Sappiamo bene che, purtroppo, il nostro Paese non è uno di quelli in cui si legga di più; al contrario è uno di quelli in cui si legge di meno. Quando, anno dopo anno, si stilano i report della tipologia di libri che è stata maggiormente venduta si può notare come in testa alla classifica, tra i libri per l’infanzia e i manuali, ci siano soprattutto i ricettari e, in generale, i libri di cucina. Il cibo e la letteratura sono da sempre un binomio affascinante e anche oggi, in cui abbiamo la possibilità di cercare tutte le ricette che ci interessano semplicemente digitando una ricerca su Google, il fascino del ricettario rimane invariato. Sfogliandone le pagine è un po’ come se tornassimo indietro, a sbirciare tra le pagine del quaderno in cui la nonna annotava dosi e modalità di preparazione dei suoi prelibati manicaretti. Ma, c’è un ma: molto spesso le ricette che vengono raccontate sui libri di cucina sono difficilmente duplicabili. Magari richiedono ingredienti che non si trovano con facilità nei nostri supermercati, o non sono ben spiegate e quando proviamo a cimentarci tra i fornelli riusciamo solo a combinare un disastro e diamo la colpa di tutto al libro incriminato. Ma è davvero sua la colpa? Per mettere alla prova la validità delle ricette che vengono raccolte all’interno dei libri di cucina che ci sono in commercio una piccola libreria londinese ha dato il via ad un curioso esperimento che sta avendo un notevole successo, e ormai da alcuni anni. In questa libreria, infatti, non solo si possono trovare tutti i libri di cucina mai pubblicati al mondo, ma si può provare di persona a realizzarne le ricette per verificarne la validità! “Books for cooks”, questo il nome della libreria, è stata aperta nell’esclusivo quartiere di Notting Hill nel 1983 da Heidi Lascelles, che all’epoca faceva l’infermiera. In quel tempo, molto più che oggi, la cucina anglosassone era tutto fuorchè sana e salutare, mentre Heidi era consapevole di quanto la buona salute di una persona parta da quello che mette in tavola. Per propugnare una migliore cultura alimentare decise di aprire una libreria in cui raccogliere tutti i libri di cucina che fosse riuscita a reperire. Qualche tempo dopo ebbe anche un’altra idea: dotare la libreria di una cucina e permettere ai clienti di sperimentare personalmente le ricette lette sui libri. Oggi Heidi, da brava amante della buona cucina, vive in Italia, e la libreria che ha fondato viene gestita con entusiasmo dai coniugi Rosie Kindersley ed Eric Treuille. I due hanno ideato una formula molto efficace: ogni giorno della settimana servono il pranzo ad un ristretto numero di persone, scegliendo le ricette tra quelle dei numerosi volumi ammucchiati sugli scaffali di “Books for cooks”. Acquistano gli ingredienti necessari nel vicino mercato di Portobello Road, per evitare sprechi, e pubblicano il menu che si compone di un primo, un secondo e un dolce. I costi sono molto ridotti e quello che più piace agli avventori è l’atmosfera conviviale e raccolta che si crea tra i commensali, che di solito sono dei perfetti sconosciuti finché non varcano la porta della libreria. C’è un giorno dedicato ai vegetariani e un altro dedicato al pesce, così tutti vengono accontentati. Books for cooks propone un curioso connubio tra i profumi della cucina e della carta dei libri che da molti anni ormai si dimostra vincente.