Scuola e libri: cartaceo o e-book?

Posted by on Set 12, 2018 in Uncategorized |

Negli ultimi anni il grande progresso tecnologico ha visto affiancarsi ai tradizionali libri di carta dei nuovi supporti digitali chiamati e-book. In sostanza un romanzo o uno scritto che prima poteva solo essere sfogliato su un volume composto di pagine adesso si può anche leggere usando un tablet o uno smartphone, o un apposito dispositivo chiamato e-reader, poiché lo scritto è stato digitalizzato. All’inizio questa era sembrata la rivoluzione che avrebbe scalzato in modo definitivo il libro di carta. Un e-reader è più leggero, in un unico dispositivo permette di immagazzinare un’intera biblioteca; non ha bisogno di segnalibri perché ti riporta automaticamente al punto in cui hai interrotto la lettura, si può leggere anche in assenza di luce. Nei fatti, però, le cose sono andate diversamente: dopo un primo periodo di entusiasmo la vendita degli e-book è calata vistosamente e ad oggi la preferenza del popolo dei lettori sembra andare ancora ai libri tradizionali. Qualcosa di simile è accaduto anche per quel che riguarda l’ambito scolastico. In un primo tempo si è pensato che gli e-book potessero notevolmente semplificare la vita degli studenti. Il primo motivo è meramente fisico: un tablet ingombra meno dei volumi scolastici e può contenere tutti i libri necessari per tutte le materie. Inoltre si pensava anche che l’apprendimento ne potesse essere agevolato. Sulla scia di queste considerazioni sono anche stati varati dei piani di legge che prevedono obbligatoriamente l’adozione di supporti digitali in ambito scolastico. Analizzando però la realtà dei fatti si può notare come anche in questo caso la situazione stia ben diversamente. Un’indagine condotta su un campione di 400 ragazzi dal sito specializzato ScuolaZoo ha infatti dimostrato come anche la generazione dei nativi digitali continui a prediligere i vecchi volumi cartacei, per due motivi. I ragazzi riconoscono di riuscire a studiare meglio sulla carta stampata e inoltre amano di più il fruscio delle pagine che girano, rispetto ad un supporto forse più pratico ma meno poetico come lo schermo. Resta poi il fatto che la stragrande maggioranza delle scuole italiane ancora adotta testi cartacei. Ciò vuol dire che l’e-book non sarà mai adatto per l’insegnamento? In realtà ci sono tanti motivi che ad oggi rendono i testi digitali poco adatti ad un uso scolastico. Le prime motivazioni sono di carattere pratico. Prima di imporre testi scolastici digitalizzati bisognerebbe imporre anche uno standard per quel che riguarda i dispositivi utilizzati. Gli studenti cioè dovrebbero possedere degli e-reader con caratteristiche simili in termini di dimensioni, luminosità dello schermo, optional e così via. Ma il vero problema è che la fruizione su un dispositivo tecnologico è e resta superficiale. I ragazzi si sono abituati a leggere sullo schermo in modo molto veloce, cogliendo solo qualche parola qua e là e finendo per desumere il resto. In questo modo non è possibile assimilare concetti; inoltre gli attuali e-book non consentono ancora di fare con facilità alcune operazioni fondamentali per la memorizzazione, come sottolineare o prendere note a margine. Quello che appare chiaro è che l’e-book potrebbe anche essere utile a scuola, ma che prima di adottarlo va riformato l’intero sistema. L’attuale metodo di apprendimento è basato sul cartaceo, e quindi non può funzionare sul digitale. Dovrà svilupparsi una nuova generazione scolastica, di insegnati e docenti, che rivedano da cima a fondo tutto il sistema, e ciò richiede tempo. Per il momento, l’e-book resta un alleato del libro cartaceo, e non un sostituto.

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“Il Libro Possibile” di Polignano a Mare, Edizione XVII

Posted by on Ago 6, 2018 in Uncategorized |

Era il lontano 2001 quando per la prima volta si tentò una rassegna letteraria che avesse il pregio di parlare di cultura ed editoria, ma allo stesso tempo riuscisse a valorizzare a dovere la location prediletta per la manifestazione, il centro storico di Polignano a Mare. L’intento degli organizzatori, in verità, era anche di creare una rete che unisse alcuni dei più bei centri pugliesi, al fine di riuscire a valorizzare in ogni suo aspetto un territorio ricchissimo ma poco conosciuto e spesso malinteso. Piano piano l’evento, che è stato chiamato “Il Libro Possibile”, è riuscito nel suo intento, diramandosi e declinandosi in tante direzioni diverse e in tanti modi diversi. Ha così dato vita a “Il Libro Possibile – Winter”, un lungo percorso creativo che da settembre a maggio coinvolge i ragazzi delle scuole di dieci comuni pugliesi. Ha coinvolto alcune località di grande suggestione e bellezza, come le Grotte di Castellana dove è stata organizzata una rassegna letteraria dal titolo “Episodi”, e come il Castello di Conversano, che ha ospitato mostre prestigiose di grandi artisti di fama internazionale. Soprattutto, anno dopo anno, la manifestazione principale, una kermesse che riunisce scrittori, giornalisti, letterati di ogni provenienza e di ogni genere, “Il Libro Possibile” di Polignano a Mare, ha continuato a ripetersi con crescente successo fino ad approdare all’anno 2018 e alla sua XVII edizione che si è svolta tra il 4 e il 7 luglio. La location, ovviamente, sempre la stessa. Lo splendido centro storico di Polignano. Da mercoledì a sabato si sono susseguiti tanti appuntamenti pensati per tutti, grandi ma anche bambini, che da sempre in Italia rappresentano lo zoccolo duro del popolo dei lettori. Quest’anno i “presentatori” della manifestazione sono stati davvero personaggi d’eccezione. C’erano Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, e il Ministro per il Sud Barbara Lezzi, insieme all’economista Carlo Cottarelli e al vincitore del premio Pulitzer Andrew Sean Greer. Tantissime le tematiche che sono state affrontate, appuntamento dopo appuntamento. Ad esempio si è parlato di attualità e politica con il noto giornalista e scrittore Bruno Vespa, il quale è stato affiancato anche da altri grandi nomi del giornalismo italiano contemporaneo, tra i quali Marco Travaglio, Ferruccio De Bortoli, Luciano Fontana. Naturalmente, però, i protagonisti sono stati loro, gli scrittori, che sono venuti a parlare dei loro libri e del loro mestiere. Tra gli altri, a “Il Libro Possibile” è intervenuto Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino barbaramente assassinato dalla mafia. Salvatore ha scritto un libro sulla figura del fratello e soprattutto sulla sentenza che è stata emessa relativamente al suo omicidio. C’era poi Filippo Santoro, arcivescovo di Bergamo, che ha dedicato uno scritto al papato dell’attuale Pontefice, quello di Jorge Maria Bergoglio. Selvaggia Lucarelli, con la consueta ironia che la contraddistingue, ha presentato il suo ultimo lavoro che si intitola “Casi Umani”. Non è mancata una nutrita sezione dedicata anche al mondo dello spettacolo e della settima arte, il cinema, con la presenza di nomi eccellenti tra i quali Cristina Comencini, Giuliana De Sio e Riccardo Scamarcio. Si è parlato di Ornella Muti e della sua lunga carriera. Per i bambini, una grande sorpresa: al festival è intervenuto Oreste Campagna, noto attore che ha prestato per anni la sua voce all’uccello Dodò dell’Albero Azzurro, trasmissione dedicata ai più piccoli. La manifestazione si è chiusa, come sempre, con un arrivederci al prossimo anno e con un nuovo bagaglio di conoscenze, parole e cultura.

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Libri e Animali, Books&Pets contro l’abbandono

Posted by on Lug 18, 2018 in Uncategorized |

Che legame potrebbe mai esserci tra i libri e gli animali domestici? La prima risposta che viene in mente è che entrambe ci fanno tanta compagnia e arricchiscono la nostra vita. Purtroppo però c’è un altro dato che li accomuna, ed è quello che riguarda l’abbandono. Sappiamo bene che il popolo italiano non è certo un popolo di lettori, ma i dati degli ultimi anni risultano ancora più allarmanti di quanto non siano mai stati, visto che si registra un ulteriore calo. In appena sei anni la percentuale delle persone che dichiarano di leggere almeno un libro all’anno è calata dal 42% a poco più del 40%. Dall’altro lato, con l’avvicinarsi delle ferie estive si prospetta un altro tipo di abbandono: se la poca affezione alla lettura è un dato grave, che mette in forse la capacità intellettiva e critica degli italiani, il disinteresse ai propri fedeli compagni a quattrozampe è ancora più grave, perché mette a repentaglio la loro vita. Quando si adotta un animale, sia esso un cane o un gatto, o un’altra specie, bisognerebbe essere consapevoli che si adotta una creatura vivente che ha bisogno di cure, affetto e della nostra vicinanza. Purtroppo però quando arriva il momento di partire, il fedele amico invernale diventa all’improvviso un “problema”. In molti pensano di risolverlo con l’abbandono, in luoghi isolati o ai margini di strade lontane dai centri abitati. Si calcola che ogni anno vengono abbandonati, sempre in Italia, circa 80 mila gatti e circa 50 mila cani, e la maggior parte di loro ha ben poche speranze di sopravvivenza. Forse chi se ne sbarazza si lava la coscienza pensando che, in fondo, siano in grado di cavarsela da soli, ma naturalmente così non è, in quanto si tratta di animali domestici che non hanno difese contro i pericoli del mondo esterno, e soprattutto non sono assolutamente in grado di procacciarsi il cibo da soli. Nella migliore delle ipotesi questi animaletti muoiono investiti da un’automobile, nella peggiore sono condannati ad una lunga inedia. Per sensibilizzare il pubblico a questa duplice criticità, il calo di lettori e l’abbandono degli animali nel periodo estivo, anche quest’anno il noto magazine “Libreriamo” ha deciso di bandire una campagna social di sensibilizzazione dal titolo “Books& Pets”. Negli anni passati questa iniziativa ha avuto un grande successo perché va a toccare delle corde molto sensibili dell’attuale pubblico dei social network: si basa infatti sulla condivisione di foto che, nelle intenzioni, dovrebbero diventare virali. E quali potrebbero essere i soggetti di un’iniziativa che si chiama “Books&Pets”? Ovviamente libri e animali domestici, ritratti insieme in scatti artistici, curiosi, teneri, rubati o preparati per ore. Vedere un animale domestico alle prese con le pagine della carta stampata o con un tablet, magari assorto nell’apparente lettura di Anna Karenina o de I Promessi Sposi, è davvero divertente e infatti la campagna social riscuote sempre una grande partecipazione. Lo scopo finale però non è solo quello di divertire o di intrattenere, ma soprattutto di far riflettere. Quanto potrebbero essere belle le vacanze di quest’anno se al nostro fianco non avessimo i nostri migliori amici? Un buon libro sotto l’ombrellone, e il nostro amato Fido che ci aspetta in albergo. Le strutture convenzionate ormai sono numerose e ben attrezzate. Quindi quest’estate non abbandonare un amico: organizza la tua vacanza e porta anche lui… insieme al tuo libro preferito!

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Street Boooks a Dolianova

Posted by on Lug 18, 2018 in Uncategorized |

Tra il 16 giugno e il 23 luglio 2018 si svolge a Dolianova, in Sardegna, lo Street Books, un’iniziativa culturale variegata e multiforme con un nutritissimo programma per tutti i gusti. Il festival del libro è infatti diviso in diverse fasce tematiche, all’interno di ognuna delle quale sono fissati diversi appuntamenti con nomi prestigiosi del mondo della letteratura. Una di queste fasce è denominata “Focus”, una sezione speciale dedicata all’attualità e ai libri che ne trattano. È all’interno di “Focus” che è stata maturata la decisione di aprire la manifestazione il 16 giugno, che è la Giornata Mondiale del Rifugiato. Altri due appuntamenti all’interno di questo contenitore si sono svolti il 25 giugno, quando si è parlato del progetto “Liber liber – la biblioteca in tasca”, e il 2 luglio con una serata dedicata alle donne della Sardegna. Oltre a “Focus” molte altre sono state le aree tematiche sfruttate per raggruppare i vari eventi. Il 17 giugno si è aperta la sezione “Lo spettacolo della letteratura” con una pieces dell’attore Walter Corda, che si è divertito rileggendo alcuni dei più grandi autori di tutti i tempi, da Benni a Shakespeare, recitando in “Amanita Lybraria: canti, odi, poesie bastarde e (alcune) sublimi”. Altri appuntamenti di rilievo sono stati quello con “Una storia per l’eternità”, un recital scritto e interpretato da Gisella Vacca che ha recitato accompagnata dai musicisti dei Modena City Ramblers; e con “Odissea Penelope”, di Iaia Forte. A chiudere la sezione sarà il 23 luglio “Cercare l’amore è più facile che cercare parcheggio”. Ma il programma nutritissimo dello Street Books non si esaurisce nemmeno qui: per la sezione “Cineletture” ci sono state diverse proiezioni di documentari e film legati in un modo o nell’altro al mondo della carta stampata, dai film muti di Buster Keaton e Charlie Chaplin fino ad opere di cineasti sardi quali “La stoffa dei sogni” di Gianfranco Cabiddu e “L’accabadora” di Enrico Pau. Ancora, in “Sardinia Export” è stata proposta una rassegna dei migliori scrittori dell’isola che si sono fatti conoscere a livello nazionale, come Alberto Masala e Gesuino Némus; in “Sardinia Import” viceversa sono stati grandi scrittori del resto d’Italia a portare la loro esperienza. In questa sezione sono intervenuti Enrico Pandiani, Alessia Gazzola e Syusy Blady con il suo libro “I miei viaggi raccontano tutta un’altra storia”, che riporta le sue numerose esperienze di viaggio. Nella sezione “Km 0” si è parlato di scrittori che trattano di realtà locali, ad esempio è intervenuto Francesco Casula che ha presentato il suo lavoro dal titolo “Carlo Felice e i tiranni sabaudi”. Naturalmente quando si parla di libri non può mancare una sezione dedicata ai bambini, e infatti lo Street Books di Dolianova non si è dimenticato di loro: per loro sono state pensate le “Letture sotto il melograno” e i “Libri a merenda”, letture e laboratori creati ad hoc per i più piccini. A latere della manifestazione anche l’arte è stata protagonista, attraverso una scultura di Francesco Picciau dedicata ai libri e appositamente realizzata per lo Street Books. Inoltre sono state allestite due mostre all’interno della Torre dell’Acqua. Anche i semplici spettatori sono stati coinvolti dal clima di festa con l’iniziativa “Tutti lettori” , volta a promuovere la lettura, e con i “Libri in movimento”, dedicata al bookcrossing. Per finire, ad ogni manifestazione che si rispetti non può mancare anche un occhio all’enogastronomia locale: allo Street Books di Dolianova si è parlato di olio, con diversi appuntamenti che ne hanno raccontato la storia.

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Una Marina di Libri a Palermo

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized |

Anche quest’anno si è ripetuta a Palermo la manifestazione dedicata ai libri più importante del Sud Italia: si tratta di “Una Marina di Libri” che, come di consueto, ha avuto luogo all’interno dell’Orto Botanico della città siciliana. La kermesse ha acquisito importanza e spessore anno dopo anno: per il 2018 si è tenuta tra il 7 e il 10 giugno, con un biglietto d’ingresso puramente rappresentativo, più che altro un piccolo obolo da donare per la manutenzione dell’Orto Botanico. Tantissimi i visitatori che si sono goduti questo lungo week end di parole e cultura, e ben 300 gli eventi complessivi che hanno animato la manifestazione. Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è stato il verso del poeta greco Pindaro “Cucitor di canti”, in quanto l’intenzione degli organizzatori era quella di ritrovare il peso e il valore delle parole, tanto quelle scritte che quelle narrate a voce. Un tempo, infatti, c’erano gli aedi e i cantastorie che andavano di villaggio in villaggio a raccontare gesta e avventure, ed è sotto la loro egida che si è aperta e chiusa “Una Marina di Libri”. Il primo giorno c’è stato un recital del puparo Mimmo Cuticchi, e in chiusura è intervenuto Stefano Benni. Due grandi affabulatori che hanno fatto da parentesi di apertura e chiusura ad una serie di appuntamenti che si sono svolti sul filo di colori, e con la volontà di coinvolgere davvero tutti. I colori in questione sono stati quattro: il giallo della letteratura poliziesca, il nero del gotico e dell’horror, il rosso della ribellione e infine il verde che rappresenta l’Orto Botanico stesso, che è stato al tempo stesso palcoscenico e protagonista. Tante le sezioni nuove pensate per quest’anno, come “Women in love” in cui si è parlato di grandi scrittrici del presente e del passato, o “Gli scrittori che ci mancano”, per ricordare le voci di cui si sentirebbe tanto bisogno anche oggi. Non poteva mancare, in una manifestazione dedicata ai libri, una nutrita sezione dedicata ai bambini, i quali sono lo zoccolo duro del popolo dei lettori in Italia. Buona parte di “Una Marina di Libri” è anche stata dedicata alla solidarietà e all’inclusione, con la presenza degli stand di Medici Senza Frontiere e altre associazioni umanitarie. Un’iniziativa molto particolare ma decisamente gradita è stata presa dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, che ha voluto sensibilizzare il pubblico rispetto ad un handicap di cui si parla poco e sul quale si nutrono parecchi pregiudizi. Noi vedenti crediamo che chi non può vedere viva in un mondo molto diverso dal nostro, e questo è vero, ma solo in parte. Anche un non vedente può leggere e vedere il bello: oggi le nuove tecnologie offrono tante nuove possibilità, e da tempo esiste la scrittura Braille. Nell’ambito di “Una Marina di Libri” è stato allestito un pullman lungo ben 12 metri e completamente buio al suo interno. In questo modo anche coloro che hanno il bene della vista hanno potuto sperimentare il mondo di un non-vedente, bevendo un caffè al buio e conoscendo gli strumenti che aiutano la sua vita quotidiana. Così il mondo dei libri e della lettura ha dimostrato una volta di più la sua capacità di uscire da schemi e canoni prefissati e di poter unire le diversità. “Una Marina di Libri” è stata promossa dal Centro Commerciale Naturale Piazza Marina & Dintorni insieme a Navarra e Sellerio Editore e alla Libreria Dudi, sotto la direzione del giornalista Piero Melati.

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Come è cambiato il mondo dell’editoria

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized |

C’è un dato che ben conosciamo e che viene ripetuto spesso, e che l’editoria italiana è in crisi perché gli italiani, che non sono mai stati noti per la loro passione per la lettura, leggono sempre meno. Ma c’è anche un altro aspetto della medaglia, un’altra realtà del tutto nuova che deve essere presa in considerazione e che appare in netta controtendenza rispetto a questo dato. I risvolti che offre sono numerosi. Stiamo parlando del self-publishing, una realtà che è nata insieme ad internet e al proliferare di e-commerce che permettono di vendere qualunque tipo di bene merceologico, anche libri autoprodotti. Così, a fronte di un mercato editoriale sempre più ristretto e claustrofobico, dove le piccole case editrici sono spesso costrette a chiudere o arrancano tra mille difficoltà, e dove le grandi case editrici difficilmente scommettono su scrittori emergenti ma preferiscono andare sul sicuro, chi crede di avere dei numeri e vuole pubblicare le sue opere lo fa in autonomia, con il self-publishing. Come funziona? La modalità è molto semplice. Ci sono siti come Amazon che permettono di caricare un file con il proprio scritto e di trasformarlo in e-book, per vederlo immeditatamente messo in vendita in tutto il mondo. In alcuni casi c’è anche chi offre il servizio di stampa on demand. Se l’acquirente vuole la copia cartacea, essa viene stampata ad hoc e spedita al mittente. Tutto questo con spese praticamente nulle o minime per lo scrittore: le uniche spese da sostenere sono quelle di stampa qualora si decidesse invece di investire il proprio denaro in una piccola tiratura del proprio libro. Quali sono i numeri di questo fenomeno? In Italia nel 2017 sono stati pubblicati con questa modalità oltre 30 mila titoli, vale a dire poco meno della metà di tutti i nuovi libri che sono stati pubblicati. Dato che, oltretutto, è in crescita, visto che secondo le stime di Amazon c’è stato un incremento del 5% rispetto al 2016. Non si deve pensare però che il self-publishing sia una cosa da dilettanti, da scrittori in erba con tanti sogni e poca esperienza. Basti pensare al fatto che la maggior parte degli e-book sono manuali e che riscuotono un grande successo. Dietro al self-publishing è proliferato un intero mondo di professionalità e competenze, tanto che al giorno d’oggi un libro autoprodotto ha un’estrema cura grafica ed editoriale. C’è chi ne ha fatto un vero e proprio mestiere, come Giacomo Bruno della Bruno Editore, il quale, non a caso, è noto come il “papà degli e-book”. Nel suo curriculum ci sono oltre 600 pubblicazioni digitali e uno studio approfondito del fenomeno. Bruno infatti tiene periodicamente anche dei corsi e delle giornate di training formativo. Secondo lui la chiave di lettura sta proprio in Amazon. Se Google è il motore di ricerca per eccellenza, dove si va quando si ha bisogno di informazioni su un argomento, Amazon è l’equivalente per l’e-commerce. Quando devi cercare un prodotto, non vai su Google ma vai direttamente su Amazon che ha un database sconfinato. Studiando e sfruttando gli algoritmi di Amazon è possibile far crescere in visibilità il proprio prodotto, in questo caso un e-book, anche se si è un autore sconosciuto. Ecco allora che si apre un modo totalmente nuovo di fare editoria e di pubblicizzare un libro, che offre evoluzioni future impreviste ma di certo interessanti.

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