No Rogo: i libri vanno letti, non bruciati

Posted by on Giu 23, 2017 in Uncategorized |

Era il 10 maggio del 1933, una delle pagine più oscure della storia dell’Occidente, forse la più tragica in assoluto per quanto di lì a poco sarebbero seguite le vicende della Seconda Guerra Mondiale. Il 10 maggio 1933 i nazisti promossero a Berlino, in piazza Opernplatz, un gigantesco rogo pubblico di libri. Tra le fiamme finirono tutti quei testi sgraditi al regime, che in un modo o nell’altro andavano contro l’ideologia nazista; ma quel gesto aveva un peso simbolico ancora più pesante. Bruciare i libri significa annientare la possibilità di avere un libero pensiero, ma anche la possibilità di concepire un’idea originale, di allargare i propri orizzonti, di tentare di trovare un riscatto attraverso la conoscenza. Le dittature vogliono l’ignoranza, l’oscurantismo, la chiusura mentale, e i libri sono nemici di tutto questo. Il nazismo perpetrò in seguito molti altri atti orribili, sterminando milioni di vite umane innocenti, ma forse nessun gesto è paragonabile al rogo di libri dell’Opernplatz, che più di ogni altro non deve essere dimenticato. Al giorno d’oggi la cultura è parimenti minacciata, se non da una dittatura politica, dallo strapotere di certe case editrici, da logiche di mercato che privilegiano solo certo tipo di stampa e non permettono più la libera circolazione di ogni pensiero e di ogni opinione. L’unico luogo che è rimasto immune da questo meccanismo è la biblioteca pubblica, che è dunque un bene che va tutelato e protetto. In una biblioteca pubblica si può leggere qualunque tipo di testo, e le informazioni sono accessibili a tutti, poiché è un servizio che può essere fruito gratuitamente. Ogni anno L’ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) il giorno 10 maggio organizza molti eventi in tutta Italia per ricordare questa data, al fine di cancellarne l’orrore attraverso manifestazioni volte invece a promuovere la lettura e il libro come bene da tutelare. Quest’anno sono state tantissime le iniziative su e giù per la penisola, tutte raccolte sotto il titolo collettivo “No Rogo”. Nella capitale Roma, presso la biblioteca Villa Mercede, sono intervenuti diversi personaggi che si sono confrontati sul tema della libera circolazione della conoscenza; tra loro c’erano Francesca Chiavacci, presidente dell’ARCI, e Marino Sinbaldi, direttore di Rai Radio Tre. Dopo il dibattito si è potuto assistere alla proiezione del film “Stoner”. A Modena in piazza Mazzini si sono svolte delle letture pubbliche animate da tre compagnie teatrale: Arcoscenico, la Compagnia del Limone e Gli Aggregati. Le letture sono state tratte da volumi che raccontano i preludi della Seconda Guerra Mondiale, e che gettano luce sulle dinamiche che hanno condotto a quell’infausto conflitto, ed altre invece che si confrontano con la contemporaneità che non si presenta meno problematica del passato. A Terni il Circolo Jonas Club, che è molto attivo in città e promuove continuamente iniziative a favore della lettura, ha letteralmente “seminato libri”. Volumi di ogni genere e tema, incartati nella velina, sono stati lasciati nei luoghi più impensabili, per essere trovati, raccolti e letti. A Siena invece sono state organizzate letture pubbliche in diversi luoghi di grande frequentazione, come le Logge del Papa e i Quattro Cantoni. A Como tante persone si sono ritrovate davanti alla biblioteca pubblica, ognuno con un suo libro, di cui hanno letto una pagina davanti a tutti. L’ARCI ha inviato infine una lettera aperta al Ministro Franceschini chiedendo alle istituzioni di dedicare maggiore cura e attenzione alle biblioteche, stanziando maggiori fondi per ampliare gli orari di apertura e assumere nuovi addetti formati e competenti.

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Scegliere un libro… al buio

Posted by on Giu 6, 2017 in Uncategorized |

In “Se una notte d’inverno un viaggiatore” nel capitolo iniziale l’autore Italo Calvino mette in scena ciò che accade ad ognuno di noi quando entriamo in una libreria con lo scopo di scegliere un nuovo libro da leggere. Subito ci vengono incontro schiere e schiere di libri ben disposti sugli scaffali: quelli già letti, quelli ancora da leggere, quelli che avremmo sempre voluto leggere ma non ne abbiamo ancora avuto il tempo, e così via in una casistica lunghissima. Eppure nell’elenco di Calvino qualcosa manca, e sono i “libri al buio”. I libri al buio infatti sono una novità che è nata nella lontana Australia per poi approdare anche in Italia con un duplice scopo. Il primo è quello di costringere ogni lettore ad uscire dalla sua “comfort zone”, ovvero dallo spazio noto e ormai collaudato dei gusti personali per sconfinare in quello dell’ignoto. Il secondo obiettivo è quello di ridonare dignità e spessore alle piccole librerie indipendenti, che con troppa facilità vengono fagocitate dalle grandi catene e rischiano di scomparire, insieme al valore aggiunto di cui sono portatrici. Ma andiamo per ordine. In Australia, a Newtown, vicino Sidney, c’è una piccola libreria che si chiama “Elizabeth’s Bookshop”. La proprietaria ha pensato di ideare lo scaffale dei “libri al buio”. I volumi vengono incartati in modo tale che il lettore non possa fruire di nessuno degli indizi che solitamente spingono all’acquisto di un libro. Non si conosce il titolo, né l’autore, non è visibile la copertina. Quindi si va alla cieca, ci si deve fidare. Di cosa? Dei consigli del libraio, ovviamente! L’idea è arrivata alle orecchie di Giulia e Sara, titolari della libreria San Paolo di corso Canalchiaro a Modena. Le due giovani da tempo hanno voluto conferire un tocco più personale al loro negozio, creando ad esempio un angolo con i suggerimenti dei clienti, e stimolando soprattutto i bambini e i ragazzi dando vita ad uno spazio appositamente per loro. Quando hanno sentito della trovata della loro collega d’oltreoceano hanno capito che poteva essere la strategia giusta per fidelizzare ancora di più la loro clientela. Così hanno allestito uno scaffale speciale proprio all’ingresso della libreria, sul quale hanno posizionato dei libri completamente avvolti nella carta marrone da pacchi. A completare la confezione c’è un sottile filo rosso che la avvolge; in più ogni libro ha un segnalibro personalizzato fatto a mano. Ci si potrebbe chiedere come sia possibile acquistare un libro di cui non si sa niente: ma gli indizi ci sono, e sono scritti sulla carta da pacchi. Sono i “consigli di lettura” di Giulia e Sara, che con brevi frasi lasciano percepire ai loro clienti quale possa essere il contenuto dei volumi che propongono. Una sorta di “editor’s choice” dunque, ma in cui il lettore deve fidarsi completamente. Esiste anche la formula “soddisfatti o rimborsati”, ma fare un acquisto in questo modo conferisce al libro acquistato un valore aggiunto davvero impagabile. Crea un rapporto intimo e fiduciario tra libraio e lettore, quello che purtroppo si va perdendo con la progressiva spersonalizzazione dell’acquisto del bene-libro, che spesso viene selezionato in modo asettico su un elenco di uno shop on line. Ma un libro è molto di più di un mero oggetto, è un’esperienza e un viaggio, e un viaggio che inizia con i suggerimenti di un amico fidato è di certo il migliore e più desiderabile che si possa compiere.

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Sergio Guastini, un cantastorie moderno

Posted by on Mag 3, 2017 in Uncategorized |

I cantastorie un tempo erano l’equivalente della nostra televisione. Armati solo della propria voce e della propria memoria andavano di luogo in luogo e, in cambio di un po’ di cibo e di un calice di vivo, regalavano alle persone narrazioni mirabolanti di cavalieri e fanciulle in pericolo, di grandi guerre ed eroi scintillanti, di fate e magie. Al giorno d’oggi questa straordinaria figura sembra essere relegata solo ad un fumoso passato, ma in realtà non è così. Al giorno d’oggi abbiamo tanti stimoli ma il piacere di ascoltare una buona storia ben raccontata è lo stesso di un tempo, solo che non c’è più nessuno che lo faccia. Nessuno, tranne Sergio Guastini. Sergio Guastini fa il libraio a Sarzana da molti decenni; la sua è stata la terza libreria per ragazzi ad essere stata aperta in Italia. Alla passione per i libri Guastini ha sempre unito anche quella per il teatro, ma d’altro canto non sono due realtà così separate. Gli spunti per il teatro si trovano nei testi scritti. Guastini è sempre stato, per forza di cose, un uomo dinamico. Non poteva aspettarsi che la sua libreria, che si trova in una città tutto sommato piccola, potesse sopravvivere senza uno sforzo da parte sua. Così ha cominciato a girare per le fiere, a conoscere le persone e nuovi autori, come ad esempio Roald Dhal, che dice essere il suo preferito. Poi una sera, quasi per caso, è iniziata la sua nuova attività: quella di cantastorie. Nel suo negozio sono arrivate in orario di chiusura una mamma e la sua bambina. Volevano qualcosa di bello da leggere, ma erano molto indecise; così il libraio ha iniziato a raccontare storie, a dare suggerimenti. Quando è arrivata l’ora di andarsene la mamma non voleva che lui si interrompesse, così lo ha invitato a casa a cena e lui ha potuto finire la sua storia. Da quel momento per Sergio questo è diventato un secondo lavoro. Grazie ad alcuni giornali che hanno parlato di lui, e al passaparola dei social network e di internet, ha iniziato ad essere invitato a casa delle persone per parlare di libri. A volte li racconta, a volte da suggerimenti sulle nuove uscite, a volte fa delle recensioni, il tutto sempre in modo molto informale e creativo. Così i libri sono usciti dal loro luogo istituzionale, la libreria, e sono entrati nella vita di tutti i giorni in un modo sorprendente. Con la sue esperienza oggi Guastini può dire che portare un libro fuori dal suo contesto, in un luogo dove non ti aspetteresti mai di trovarlo o di sentirlo raccontare, gli conferisce un potere dirompente. Racconta di aver letto praticamente ovunque, e non solo in Italia. Ad esempio una volta ha raccontato un libro nella cabina di pilotaggio in un volo tra Caracas e Madrid. Fa il suo mestiere ai matrimoni, con grande successo, e lo scorso 9 aprile 2017 è stato tra i protagonisti dell’iniziativa “Libri per sognare in Città Alta”. Sergio ha animato la “Notte bianca per lettori insonni” organizzata al Museo di Scienze Naturali Caffi di Città Alta di Bergamo, incantando letteralmente la platea dei suoi giovani ascoltatori. Sergio Guastini ha trovato cioè la formula magica per avvicinare i bimbi alla lettura: per loro non dev’essere un obbligo o un’imposizione, ma un vero e proprio atto d’amore.

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Tempo di Libri

Posted by on Apr 12, 2017 in Uncategorized |

A Milano tra il 19 e il 23 aprile 2017 sarà tempo di Libri. Avrà infatti inizio il nuovo salone per l’editoria voluto da La Fabbrica del Libro, associazione nata dalla collaborazione tra la AIE (Associazione Italiana Editori) e Fiera Milano. “Tempo di Libri” ha l’ambizione di proporsi non come l’ennesima “fiera del libro”, insomma non come un contraltare polemico con Torino, ma come qualcosa di completamente nuovo, una manifestazione che vuole cercare di riavvicinare il pubblico alla lettura e soprattutto che vuol far conoscere la città di Milano sotto una veste completamente nuova. Infatti la kermesse ha un aspetto peculiare, che è una netta divisione tra “fuori” e “dentro”. Durante il giorno, fino alle 19:30, si svolgono gli appuntamenti in fiera, con gli incontri con gli autori e le presentazioni di nuovi libri. Dopo le 19:30 però “Tempi di Libri” si sposta per la città di Milano, nei caffè, nei ristoranti, per animarla e per invitare la popolazione ad una partecipazione attiva. Per coinvolgere il numero maggiore possibile di partecipanti è stata organizzata una campagna pubblicitaria in grande stile: sono stati perfino distribuiti dei magneti promozionali in metropolitana. Il sindaco Beppe Sala dice che “Tempo di libri” è solo un altro dei molteplici modi che Milano ha di accogliere coloro che vogliono conoscerla; chi viene a Milano ne rimane sempre soddisfatto e per la manifestazione sono previsti moltissimi ospiti illustri. Ad esempio, tra gli autori che saranno presenti si annoverano Jo Nesbo, il quale dialogherà con un giallista nostrano, Carlo Lucarelli; Sophie Kinsella e Luis Sepulveda. Inoltre verrà allestito uno spazio interamente dedicato al cibo e alla cucina, che sarà animato dallo chef Davide Oldani, visto che l’alimentazione prende gran parte della moderna offerta editoriale. Ad aprire l’intera manifestazione ci sarà anche un ospite musicale, Stefano Gabbani, il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo. L’aspetto più intrigante è che ogni visitatore potrà personalizzare la sua visita come meglio crede, organizzandola attraverso l’uso delle lettere dell’alfabeto, e avrà modo di incontrare i suoi autori preferiti e le nuove offerte editoriali anche attraverso vie meno “formali” e più interattive. Tra gli altri eventi, sono previsti due reading, uno di brani di Shining” per celebrare i settant’anni del “maestro del brivido” Stephen King, e un secondo che propone un’improbabile intervista al principe della risata Totò, interpretata da Sergio Rubini. Come in ogni manifestazione che si rispetti non mancheranno anche i momenti enogastronomici: i migliori locali di Milano organizzeranno infatti serate e menù a tema, tratti dai romanzi e dai libri più popolari tra il pubblico. Le location prescelte saranno l’Osteria del Treno, Peck Italian Bar e Wicky’s Wicuisine Seafood. Tanto per fare un esempio, tra le cene-evento previste ci sarà quella del  18 aprile ispirata al libro “I love Tokyo” scritto da La Pina. “Tempo di libri” prevede in tutto la presenza di 2000 ospiti, darà vita a 720 appuntamenti che avverranno in 17 sale e un auditorium. Milano punta moltissimo su questo evento e già è in discussione uno stanziamento di ben 50 mila euro per renderlo un appuntamento fisso della città. L’assessore comunale alla cultura Filippo del Corno ha detto che l’evento ha lo scopo di riavvicinare la gente al piacere della lettura in un modo nuovo, in un contesto più dinamico. Per questo durante la manifestazione resteranno aperte anche tutte le biblioteche della città, che da statici luoghi del sapere si trasformeranno in veri e propri poli di circolazione culturale.

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Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Apr 4, 2017 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

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“Libri come” torna a Roma

Posted by on Mar 27, 2017 in Uncategorized |

“Libri come” è una manifestazione dedicata ai libri ed al mondo della lettura nata da un’idea di Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco e che quest’anno è arrivata alla sua ottava edizione. In così poco tempo è comunque riuscito ad affermarsi come un evento centrale per tutta la comunità dei lettori non solo nazionali, ma anche internazionali. Basta infatti dare un’occhiata al programma di quest’anno, in particolar modo agli ospiti che sono stati invitati e che sono intervenuti con piacere, per capire come il respiro dell’evento sia di gran lunga mondiale e superi i confini nazionali. E guarda caso il tema che è stato scelto per quest’anno è proprio “Confini”. Anche la locandina, ideata e realizzata dai grafici Carlos Thomas Lora Acosta e Simone Ferrari, ruota attorno al tema del viaggio e della necessità di conoscenza del diverso. L’immagine mostra un ragazzo abbastanza giovane e ben vestito che sta in piedi su una pila di libri e guarda lontano con il suo cannocchiale. Lo spazio intorno a lui è bianco: come una pagina ancora tutta da riempire. Il tema dei confini, ha spiegato uno degli ideatori, Marco Sinibaldi, si ricollega in modo prepotente e drammatico alla realtà contemporanea. In un mondo in cui le distanze si sono accorciate, in un mondo ormai “globalizzato” e pieno di ambizioni verso un progresso tecnologico che sembra poter procedere a dismisura, esistono ancora piccolezze e particolarismi che cozzano in modo smaccato con il resto. Come fare per superare questo confine, che è puramente mentale? Solo la scrittura può aiutare a farlo. Ecco dunque che lo scrittore riprende la sua veste sociale, attraverso la necessità di esprimere i conflitti del contemporaneo e una via possibile per il loro superamento. Al di là del forte impegno, però, “Libri come” è soprattutto una festa, la Festa dei Libri e della Lettura, come recita il sottotitolo. Quest’anno si è svolta tra il 16 e il 19 marzo 2017 nella consueta seda dell’Auditorium disegnato da Renzo Piano, ma non più nel Garage. Nell’organizzazione sono state coinvolte anche le scuole e le biblioteche della Capitale, grazie al supporto offerto dall’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale. Nell’ambito dell’iniziativa si sono svolte tre mostre, due di tipo più tradizionale ovvero “Xeneide, il dono dell’Altro- Miti, poetiche e pratiche dell’Ospitalità” e “Spazi d’eccezione”, ed una un po’ più sperimentale, “AUTOritratti”. “AUTOritratti” è stata pensata come un progetto in fieri dagli organizzatori e realizzatori Riccardo Musacchio e Flavio Inanniello, poiché si è andata formato nelle giornate di festival attraverso l’affissione delle foto dei vari protagonisti. Andando poi ad osservare l’elenco degli ospiti, si può notare come fosse presente il gotha della comunità letteraria internazionale. C’erano Carlos Ruiz Zafon con il suo ultimo libro, “Il labirinto degli spiriti”, e il vincitore del Man Booker Prize Paul Beatty; Eshkol Nievo e Ian McEwan. Per l’Italia erano presenti Carlo Lucarelli, Susanna Tamaro, Zerocalcare e Marco Ferrante, insieme a molti altri. Si sono svolti tre incontri moderati da giornalisti d’eccezione: Lucia Annunziata, Mario Calabresi ed Enrico Mentana. E poi ovviamente ci sono stati loro, i veri protagonisti, i libri. “Libri come” ha un titolo aperto proprio per indicare come ogni libro possa essere un mondo a se stante, come ognuno di noi possa usarlo per esplorare la realtà con occhi nuovi, superando i confini e trovando un senso agli eventi del quotidiano.

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