque tipo di bene merceologico, anche libri autoprodotti. Così, a fronte di un mercato editoriale sempre più ristretto e claustrofobico, dove le piccole case editrici sono spesso costrette a chiudere o arrancano tra mille difficoltà, e dove le grandi case editrici difficilmente scommettono su scrittori emergenti ma preferiscono andare sul sicuro, chi crede di avere dei numeri e vuole pubblicare le sue opere lo fa in autonomia, con il self-publishing. Come funziona? La modalità è molto semplice. Ci sono siti come Amazon che permettono di caricare un file con il proprio scritto e di trasformarlo in e-book, per vederlo immeditatamente messo in vendita in tutto il mondo. In alcuni casi c’è anche chi offre il servizio di stampa on demand. Se l’acquirente vuole la copia cartacea, essa viene stampata ad hoc e spedita al mittente. Tutto questo con spese praticamente nulle o minime per lo scrittore: le uniche spese da sostenere sono quelle di stampa qualora si decidesse invece di investire il proprio denaro in una piccola tiratura del proprio libro. Quali sono i numeri di questo fenomeno? In Italia nel 2017 sono stati pubblicati con questa modalità oltre 30 mila titoli, vale a dire poco meno della metà di tutti i nuovi libri che sono stati pubblicati. Dato che, oltretutto, è in crescita, visto che secondo le stime di Amazon c’è stato un incremento del 5% rispetto al 2016. Non si deve pensare però che il self-publishing sia una cosa da dilettanti, da scrittori in erba con tanti sogni e poca esperienza. Basti pensare al fatto che la maggior parte degli e-book sono manuali e che riscuotono un grande successo. Dietro al self-publishing è proliferato un intero mondo di professionalità e competenze, tanto che al giorno d’oggi un libro autoprodotto ha un’estrema cura grafica ed editoriale. C’è chi ne ha fatto un vero e proprio mestiere, come Giacomo Bruno della Bruno Editore, il quale, non a caso, è noto come il “papà degli e-book”. Nel suo curriculum ci sono oltre 600 pubblicazioni digitali e uno studio approfondito del fenomeno. Bruno infatti tiene periodicamente anche dei corsi e delle giornate di training formativo. Secondo lui la chiave di lettura sta proprio in Amazon. Se Google è il motore di ricerca per eccellenza, dove si va quando si ha bisogno di informazioni su un argomento, Amazon è l’equivalente per l’e-commerce. Quando devi cercare un prodotto, non vai su Google ma vai direttamente su Amazon che ha un database sconfinato. Studiando e sfruttando gli algoritmi di Amazon è possibile far crescere in visibilità il proprio prodotto, in questo caso un e-book, anche se si è un autore sconosciuto. Ecco allora che si apre un modo totalmente nuovo di fare editoria e di pubblicizzare un libro, che offre evoluzioni future impreviste ma di certo interessanti.