Una Marina di Libri a Palermo

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized |

Anche quest’anno si è ripetuta a Palermo la manifestazione dedicata ai libri più importante del Sud Italia: si tratta di “Una Marina di Libri” che, come di consueto, ha avuto luogo all’interno dell’Orto Botanico della città siciliana. La kermesse ha acquisito importanza e spessore anno dopo anno: per il 2018 si è tenuta tra il 7 e il 10 giugno, con un biglietto d’ingresso puramente rappresentativo, più che altro un piccolo obolo da donare per la manutenzione dell’Orto Botanico. Tantissimi i visitatori che si sono goduti questo lungo week end di parole e cultura, e ben 300 gli eventi complessivi che hanno animato la manifestazione. Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è stato il verso del poeta greco Pindaro “Cucitor di canti”, in quanto l’intenzione degli organizzatori era quella di ritrovare il peso e il valore delle parole, tanto quelle scritte che quelle narrate a voce. Un tempo, infatti, c’erano gli aedi e i cantastorie che andavano di villaggio in villaggio a raccontare gesta e avventure, ed è sotto la loro egida che si è aperta e chiusa “Una Marina di Libri”. Il primo giorno c’è stato un recital del puparo Mimmo Cuticchi, e in chiusura è intervenuto Stefano Benni. Due grandi affabulatori che hanno fatto da parentesi di apertura e chiusura ad una serie di appuntamenti che si sono svolti sul filo di colori, e con la volontà di coinvolgere davvero tutti. I colori in questione sono stati quattro: il giallo della letteratura poliziesca, il nero del gotico e dell’horror, il rosso della ribellione e infine il verde che rappresenta l’Orto Botanico stesso, che è stato al tempo stesso palcoscenico e protagonista. Tante le sezioni nuove pensate per quest’anno, come “Women in love” in cui si è parlato di grandi scrittrici del presente e del passato, o “Gli scrittori che ci mancano”, per ricordare le voci di cui si sentirebbe tanto bisogno anche oggi. Non poteva mancare, in una manifestazione dedicata ai libri, una nutrita sezione dedicata ai bambini, i quali sono lo zoccolo duro del popolo dei lettori in Italia. Buona parte di “Una Marina di Libri” è anche stata dedicata alla solidarietà e all’inclusione, con la presenza degli stand di Medici Senza Frontiere e altre associazioni umanitarie. Un’iniziativa molto particolare ma decisamente gradita è stata presa dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, che ha voluto sensibilizzare il pubblico rispetto ad un handicap di cui si parla poco e sul quale si nutrono parecchi pregiudizi. Noi vedenti crediamo che chi non può vedere viva in un mondo molto diverso dal nostro, e questo è vero, ma solo in parte. Anche un non vedente può leggere e vedere il bello: oggi le nuove tecnologie offrono tante nuove possibilità, e da tempo esiste la scrittura Braille. Nell’ambito di “Una Marina di Libri” è stato allestito un pullman lungo ben 12 metri e completamente buio al suo interno. In questo modo anche coloro che hanno il bene della vista hanno potuto sperimentare il mondo di un non-vedente, bevendo un caffè al buio e conoscendo gli strumenti che aiutano la sua vita quotidiana. Così il mondo dei libri e della lettura ha dimostrato una volta di più la sua capacità di uscire da schemi e canoni prefissati e di poter unire le diversità. “Una Marina di Libri” è stata promossa dal Centro Commerciale Naturale Piazza Marina & Dintorni insieme a Navarra e Sellerio Editore e alla Libreria Dudi, sotto la direzione del giornalista Piero Melati.

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Come è cambiato il mondo dell’editoria

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized |

C’è un dato che ben conosciamo e che viene ripetuto spesso, e che l’editoria italiana è in crisi perché gli italiani, che non sono mai stati noti per la loro passione per la lettura, leggono sempre meno. Ma c’è anche un altro aspetto della medaglia, un’altra realtà del tutto nuova che deve essere presa in considerazione e che appare in netta controtendenza rispetto a questo dato. I risvolti che offre sono numerosi. Stiamo parlando del self-publishing, una realtà che è nata insieme ad internet e al proliferare di e-commerce che permettono di vendere qualunque tipo di bene merceologico, anche libri autoprodotti. Così, a fronte di un mercato editoriale sempre più ristretto e claustrofobico, dove le piccole case editrici sono spesso costrette a chiudere o arrancano tra mille difficoltà, e dove le grandi case editrici difficilmente scommettono su scrittori emergenti ma preferiscono andare sul sicuro, chi crede di avere dei numeri e vuole pubblicare le sue opere lo fa in autonomia, con il self-publishing. Come funziona? La modalità è molto semplice. Ci sono siti come Amazon che permettono di caricare un file con il proprio scritto e di trasformarlo in e-book, per vederlo immeditatamente messo in vendita in tutto il mondo. In alcuni casi c’è anche chi offre il servizio di stampa on demand. Se l’acquirente vuole la copia cartacea, essa viene stampata ad hoc e spedita al mittente. Tutto questo con spese praticamente nulle o minime per lo scrittore: le uniche spese da sostenere sono quelle di stampa qualora si decidesse invece di investire il proprio denaro in una piccola tiratura del proprio libro. Quali sono i numeri di questo fenomeno? In Italia nel 2017 sono stati pubblicati con questa modalità oltre 30 mila titoli, vale a dire poco meno della metà di tutti i nuovi libri che sono stati pubblicati. Dato che, oltretutto, è in crescita, visto che secondo le stime di Amazon c’è stato un incremento del 5% rispetto al 2016. Non si deve pensare però che il self-publishing sia una cosa da dilettanti, da scrittori in erba con tanti sogni e poca esperienza. Basti pensare al fatto che la maggior parte degli e-book sono manuali e che riscuotono un grande successo. Dietro al self-publishing è proliferato un intero mondo di professionalità e competenze, tanto che al giorno d’oggi un libro autoprodotto ha un’estrema cura grafica ed editoriale. C’è chi ne ha fatto un vero e proprio mestiere, come Giacomo Bruno della Bruno Editore, il quale, non a caso, è noto come il “papà degli e-book”. Nel suo curriculum ci sono oltre 600 pubblicazioni digitali e uno studio approfondito del fenomeno. Bruno infatti tiene periodicamente anche dei corsi e delle giornate di training formativo. Secondo lui la chiave di lettura sta proprio in Amazon. Se Google è il motore di ricerca per eccellenza, dove si va quando si ha bisogno di informazioni su un argomento, Amazon è l’equivalente per l’e-commerce. Quando devi cercare un prodotto, non vai su Google ma vai direttamente su Amazon che ha un database sconfinato. Studiando e sfruttando gli algoritmi di Amazon è possibile far crescere in visibilità il proprio prodotto, in questo caso un e-book, anche se si è un autore sconosciuto. Ecco allora che si apre un modo totalmente nuovo di fare editoria e di pubblicizzare un libro, che offre evoluzioni future impreviste ma di certo interessanti.

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Non solo e-book: libri antichi e rari

Posted by on Mag 23, 2018 in Uncategorized |

L’eterna diatriba tra chi sostiene che il futuro dell’editoria passi attraverso il mezzo tecnologico, e quindi l’evoluzione della carta stampata in supporto elettronico, e chi invece è certo che la carta non verrà mai soppiantata, va avanti senza mostrare ancora chi delle due fazioni potrebbe alla fine trionfare. L’onesta via di mezzo che sembra imperare in questa fase di transizione vuole che e-book e libri cartacei possano convivere pacificamente, grazie al fatto che si prestano a modalità di fruizione diverse e quindi ad impieghi differenti. Eppure è innegabile il fatto che ci sono libri che possono restituire tutto il loro fascino solo se vengono sfogliati; resta il fatto che il libro è sì importante per ciò che contiene, ma spesso anche per ciò che è, per l’oggetto-libro. E questa tesi sembra essere stata ribadita con forza con una mostra davvero unica nel suo genere, che ha avuto un titolo tanto semplice quanto esplicativo “Libri antichi e rari”. “Libri antichi e rari” si è svolta in un fine settimana per intenditori, tra venerdì 11 e domenica 13 maggio 2018, a Torino, presso l’Auditorium Vivaldi. L’evento ha avuto luogo all’interno di una più vasta iniziativa, il Salone Off, la mostra-mercato dei libri antichi e rari. A volere la particolarissima mostra è stata l’Associazione Librerie Antiquarie d’Italia (ALAI). Ci si potrebbe chiedere cosa abbia di così speciale una mostra di vecchi libri: il fatto è che normalmente i volumi preziosi vengono esposti solo sotto vetro, conservati in apposite teche che sembrano recitare “guardare e non toccare”. Invece questa volta i libri non erano sotto vetro, ma a disposizione di tutti i visitatori che hanno potuto toccarli, sfogliarli, annusarli e leggerli. E in mostra c’erano tantissimi pezzi rari e unici, capaci di emozionare anche un non addetto ai lavori. Ad esempio, c’era la prima edizione de “I Promessi Sposi”: tutte le opere esposte sono state gentilmente concesse da famose librerie antiquarie torinesi, italiane e straniere. Vi era infatti anche un antiquario di Barcellona. A monitorare l’intera iniziativa è stato Massimo Gilibert, che a Torino è titolare di una libreria antiquaria e che ha portato il volume “La Venaria Reale. Palazzo di piacere e di caccia ideato dall’Altezza Reale di Carlo Emanuele II, Duca di Savoia Re di Cipro” di Amedeo di Castellamonte del 1674. Gilibert ha ricordato come Torino sia la città italiana che presenta la più alta concentrazione di librerie antiquarie nel nostro Paese, e ha selezionato personalmente i circa 2 mila titoli esposti. Con questa mostra Gilibert ha voluto raccontare 500 anni di storia dell’editoria in un modo inconsueto, dando cioè modo ai visitatori di vivere davvero l’emozione di toccare un oggetto dalla storia molto lunga, ma ancora presente e attuale. Gilibert ha anche detto di aver voluto promuovere con questa esposizione la nascita di nuovi collezionisti di libri antichi i quali, a sua detta, non sono poi così costosi come comunemente si potrebbe pensare. Un libro è un oggetto molto personale: di solito l’acquirente lo sceglie a seconda della sua passione, perché deve raccontare qualcosa che gli sta a cuore. Nell’ambito della mostra “Libri antichi e rari” si sono svolti anche dei laboratori volti a raccontare tecniche antiche, come la xilografia, per rendere più vicino un mondo che forse sta scomparendo, soppiantato dagli e-book, ma che può offrire ancora moltissime emozioni per un bibliofilo, e non solo.

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Torrita di Siena è di nuovo il Borgo dei Libri

Posted by on Mag 23, 2018 in Uncategorized |

Quando si parla di Italia vengono subito in mente i tanti piccoli borghi che costellano l’entroterra e che costituiscono un patrimonio di bellezze architettoniche, storiche ed artistiche assolutamente unico nel suo genere. Tutti sappiamo però come questo patrimonio sia in grave pericolo: purtroppo infatti i borghi si vanno spopolando, la loro grande bellezza non è spesso sufficiente a trattenere coloro che vi abitano i quali, privi di stimoli, si spostano verso i centri maggiori. Altra ricchezza che rischia di andare dispersa è quella relativa al patrimonio librario: il mercato del libro in Italia è in perenne calo, siamo noti per essere uno dei popoli europei che leggono di meno, nonostante il nostro Paese abbia dato i natali a molti eminenti scrittori. Come trovare una soluzione a questi due problemi che sembrano tanto distanti tra di loro, ma che forse lo sono meno di quanto non si pensi? Semplice: basta riempire il borgo di libri, e il gioco è fatto! Naturalmente la cosa è meno semplice di così, ma è un progetto che potrebbe dare buoni frutti se applicato su vasta scala, come dimostra l’esempio virtuoso che è stato inaugurato a Torrita di Siena, un piccolo borgo toscano che ormai da tre anni a questa parte si è autoeletto come “Borgo dei Libri”. Il Borgo dei Libri ha avuto la sua prima edizione nel 2015, sponsorizzato allora come oggi da Regione Toscana, Provincia di Siena e Unione dei Comuni della Valdichiana Senese. A sostenere l’iniziativa ci sono anche ALI, l’Associazione Librai Italiani, e l’Università di Perugia, ed è costantemente monitorata dal Centro per il Libro e la Lettura del MiBACT. Si tratta di una fiera dell’editoria un po’ atipica, perché invece di svolgersi sotto dei capannoni o in un anonimo centro fiere si svolge tra le vie del borgo, accompagnandosi inevitabilmente anche ad iniziative enogastronomiche volte a valorizzare le eccellenze del territorio. Per l’edizione 2018 i fine settimana interessati dall’evento sono stati due: quello del 5 e 6 maggio e quello successivo del 12 e 13 maggio 2018. Tanti sono stati anche in questa edizione gli appuntamenti previsti all’interno del nutrito programma. Si è spaziato dalla classica presentazione dei libri, con la presenza degli autori che possono spiegare come le idee nascono e poi vengono messe su carta, ai laboratori di fumetto, per imparare a creare con le proprie mani la cosiddetta “letteratura disegnata”. Ovviamente non poteva mancare uno spazio dedicato ai più piccoli: perché ancora oggi sono loro, i bambini, che nonostante siano definiti “nativi digitali” continuano a subire ancora più che gli adulti il fascino della carta stampata. Molto emozionante è stato il gemellaggio con la popolazione ungherese. Al Borgo dei Libri ha presenziato lo scrittore Antal Szerb all’interno di un programma di celebrazioni che avrà il suo culmine nel mese di settembre, quando ci sarà il ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale, che sancì l’alleanza tra il nostro Paese e l’Ungheria. La location di Torrita ha anche dato spazio ad aventi interattivi, come ad esempio “Il Borgo dei Misteri”, una sorta di romanzo giallo messo in scena dal vivo per coinvolgere i lettori-spettatori. Da tre anni a questa parte si sperimenta questa incredibile sinergia tra libri e borghi storici, che sembra capace di dare giovamento all’uno e all’altro attore di questa storia, antica e moderna al tempo stesso.

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Libri da gustare a Sanremo

Posted by on Apr 24, 2018 in Uncategorized |

Da sempre il binomio tra enogastronomia e letteratura è andato di pari passo. Non solo e non tanto perché anche la cultura culinaria fa parte del mondo dei libri attraverso i ricettari (che, per inciso, sono tra i libri più venduti in Italia), ma anche perché in ogni romanzo che si rispetti, in ogni racconto o favola, c’è sempre un momento dedicato al cibo. Alimentarsi, d’altro canto, è fondamentale per l’uomo, per la sua sopravvivenza e per restare in buona salute: non stupisce dunque che questa tematica rivesta un ruolo fondamentale anche all’interno della carta stampata (o degli e-book, per par condicio). Addirittura in Italia, che è il Paese che più di ogni altro coltiva il culto della buona tavola, è stata pensata una rassegna letteraria tutta incentrata su quei libri che, in un modo o nell’altro, trattano il tema dell’alimentazione. Si tratta di “Libri da gustare”, giunta quest’anno alla sua XXIesima edizione. La location, quest’anno come sempre, è la splendida città di Sanremo, e da marzo fino a maggio si susseguiranno gli appetitosi appuntamenti. Tutta la kermesse è strutturata come un concorso, anche se la competizione non è reale: i libri che vengono selezionati per farne parte hanno già vinto un riconoscimento per il solo fatto di essere stati scelti. L’edizione 2018 ha già previsto alcuni appuntamenti: il 9 marzo è stato presentato il volume “Gustologia. Viaggio nell’Italia del cibo dalla terra alla tavola” scritto dal noto presentatore televisivo (nonché buona forchetta) Patrizio Roversi mentre il 30 dello stesso mese è stata la volta di “Italia dei sapori. Da nord a sud, il meglio della nostra cucina secondo Sale&Pepe” di Laura Maragliano insieme a “Cucinando per le stelle Ricette, astri e celebrità” dello chef Fabio “Mendo” Mendolicchio. Nel mese di aprile, il giorno 13, si è svolto il terzo incontro di “libri da gustare”, nell’ambito del quale si sono raccontati due volumi diversi ma complementari: “L’ingrediente della felicità” di Clara e Gigi Padovani e “Più fumetto che arrosto. Biografie e ritratti dei più famosi chef stellati” di Danilo Paparelli. “L’ingrediente della felicità” è un lungo e interessantissimo excursus su un cibo che è amato dai più e di certo da nessuno ignorato, ovvero il cioccolato. Tra le pagine del libro se ne ripercorre la storia, si scoprono tante curiosità, si svela ogni mistero di questo dolce e scuro alimento. “Più fumetto che arrosto” è una sorta di biografia per immagini di alcuni degli chef più famosi di ogni tempo: il noto disegnatore Danilo Paparelli ha voluto omaggiare in questo modo, con un lavoro per lui un po’ insolito, il mondo dell’alta cucina. E la manifestazione non è ancora finita: sono previsti altri due appuntamenti, uno il 4 maggio di cui sarà protagonista il volume “Il banchetto di nozze e altri sapori” di Carmine Abate e l’ultimo il 18 maggio in cui si parlerà di “Mangiare con gli occhi. Iconografie del cibo nell’arte” di Mariella Carrossino e di “Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino” di Luca Iaccarino. Alla fine verrà eletto il “libro più gustoso dell’anno”, il premio verrà consegnato in autunno. Chiaramente, vista la specifica tematica trattata da questa singolare rassegna letteraria, ad ogni incontro non mancano degustazioni di vini e prodotti tipici del territorio, grazie alla collaborazione di Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti.

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Il successo delle biblioteche di condominio

Posted by on Apr 24, 2018 in Uncategorized |

Sembra una favola, a raccontarla così: la storia delle piccole biblioteche di condominio che fanno riscoprire il piacere di leggere un buon libro e di confrontarsi con altre persone dopo la lettura. Sembra una favola perché nel periodo storico che stiamo vivendo l’industria del libro, specie in Italia, non attraversa un periodo particolarmente florido. Ancora meno buoni sono i rapporti tra vicini, specie tra condomini. Eppure, pare che la passione per la lettura possa diventare anche la base di un vivere sociale migliore, e la speranza è che questo trend possa diffondersi sempre di più e portare buoni frutti. Nel nostro Paese la nascita delle biblioteche di condominio è abbastanza recente, risale a circa 15 anni fa, e ancora non ha le dimensioni che ha invece già assunto negli Stati Uniti, dove sembra che un appartamento cresca di valore se è inserito in un palazzo in cui c’è una piccola biblioteca. La città italiana che ha adottato questo schema virtuoso è stata Milano, che ad oggi conta una decina, alcune nate più di recente ed altre già qualche anno fa. Ma cosa sono le biblioteche di condominio, e perché sembrano essere preferibili alle classiche biblioteche pubbliche? Il primo aspetto che le contraddistingue è sicuramente l’estrema comodità del prestito: la biblioteca viene solitamente collocata in un piccolo ambiente del palazzo. Il più gettonato è l’ex portineria. Quindi non c’è bisogno di andare poi tanto lontano per avere un libro in prestito, ma non è questo il vantaggio principale se si pensa che alcune di queste biblioteche non offrono i loro servizi solo ai condomini, ma a chiunque sia assetato di buone letture. Alcune sono gestite in autonomia, altre sono affidate alle mani capaci dei volontari di alcune associazioni cittadine. Per aderire ad una biblioteca di condominio c’è molta meno burocrazia rispetto ad una biblioteca pubblica: non vengono fatte tessere, non ci sono tempi troppo rigidi per la restituzione. Certo, forse la scelta è meno ampia ma più selezionata, perché viene calibrata sugli interessi dei lettori. Solitamente i libri vengono da donazioni private. Ma senza ombra di dubbio l’aspetto che emerge con maggiore evidenza è quello sociale. Nelle biblioteche di condominio si fa conoscenza, si parla, si prende un the insieme discutendo dell’ultimo libro letto. Queste piccole biblioteche non sono né arrangiate né amatoriali: fanno parte di una vera e propria rete sostenuta dal Sistema Bibliotecario Milano ed hanno un coordinamento centrale, per quanto ognuna di esse abbia una sua identità ben specifica. Ad esempio, la biblioteca di piazzale Dateo è esclusivamente dedicata ai bambini che la prendono letteralmente d’assalto, per quanto le sue dimensioni siano piuttosto ridotte. L’utenza di una delle biblioteche più giovani (è stata aperta a novembre), quella di via Giovio, è invece di un’età decisamente più elevata. Per coinvolgere un numero sempre maggior di utenti sono state organizzate delle letture ad alta voce che hanno riscosso un discreto successo. La bibliotechina di via Solari è una delle prime che ha aperto ed è ospitata nei locali di una ex panetteria. Sarà l’ambiente raccolto, sarà l’accurata selezione dei titoli, sarà che la gente ha voglia di luoghi in cui stare insieme che non siano necessariamente patinati e costosi: queste piccole biblioteche stanno dando una nuova anima alla città, un volto più umano in cui ci si può incontrare tra le pagine di un libro e scoprire che il proprio vicino ha un carattere amichevole e che condivide, magari, le nostre stesse passioni.

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