Settima Edizione di BookCity Milano

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Tra il 15 e il 18 novembre 2018 si è svolta la settima edizione di una manifestazione editoriale che in questi pochi anni è diventata un punto di riferimento molto importante non solo per il mondo dell’editoria, ma soprattutto per la città in cui si svolge. Si tratta di BookCity Milano, che quest’anno si è colorata di un’importanza tutta nuova e particolare per via dell’importante riconoscimento che la città meneghina ha di recente ricevuto. È infatti stata nominata dall’Unesco Città della Letteratura. Questo riconoscimento è arrivato l’anno scorso, ma solo quest’anno è stato possibile “festeggiarlo” nel modo più idoneo. Durante BookCity il riconoscimento Unesco è stato celebrato creando dei percorsi interculturali con la città di Dublino, che a sua volta si insignisce di questo prestigioso titolo. Oltre a questo, come sempre BookCity è stato un insieme di tanti eventi di varia natura, ben 1300 che si sono svolti in diverse location cittadine. Una delle caratteristiche più interessanti di questa fiera letteraria è proprio il fatto che non si svolge in un unico luogo, ma tende a coinvolgere l’intera Milano, dai luoghi più “istituzionali” a quelli più inattesi. Soprattutto si cerca sempre di coinvolgere l’intera popolazione cittadina ad animare queste giornate di letteratura e cultura, ma anche di divertimento e di creatività. Tra gli argomenti che non era possibile non trattare quest’anno c’è stato quello della digitalizzazione. Il mondo del libro sta molto soffrendo il confronto con i nuovi dispositivi elettronici che consentono di leggere e studiare anche usando dei supporti diversi da quello tradizionale cartaceo. L’impatto che questa diversa modalità di fruizione può avere sul lettore, e in particolar modo sui bambini che sono ancora in fase di formazione, è discusso e ancora non del tutto chiaro. Nell’ambito del BookCity Milano si è dunque parlato della cosiddetta “infanzia 2.0”, ma anche delle ripercussioni che la nuova trasmissione digitale delle conoscenze può avere, e ha già avuto, su aspetti importanti del vivere quotidiano come la politica o il giornalismo informativo. Il programma di BookCity Milano è inoltre stato animato da tantissime iniziative di diversa natura. A seguire l’intera manifestazione ci sono stati gli speaker radiofonici di Radio Tre e della trasmissione di Radio Due Caterpillar. I primi hanno seguito l’evento dagli studi di Corso Sempione, mentre Caterpillar ha dato vita una puntata live entrando nel vivo dell’evento. I veri protagonisti della manifestazione però, come sempre, sono gli abitanti di Milano, che sono stati coinvolti con BookCity nelle case e, nella giornata del 17 novembre, con “Milano legge Milano”. “Milano legge Milano” è un appuntamento curioso ma appassionante, durante il quale i comuni cittadini hanno avuto l’opportunità di raccontare i tanti luoghi “letterari” della città usando la mappa creata da Quartopaesaggio. Nella giornata del 18 novembre si sono invece svolti quattro incontri di “Poetry and the City”, due al mattino e due al pomeriggio, per raccontare altri luoghi importanti di Milano, sempre legati al mondo dei libri e della scrittura. Durante tutto il corso della manifestazione si sono tenute le immancabili passeggiate letterarie, che quest’anno hanno coinvolto anche una location di particolare suggestione come il Cimitero Monumentale. BookCity si è svolto anche in luoghi meno “canonici”, come ad esempio sul filobus 90-91, simbolo di una città che si trova oltre il centro storico e che ha a sua volta tanto da raccontare. Con l’edizione 2018 di BookCity Milano la città ha dimostrato di essersi guadagnata in pieno il titolo datole dall’Unesco di Città della Letteratura.

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Un nuovo formato per i libri cartacei

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Fin da quando i dispositivi portatili come smartphone e tablet hanno fatto la loro comparsa sul mercato, e soprattutto da quando hanno cominciato ad avere un’amplissima diffusione a livello mondiale, essi hanno cambiato la nostra quotidianità. Abitudini radicate da secoli nel comportamento umano sono state letteralmente rivoluzionate da questi device touch che implicano una nuova gestualità e anche un altro modo di fruire dei contenuti. Questo, purtroppo, non sempre ha dei risvolti positivi. Una recente ricerca portata avanti da Microsoft, uno dei maggiori colossi del mondo dell’informatica, dimostra che negli ultimi 18 anni, a partire dal 2000, la capacità di attenzione dell’essere umano è notevolmente calata. Se prima, infatti, eravamo in grado di rimanere concentrati per 12 secondi, adesso questi secondi sono scesi ad 8. Persino un pesce rosso è capace di restare concentrato per un arco di tempo maggiore. Inutile dire che tra i principali indiziati di questo maggiore grado di distrazione ci sono tablet, computer e smartphone. La lettura su schermo si svolge infatti in modo molto diverso rispetto alla lettura su un supporto cartaceo. La differenza è sia a livello puramente fisico, di orientamento di lettura e scrittura (non più verticale ma orizzontale), ma anche a livello di approfondimento. In informatica i testi sono tutti iper-testi, pieni di rimandi e collegamenti che si sviluppano attraverso i cosiddetti link interni. Da qui scaturisce la vecchia diatriba libro cartaceo-libro multimediale, che si fa più accesa quando si parla di istruzione e didattica. C’è chi è convinto che il caro vecchio libro di carta non possa mai essere sostituito. Quel che gli scienziati hanno provato è che studiare su un libro cartaceo aumenta la concentrazione a favorisce la memorizzazione. C’è chi invece decanta i tanti vantaggi dell’e-book, a partire dalla sua leggerezza (pesa molto meno di un tomo di 100 pagine) e dalla sua facilità di interconnessione. La lotta non è chiusa e non si può parlare di vincitori né vinti. I più sono convinti che si possa parlare semplicemente di un pacifico pareggio, dove e-book e libro di carta possano convivere dando vita a due fruizioni diverse di diversi contenuti. Ad avvalorare questa tesi c’è una curiosa ma importante novità editoriale voluta da Penguin Books. Questa famosa casa editrice ha infatti voluto provare a cambiare qualcosa che invece è rimasto pressoché immutato nel corso dei secoli, vale a dire il formato del libro. Fin da quando ha sostituito le pergamene, il libro è sempre rimasto uguale a se stesso: formato verticale e pagine che si sfogliano da destra a sinistra. La collana Mini Penguin dei Dutton Children Books ha invece deciso di adottare un formato molto più simile allo schermo di uno smartphone. I volumi sono piccoli, le pagine orientate orizzontalmente, e molto sottili. Il volumetto infatti si può sfogliare con agilità anche usando una sola mano. La speciale carta utilizzata, prodotta esclusivamente in Finlandia, è sottile come una buccia di cipolla, quindi i mini-libri sono anche molto leggeri e hanno uno spessore ridotto. I primi titoli che sono entrati a far parte di questa collana sono i romanzi dello scrittore John Green, che è anche uno youtuber. Quindi la connessione tra mondo dell’editoria e mondo dell’informatica pare riuscita in tutto e per tutto. La contaminazione è completa: non più solo tablet come libri, ma anche libri come smartphone. Se l’esperimento della Penguin riscontrerà il favore del pubblico dei lettori, dobbiamo prepararci a grandi cambiamenti nel panorama editoriale mondiale.

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Leggere fa bene e rende più intelligenti

Posted by on Ott 25, 2018 in Uncategorized |

Dire genericamente che “leggere fa bene”, o che leggere sia una buona abitudine, è un po’ scontato e molto superficiale. Non ci si sentirà mai spinti abbastanza verso la lettura se non si capiscono fino in fondo i numerosi benefici che derivano dall’uso costante dei libri. Gli scienziati conducono spesso degli studi che, nel corso del tempo, sono serviti ad illustrare quanto realmente faccia bene al cervello umano la lettura. L’ultimo risultato, in ordine di tempo, è quello ottenuto dall’Australian National University che ha analizzato i dati raccolti prendendo come campione gli abitanti di ben 31 diversi Paesi, tra i quali c’era anche l’Italia. I dati in questione sono stati raccolti tra il 2011 e il 2015 su circa 160 mila persone. La domanda fondamentale, ma semplice, che è stata rivolta ai soggetti considerati riguardava il numerodi libri che ognuno di essi aveva in casa quando era adolescente, all’incirca all’età di 16 anni. Inoltre su di loro sono stati condotti dei test volti a valutare le loro competenze matematiche, informatiche e letterarie. Il risultato è stato stupefacente, anche se non più di tanto. Si è dimostrato che le capacità intellettuali di chi aveva tanti libri in casa, ma non aveva conseguito un’istruzione superiore, e di chi si era invece laureato ma non aveva potuto fruire di un gran numero di volumi nella sua adolescenza, è pressoché identica. Ciò vuol dire che leggere tanti libri, avere una casa piena di libri, equivale a studiare molto. La cosa che potremmo definire sorprendente è scoprire che la lettura aiuta anche a sapersi relazionare meglio con i nuovi dispositivi tecnologici con i quali dobbiamo convivere, con buona pace di chi vuole a tutti i costi contrapporre gli e-book ai libri cartacei. Lo studio ha anche determinato quale sarebbe il numero di libri ideale da tenere in casa: è oltre gli 80, soglia oltre la quale cominciano a notarsi in modo più sensibile le differenze tra le persone. In Italia la media è di 75, un po’ bassa rispetto a quella di altri Paesi. La soglia ideale dovrebbe superare i 350. Avere libri in casa dunque fa bene all’intelligenza, ma sono anche tanti altri i vantaggi del leggere che nel corso del tempo gli scienziati hanno potuto verificare e dimostrare. Grazie ad una ricerca condotta dall’Università del Sussex nel 2009 leggere libri aiuta a diminuire i livelli di stress che accumuliamo quotidianamente. I libri funzionano molto meglio di un farmaco o di una seduta psicanalitica, costano meno e non hanno effetti collaterali! La lettura è di fondamentale importanza per rallentare i processi di invecchiamento cerebrale, al punto che potrebbe contribuire anche a diminuire le probabilità di ammalarsi di Alzheimer. Infatti leggere è come far fare una sorta di allenamento al cervello, che diventa più reattivo, più elastico e incrementa anche le sue potenzialità. Ma la lettura non fa bene solo a livello di facoltà intellettive. Serve anche a renderci più ricettivi e comprensivi dal punto di vista affettivo e sentimentale. Leggendo si imparano a riconoscere negli altri segnali che altrimenti resterebbero sconosciuti o non identificati, e questo ci rende maggiormente empatici, più pronti a cogliere i segnali che l’altro ci manda. Sarebbe molto importante leggere a voce alta: questo aiuta a memorizzare i concetti, così come usare un libro di carta anziché un e-book. Alla fin fine quindi la tradizione qualche vantaggio sulla modernità ce l’ha pure!

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“Libri come” parlerà di libertà

Posted by on Ott 25, 2018 in Uncategorized |

Anche se ancora mancano alcuni mesi alla nuova edizione di “Libri come”, la manifestazione dedicata al mondo dell’editoria, già è stato annunciato quale sarà il tema attorno a cui ruoteranno gli incontri e gli eventi messi in cartellone. L’occasione per questo annuncio è stata l’anteprima di “Libri come” che si è svolta nel suo luogo istituzionale, l’Auditorium Parco della Musica. All’anteprima era presente lo scrittore egiziano Ala al-Aswani, il quale era in Italia per presentare il suo nuovo libro “Sono corso verso il Nilo”. Insieme allo scrittore c’era anche Marino Sinibaldi che ha moderato e diretto la presentazione, e che ha annunciato quello che sarà il fil rouge scelto per l’edizione 2019 di “Libri come”. Ogni anno infatti questa manifestazione, che giungerà il prossimo anno alla sua decima edizione e che ogni volta non manca di attirare tanti visitatori curiosi, sceglie un argomento che diventa il filo conduttore tra i vari incontri e appuntamenti che popolano la tre giorni di fiera editoriale. Per il 2019 si è scelto un tema molto delicato ma anche molto importante, che è “libertà”. Come si può leggere nelle motivazioni degli organizzatori la libertà è un concetto che al giorno d’oggi si tende a dare per scontato perché viviamo per lo più in Paesi democratici. I fatti però ci dimostrano come la libertà, in particolar modo quella d’espressione, sia in grave pericolo. Ci sono sempre più regimi di stampo dittatoriale, e giornalisti e liberi pensatori che finiscono in galera o spariscono misteriosamente solo per aver enunciato le loro idee. Libertà è una parola troppo spesso abusata, spiegano ancora gli organizzatori, per questo è importante tornare ad assaporarne fino in fondo il vero significato. Solo in questo modo sarà possibile tornare a darle un senso e quindi ad avere la forza di difenderla. Quindi anche la prossima edizione di “Libri come” si prospetta già come molto interessante, e soprattutto come foriera di nuovi interessanti spunti per la comunità letteraria. C’è ancora un po’ da aspettare. Le date previste sono quelle comprese tra il 14 e il 17 marzo 2109. La location sarà sempre l’Auditorium Parco della Musica, ideato e progettato da Renzo Piano, che fin dalla prima edizione si è presentato come la location ideale per questa manifestazione che parla di libri, ma lo fa in modo un po’ diverso rispetto alle tradizionali fiere editoriali. La dichiarata finalità di “Libri come”, infatti, è quella di permettere ad ognuno di trovare il proprio libro. Anche se si dice che l’Italia è un Paese in cui si legge poco, la speranza è che in giro ci sia il libro adatto ad ogni tipo di lettore, anche quello più svogliato. Questo è il motivo per cui ogni anno viene scelto un argomento diverso da sviscerare. In questo modo si può scandagliare tutto l’immenso patrimonio librario esistente, non solo contemporaneo ma anche del passato, e trovare il libro perfetto per ognuno. Lo spirito della manifestazione, che cerca sempre di essere divertente e leggera per avvicinare tutti, sembra aver dato i suoi frutti. Infatti il numero di presenze si è attestato oltre ai 300 mila visitatori, che riescono sempre ad animare i tre giorni di “Libri come” trasformandoli in una festa continua. La speranza è che anche l’edizione 2019 riesca ad avere lo stesso successo di quelle passate, tanto più che toccherà un tema che dovrebbe stare a cuore a tutti noi.

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Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Ott 23, 2018 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

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Miti da sfatare sui libri e la lettura

Posted by on Set 28, 2018 in Uncategorized |

Ogni lettore conosce le regole che gli sono state insegnate fin da piccolo. Quando ci viene dato in mano un libro per la prima volta ci viene anche detto cosa possiamo fare e cosa invece non possiamo fare con quel volume. La verità, però, è che nella maggior parte dei casi non si tratta che di luoghi comuni che non vengono dettati da alcuna motivazione reale. Solo l’abitudine ci fa ancora dire certe cose, ma per la lettura, in verità, non esistono regole. Quali sono dunque queste “regole sacre” che sembra impossibile poter violare, ma che invece potremmo ignorare tranquillamente, senza che il piacere della lettura ne venga minimamente scalfito? C’è qualcosa che capita ad ogni lettore : se non riesce a terminare un libro si sente terribilmente in colpa. Non ce n’è bisogno: finire a leggere qualcosa di iniziato non è affatto un obbligo morale. Il mondo è pieno di libri, molti ci sono più congeniali di altri. A volte ne prediligiamo uno perché ci è stato consigliato, perché tutti dicono che è tanto bello. Alla fin fine però quel tipo di lettura potrebbe non fare al caso nostro. Possiamo quindi accantonarla senza rimorsi dopo poche pagine o i primi capitoli. Lo steso dicasi per la regola che impedisce di leggere l’ultima pagina di un libro. Non c’è modo di rovinarsi la “sorpresa”: senza conoscere l’antefatto di solito la conclusione di una vicenda ci appare senza senso. Potremmo dire che è inutile leggere l’ultima pagina di un libro tanto non ti anticiperà nulla, ma chi vuole può tranquillamente farlo. Quando si sceglie un libro perché si viene colpiti dalla copertina non si commette una leggerezza: l’occhio vuole la sua parte ed è ovvio che, davanti ad un titolo sconosciuto, ad attirarci possa anche essere semplicemente l’immagine scelta per la presentazione dell’interno, o il carattere che è stato usato per il titolo. Quando si legge non esiste l’obbligo tassativo di usare i segnalibri per tenere a mente il punto in cui si è smesso di leggere. Si possono fare anche le pieghe alle pagine, le famose “orecchie”. Non si sciupa un libro, vivendolo. Allo stesso modo non c’è niente di male a sottolinearlo, a scrivere delle note a margine, a lasciare degli appunti. Purché, ovviamente, il libro sia di proprietà e non preso in prestito! Ci sono poi persone incapaci di leggere un solo libro per volta, che vengono rimproverate perché invece dovrebbero solo seguire una storia da capo a fondo per non “confondersi”. Ma la mente umana è molto più flessibile di quello che vogliamo credere, e si possono leggere in contemporanea tanti libri quanti se ne ha voglia. Se c’è un genere letterario preferito, non c’è ragione per cui si dovrebbero scegliere libri da leggere che appartengono ad un altro genere. Un libro bellissimo, scritto molto bene, ma che appartiene ad un genere che non ci appassiona non ci potrà mai piacere. Meglio seguire le proprie inclinazioni e i propri gusti. Da ultimo, sfatiamo il mito che dice che non bisognerebbe mai guardare un film tratto da un romanzo prima di averlo letto. La visione di un film non preclude mai il piacere della lettura di un buon libro, perché cinema e letteratura scritta sono due mezzi così diversi che sarà invece divertente giocare a trovare le differenze. Quindi leggi pure in libertà: l’unica regola è che non esistono regole!

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