Leggere fa bene e rende più intelligenti

Posted by on Ott 25, 2018 in Uncategorized |

Dire genericamente che “leggere fa bene”, o che leggere sia una buona abitudine, è un po’ scontato e molto superficiale. Non ci si sentirà mai spinti abbastanza verso la lettura se non si capiscono fino in fondo i numerosi benefici che derivano dall’uso costante dei libri. Gli scienziati conducono spesso degli studi che, nel corso del tempo, sono serviti ad illustrare quanto realmente faccia bene al cervello umano la lettura. L’ultimo risultato, in ordine di tempo, è quello ottenuto dall’Australian National University che ha analizzato i dati raccolti prendendo come campione gli abitanti di ben 31 diversi Paesi, tra i quali c’era anche l’Italia. I dati in questione sono stati raccolti tra il 2011 e il 2015 su circa 160 mila persone. La domanda fondamentale, ma semplice, che è stata rivolta ai soggetti considerati riguardava il numerodi libri che ognuno di essi aveva in casa quando era adolescente, all’incirca all’età di 16 anni. Inoltre su di loro sono stati condotti dei test volti a valutare le loro competenze matematiche, informatiche e letterarie. Il risultato è stato stupefacente, anche se non più di tanto. Si è dimostrato che le capacità intellettuali di chi aveva tanti libri in casa, ma non aveva conseguito un’istruzione superiore, e di chi si era invece laureato ma non aveva potuto fruire di un gran numero di volumi nella sua adolescenza, è pressoché identica. Ciò vuol dire che leggere tanti libri, avere una casa piena di libri, equivale a studiare molto. La cosa che potremmo definire sorprendente è scoprire che la lettura aiuta anche a sapersi relazionare meglio con i nuovi dispositivi tecnologici con i quali dobbiamo convivere, con buona pace di chi vuole a tutti i costi contrapporre gli e-book ai libri cartacei. Lo studio ha anche determinato quale sarebbe il numero di libri ideale da tenere in casa: è oltre gli 80, soglia oltre la quale cominciano a notarsi in modo più sensibile le differenze tra le persone. In Italia la media è di 75, un po’ bassa rispetto a quella di altri Paesi. La soglia ideale dovrebbe superare i 350. Avere libri in casa dunque fa bene all’intelligenza, ma sono anche tanti altri i vantaggi del leggere che nel corso del tempo gli scienziati hanno potuto verificare e dimostrare. Grazie ad una ricerca condotta dall’Università del Sussex nel 2009 leggere libri aiuta a diminuire i livelli di stress che accumuliamo quotidianamente. I libri funzionano molto meglio di un farmaco o di una seduta psicanalitica, costano meno e non hanno effetti collaterali! La lettura è di fondamentale importanza per rallentare i processi di invecchiamento cerebrale, al punto che potrebbe contribuire anche a diminuire le probabilità di ammalarsi di Alzheimer. Infatti leggere è come far fare una sorta di allenamento al cervello, che diventa più reattivo, più elastico e incrementa anche le sue potenzialità. Ma la lettura non fa bene solo a livello di facoltà intellettive. Serve anche a renderci più ricettivi e comprensivi dal punto di vista affettivo e sentimentale. Leggendo si imparano a riconoscere negli altri segnali che altrimenti resterebbero sconosciuti o non identificati, e questo ci rende maggiormente empatici, più pronti a cogliere i segnali che l’altro ci manda. Sarebbe molto importante leggere a voce alta: questo aiuta a memorizzare i concetti, così come usare un libro di carta anziché un e-book. Alla fin fine quindi la tradizione qualche vantaggio sulla modernità ce l’ha pure!

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“Libri come” parlerà di libertà

Posted by on Ott 25, 2018 in Uncategorized |

Anche se ancora mancano alcuni mesi alla nuova edizione di “Libri come”, la manifestazione dedicata al mondo dell’editoria, già è stato annunciato quale sarà il tema attorno a cui ruoteranno gli incontri e gli eventi messi in cartellone. L’occasione per questo annuncio è stata l’anteprima di “Libri come” che si è svolta nel suo luogo istituzionale, l’Auditorium Parco della Musica. All’anteprima era presente lo scrittore egiziano Ala al-Aswani, il quale era in Italia per presentare il suo nuovo libro “Sono corso verso il Nilo”. Insieme allo scrittore c’era anche Marino Sinibaldi che ha moderato e diretto la presentazione, e che ha annunciato quello che sarà il fil rouge scelto per l’edizione 2019 di “Libri come”. Ogni anno infatti questa manifestazione, che giungerà il prossimo anno alla sua decima edizione e che ogni volta non manca di attirare tanti visitatori curiosi, sceglie un argomento che diventa il filo conduttore tra i vari incontri e appuntamenti che popolano la tre giorni di fiera editoriale. Per il 2019 si è scelto un tema molto delicato ma anche molto importante, che è “libertà”. Come si può leggere nelle motivazioni degli organizzatori la libertà è un concetto che al giorno d’oggi si tende a dare per scontato perché viviamo per lo più in Paesi democratici. I fatti però ci dimostrano come la libertà, in particolar modo quella d’espressione, sia in grave pericolo. Ci sono sempre più regimi di stampo dittatoriale, e giornalisti e liberi pensatori che finiscono in galera o spariscono misteriosamente solo per aver enunciato le loro idee. Libertà è una parola troppo spesso abusata, spiegano ancora gli organizzatori, per questo è importante tornare ad assaporarne fino in fondo il vero significato. Solo in questo modo sarà possibile tornare a darle un senso e quindi ad avere la forza di difenderla. Quindi anche la prossima edizione di “Libri come” si prospetta già come molto interessante, e soprattutto come foriera di nuovi interessanti spunti per la comunità letteraria. C’è ancora un po’ da aspettare. Le date previste sono quelle comprese tra il 14 e il 17 marzo 2109. La location sarà sempre l’Auditorium Parco della Musica, ideato e progettato da Renzo Piano, che fin dalla prima edizione si è presentato come la location ideale per questa manifestazione che parla di libri, ma lo fa in modo un po’ diverso rispetto alle tradizionali fiere editoriali. La dichiarata finalità di “Libri come”, infatti, è quella di permettere ad ognuno di trovare il proprio libro. Anche se si dice che l’Italia è un Paese in cui si legge poco, la speranza è che in giro ci sia il libro adatto ad ogni tipo di lettore, anche quello più svogliato. Questo è il motivo per cui ogni anno viene scelto un argomento diverso da sviscerare. In questo modo si può scandagliare tutto l’immenso patrimonio librario esistente, non solo contemporaneo ma anche del passato, e trovare il libro perfetto per ognuno. Lo spirito della manifestazione, che cerca sempre di essere divertente e leggera per avvicinare tutti, sembra aver dato i suoi frutti. Infatti il numero di presenze si è attestato oltre ai 300 mila visitatori, che riescono sempre ad animare i tre giorni di “Libri come” trasformandoli in una festa continua. La speranza è che anche l’edizione 2019 riesca ad avere lo stesso successo di quelle passate, tanto più che toccherà un tema che dovrebbe stare a cuore a tutti noi.

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Miti da sfatare sui libri e la lettura

Posted by on Set 28, 2018 in Uncategorized |

Ogni lettore conosce le regole che gli sono state insegnate fin da piccolo. Quando ci viene dato in mano un libro per la prima volta ci viene anche detto cosa possiamo fare e cosa invece non possiamo fare con quel volume. La verità, però, è che nella maggior parte dei casi non si tratta che di luoghi comuni che non vengono dettati da alcuna motivazione reale. Solo l’abitudine ci fa ancora dire certe cose, ma per la lettura, in verità, non esistono regole. Quali sono dunque queste “regole sacre” che sembra impossibile poter violare, ma che invece potremmo ignorare tranquillamente, senza che il piacere della lettura ne venga minimamente scalfito? C’è qualcosa che capita ad ogni lettore : se non riesce a terminare un libro si sente terribilmente in colpa. Non ce n’è bisogno: finire a leggere qualcosa di iniziato non è affatto un obbligo morale. Il mondo è pieno di libri, molti ci sono più congeniali di altri. A volte ne prediligiamo uno perché ci è stato consigliato, perché tutti dicono che è tanto bello. Alla fin fine però quel tipo di lettura potrebbe non fare al caso nostro. Possiamo quindi accantonarla senza rimorsi dopo poche pagine o i primi capitoli. Lo steso dicasi per la regola che impedisce di leggere l’ultima pagina di un libro. Non c’è modo di rovinarsi la “sorpresa”: senza conoscere l’antefatto di solito la conclusione di una vicenda ci appare senza senso. Potremmo dire che è inutile leggere l’ultima pagina di un libro tanto non ti anticiperà nulla, ma chi vuole può tranquillamente farlo. Quando si sceglie un libro perché si viene colpiti dalla copertina non si commette una leggerezza: l’occhio vuole la sua parte ed è ovvio che, davanti ad un titolo sconosciuto, ad attirarci possa anche essere semplicemente l’immagine scelta per la presentazione dell’interno, o il carattere che è stato usato per il titolo. Quando si legge non esiste l’obbligo tassativo di usare i segnalibri per tenere a mente il punto in cui si è smesso di leggere. Si possono fare anche le pieghe alle pagine, le famose “orecchie”. Non si sciupa un libro, vivendolo. Allo stesso modo non c’è niente di male a sottolinearlo, a scrivere delle note a margine, a lasciare degli appunti. Purché, ovviamente, il libro sia di proprietà e non preso in prestito! Ci sono poi persone incapaci di leggere un solo libro per volta, che vengono rimproverate perché invece dovrebbero solo seguire una storia da capo a fondo per non “confondersi”. Ma la mente umana è molto più flessibile di quello che vogliamo credere, e si possono leggere in contemporanea tanti libri quanti se ne ha voglia. Se c’è un genere letterario preferito, non c’è ragione per cui si dovrebbero scegliere libri da leggere che appartengono ad un altro genere. Un libro bellissimo, scritto molto bene, ma che appartiene ad un genere che non ci appassiona non ci potrà mai piacere. Meglio seguire le proprie inclinazioni e i propri gusti. Da ultimo, sfatiamo il mito che dice che non bisognerebbe mai guardare un film tratto da un romanzo prima di averlo letto. La visione di un film non preclude mai il piacere della lettura di un buon libro, perché cinema e letteratura scritta sono due mezzi così diversi che sarà invece divertente giocare a trovare le differenze. Quindi leggi pure in libertà: l’unica regola è che non esistono regole!

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Scuola e libri: cartaceo o e-book?

Posted by on Set 12, 2018 in Uncategorized |

Negli ultimi anni il grande progresso tecnologico ha visto affiancarsi ai tradizionali libri di carta dei nuovi supporti digitali chiamati e-book. In sostanza un romanzo o uno scritto che prima poteva solo essere sfogliato su un volume composto di pagine adesso si può anche leggere usando un tablet o uno smartphone, o un apposito dispositivo chiamato e-reader, poiché lo scritto è stato digitalizzato. All’inizio questa era sembrata la rivoluzione che avrebbe scalzato in modo definitivo il libro di carta. Un e-reader è più leggero, in un unico dispositivo permette di immagazzinare un’intera biblioteca; non ha bisogno di segnalibri perché ti riporta automaticamente al punto in cui hai interrotto la lettura, si può leggere anche in assenza di luce. Nei fatti, però, le cose sono andate diversamente: dopo un primo periodo di entusiasmo la vendita degli e-book è calata vistosamente e ad oggi la preferenza del popolo dei lettori sembra andare ancora ai libri tradizionali. Qualcosa di simile è accaduto anche per quel che riguarda l’ambito scolastico. In un primo tempo si è pensato che gli e-book potessero notevolmente semplificare la vita degli studenti. Il primo motivo è meramente fisico: un tablet ingombra meno dei volumi scolastici e può contenere tutti i libri necessari per tutte le materie. Inoltre si pensava anche che l’apprendimento ne potesse essere agevolato. Sulla scia di queste considerazioni sono anche stati varati dei piani di legge che prevedono obbligatoriamente l’adozione di supporti digitali in ambito scolastico. Analizzando però la realtà dei fatti si può notare come anche in questo caso la situazione stia ben diversamente. Un’indagine condotta su un campione di 400 ragazzi dal sito specializzato ScuolaZoo ha infatti dimostrato come anche la generazione dei nativi digitali continui a prediligere i vecchi volumi cartacei, per due motivi. I ragazzi riconoscono di riuscire a studiare meglio sulla carta stampata e inoltre amano di più il fruscio delle pagine che girano, rispetto ad un supporto forse più pratico ma meno poetico come lo schermo. Resta poi il fatto che la stragrande maggioranza delle scuole italiane ancora adotta testi cartacei. Ciò vuol dire che l’e-book non sarà mai adatto per l’insegnamento? In realtà ci sono tanti motivi che ad oggi rendono i testi digitali poco adatti ad un uso scolastico. Le prime motivazioni sono di carattere pratico. Prima di imporre testi scolastici digitalizzati bisognerebbe imporre anche uno standard per quel che riguarda i dispositivi utilizzati. Gli studenti cioè dovrebbero possedere degli e-reader con caratteristiche simili in termini di dimensioni, luminosità dello schermo, optional e così via. Ma il vero problema è che la fruizione su un dispositivo tecnologico è e resta superficiale. I ragazzi si sono abituati a leggere sullo schermo in modo molto veloce, cogliendo solo qualche parola qua e là e finendo per desumere il resto. In questo modo non è possibile assimilare concetti; inoltre gli attuali e-book non consentono ancora di fare con facilità alcune operazioni fondamentali per la memorizzazione, come sottolineare o prendere note a margine. Quello che appare chiaro è che l’e-book potrebbe anche essere utile a scuola, ma che prima di adottarlo va riformato l’intero sistema. L’attuale metodo di apprendimento è basato sul cartaceo, e quindi non può funzionare sul digitale. Dovrà svilupparsi una nuova generazione scolastica, di insegnati e docenti, che rivedano da cima a fondo tutto il sistema, e ciò richiede tempo. Per il momento, l’e-book resta un alleato del libro cartaceo, e non un sostituto.

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“Il Libro Possibile” di Polignano a Mare, Edizione XVII

Posted by on Ago 6, 2018 in Uncategorized |

Era il lontano 2001 quando per la prima volta si tentò una rassegna letteraria che avesse il pregio di parlare di cultura ed editoria, ma allo stesso tempo riuscisse a valorizzare a dovere la location prediletta per la manifestazione, il centro storico di Polignano a Mare. L’intento degli organizzatori, in verità, era anche di creare una rete che unisse alcuni dei più bei centri pugliesi, al fine di riuscire a valorizzare in ogni suo aspetto un territorio ricchissimo ma poco conosciuto e spesso malinteso. Piano piano l’evento, che è stato chiamato “Il Libro Possibile”, è riuscito nel suo intento, diramandosi e declinandosi in tante direzioni diverse e in tanti modi diversi. Ha così dato vita a “Il Libro Possibile – Winter”, un lungo percorso creativo che da settembre a maggio coinvolge i ragazzi delle scuole di dieci comuni pugliesi. Ha coinvolto alcune località di grande suggestione e bellezza, come le Grotte di Castellana dove è stata organizzata una rassegna letteraria dal titolo “Episodi”, e come il Castello di Conversano, che ha ospitato mostre prestigiose di grandi artisti di fama internazionale. Soprattutto, anno dopo anno, la manifestazione principale, una kermesse che riunisce scrittori, giornalisti, letterati di ogni provenienza e di ogni genere, “Il Libro Possibile” di Polignano a Mare, ha continuato a ripetersi con crescente successo fino ad approdare all’anno 2018 e alla sua XVII edizione che si è svolta tra il 4 e il 7 luglio. La location, ovviamente, sempre la stessa. Lo splendido centro storico di Polignano. Da mercoledì a sabato si sono susseguiti tanti appuntamenti pensati per tutti, grandi ma anche bambini, che da sempre in Italia rappresentano lo zoccolo duro del popolo dei lettori. Quest’anno i “presentatori” della manifestazione sono stati davvero personaggi d’eccezione. C’erano Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, e il Ministro per il Sud Barbara Lezzi, insieme all’economista Carlo Cottarelli e al vincitore del premio Pulitzer Andrew Sean Greer. Tantissime le tematiche che sono state affrontate, appuntamento dopo appuntamento. Ad esempio si è parlato di attualità e politica con il noto giornalista e scrittore Bruno Vespa, il quale è stato affiancato anche da altri grandi nomi del giornalismo italiano contemporaneo, tra i quali Marco Travaglio, Ferruccio De Bortoli, Luciano Fontana. Naturalmente, però, i protagonisti sono stati loro, gli scrittori, che sono venuti a parlare dei loro libri e del loro mestiere. Tra gli altri, a “Il Libro Possibile” è intervenuto Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino barbaramente assassinato dalla mafia. Salvatore ha scritto un libro sulla figura del fratello e soprattutto sulla sentenza che è stata emessa relativamente al suo omicidio. C’era poi Filippo Santoro, arcivescovo di Bergamo, che ha dedicato uno scritto al papato dell’attuale Pontefice, quello di Jorge Maria Bergoglio. Selvaggia Lucarelli, con la consueta ironia che la contraddistingue, ha presentato il suo ultimo lavoro che si intitola “Casi Umani”. Non è mancata una nutrita sezione dedicata anche al mondo dello spettacolo e della settima arte, il cinema, con la presenza di nomi eccellenti tra i quali Cristina Comencini, Giuliana De Sio e Riccardo Scamarcio. Si è parlato di Ornella Muti e della sua lunga carriera. Per i bambini, una grande sorpresa: al festival è intervenuto Oreste Campagna, noto attore che ha prestato per anni la sua voce all’uccello Dodò dell’Albero Azzurro, trasmissione dedicata ai più piccoli. La manifestazione si è chiusa, come sempre, con un arrivederci al prossimo anno e con un nuovo bagaglio di conoscenze, parole e cultura.

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Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Lug 23, 2018 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

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