Salone del Libro Usato a Nichelino

Posted by on Mar 20, 2019 in Uncategorized |

Per la terza edizione si è svolto anche quest’anno 2019 a Nichelino, in provincia di Torino, il Salone del Libro Usato. Questa encomiabile iniziativa è nata dall’impegno di un’associazione di volontari che vogliono promuovere la cultura del libro e la lettura, e da quello dei gestori della Libreria Il Cammello. È infatti presso i locali di questa attivissima libreria che si è svolto il “salone”, durante il quale tutti coloro che sono intervenuti hanno potuto fare una vera e propria “scorpacciata” di libri. La vendita promozionale si è svolta tra il 2 e il 10 marzo e questa volta ha presentato alcune caratteristiche peculiari rispetto alle precedenti. Come di consueto, la libreria ha messo a disposizione dei suoi clienti una vastissima selezione di libri scontati dal 60% al 90%, Quest’anno ce n’erano circa 10 mila: si tratta di volumi usati che tra le loro pagine raccontano tante storie, non solo quelle che ci sono scritte dentro, ma anche quelle di chi li ha posseduti. Inoltre al piano inferiore della libreria sono stati messi in vendita circa 3 mila volumi al costo singolo di copertina di un solo euro. In pratica, per chi voleva, era possibile allestire una piccola biblioteca di base al costo di appena 100 euro! Per capire quanto questo sia straordinario bisogna pensare che una delle cause per cui in Italia si legge poco è anche (per quanto non solo) l’aspetto economico. Acquistare un libro nuovo, appena uscito, può rappresentare un esborso di denaro che, in tempi di crisi economica, non tutti possono permettersi. Il pericolo che si corre è che dunque chi ama la lettura si veda privato della possibilità di dedicarsi a questa che è un’attività ricreativa ma anche un’attività formativa, molto importante per la creazione di una società civile evoluta. Nelle città più piccole a volte mancano persino delle biblioteche sufficientemente fornite. Allo stesso tempo ci sono tantissimi libri usati che corrono il rischio di restare stipati in soffitte polverose o, ancora peggio, di finire al macero. L’iniziativa di Nichelino di realizzare un Salone del Libro Usato, durante il quale sia possibile acquistare libri a prezzi di realizzo, appare dunque come il modo ideale per coniugare tre diverse esigenze. La prima è un’esigenza puramente economica. Con il prezzo di un libro se ne possono acquistare almeno una quindicina, e in questo modo si argina il fenomeno allarmante del costante calo di lettori nel nostro Paese. Come abbiamo detto, di certo il prezzo di un libro non può essere l’unica causa di tale fenomeno, ma sicuramente costituisce una voce in capitolo. La seconda esigenza è quella dell’economia circolare. Si fa tanto parlare di riciclo e delle necessità di non sprecare: perché non adottare lo stesso ragionamento con i libri? Senza contare che un libro usato riveste un fascino del tutto particolare agli occhi del lettore. A volte è ricco di appunti o di note a margine; insomma racconta un’altra storia oltre a quella che è stampata al suo interno. Infine la terza esigenza, la più nobile, se vogliamo, che viene soddisfatta, è quella della diffusione della cultura. Un Paese può crescere solo se le persone che lo formano riescono ad allargare i propri orizzonti anche oltre i confini nazionali, e questo può essere fatto in due modi: viaggiando, oppure leggendo un libro.

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Gli Equi-Libristi, per dare nuova vita ai libri

Posted by on Mar 20, 2019 in Uncategorized |

Sappiamo bene che l’Italia è un Paese in cui si legge poco, ma forse non ci si interroga mai abbastanza su cosa è concretamente possibile fare per cambiare questo stato di cose. La lettura è un’occupazione a cui ognuno di noi dovrebbe dedicare parte del suo tempo. Leggere aiuta ad aprire la mente, a concepire le diversità, combatte l’odio e il pregiudizio, rende le persone migliori e quindi rende migliore la società nella quale viviamo. C’è qualcosa di cui non si parla mai abbastanza, ed è il costo dei libri. Se si va in una libreria per acquistare un libro nuovo spesso il prezzo di copertina è molto elevato, e purtroppo molte persone sono costrette a rinunciare a ciò che è “superfluo” per far fronte alle spese primarie. C’è però anche un altro aspetto da considerare. Nel corso degli anni sono stati stampati moltissimi libri che oggi sono destinati al macero. Magari perché sono rimasti nella biblioteca di una persona scomparsa, i cui eredi non sono interessati a tenere i libri o che non hanno lo spazio sufficiente. Oppure si tratta di vecchie edizioni sostituite da altre di maggiore impatto sul pubblico moderno. C’è di buono, però, che un libro non può mai passare di moda, anche perché quello che conta non è la copertina patinata ma il suo contenuto. Ecco allora che a due giovani ragazzi bolognesi è venuta un’idea. Come raccontano sul loro sito, è nata un po’ per caso, quando un giorno sono andati in osteria e l’oste, Michelangelo, li ha invitati a prendere dei libri che stavano messi alla rinfusa su un tavolino. Quei libri erano stati salvati dal macero e ora attendevano solo qualcuno che li leggesse di nuovo: Michelangelo ha detto che erano completamente gratis. Così i due ragazzi, Fabrizio e Simona, hanno pensato che era possibile far incontrare domanda e offerta, ovvero trovare nuovi proprietari a vecchi libri che altrimenti sarebbero stati riciclati o bruciati. Ecco come è nata a Bologna l’associazione Equi-Libristi, che ha cominciato un po’ in sordina ma ora si sta allargando non solo nel territorio di competenza ma anche oltre i confini regionali, aprendo alcuni punti anche a Roma. Gli Equi-Libristi si preoccupano in primis di recuperare i libri che sono destinati alla distruzione, selezionando i generi che hanno notato avere maggiore presa sui lettori. Questi libri vengono poi collocati in luoghi pubblici, ovunque qualcuno dia loro un po’ di spazio: nei bar, negli uffici, nelle aziende. Di solito si trovano in un luogo di passaggio, dove la gente possa vederli e decidere di portarsene via uno, in modo completamente gratuito. Questa è la principale differenza tra ciò che fanno gli Equi-Libristi e il bookcrossing, nel quale è necessario lasciare un altro libro in cambio di quello che si prende. In questo caso invece si “adotta” un libro, che poi viene rimpiazzato affinché gli scaffali non vengano mai sguarniti. Gli Equi-Libristi raccolgono donazioni e si danno da fare con una capillare rete di volontari che, sempre in modo gratuito, si occupano di rifornire le piccole librerie spuntate un po’ ovunque a Bologna e provincia. Il sogno dell’associazione è riuscire ad avere una sede fissa in cui poter organizzare eventi, ad esempio reading, che attirino tutti gli amanti della lettura. Nel frattempo fanno del loro meglio per trovare una nuova casa ai libri che erano stati abbandonati e ora conoscono una nuova vita.

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In arrivo il distributore di libri: a quando in Italia?

Posted by on Mar 20, 2019 in Uncategorized |

Sappiamo che il nostro Paese non brilla per la passione nei confronti della lettura. La media pro capite di libri letti all’anno è una delle più basse in Europa, e molto spesso parte della colpa di questo fatto si addebita al costo elevato dei libri. C’è però da dire che anche in Italia resiste uno zoccolo duro di lettori “forti”: si tratta dei bambini e dei più giovani che, per quanto tentati dall’appeal di videogiochi e altre attrezzature multimediali, sembrano essere rimasti affezionati al caro, vecchio libro di carta. La domanda che ci si pone sempre, nelle fiere del libro e nelle manifestazioni di settore, è come fare per incentivare la lettura anche nelle fasce di popolazione più giovane. Qualcuno ha avuto un’idea che è stata un grande successo, e che ora si spera possa prendere piede e diffondersi a macchia d’olio un po’ ovunque e, perché no, anche in Italia. Ormai nessuno si stupisce nel trovare nei pubblici esercizi, nelle scuole, negli ospedali, o anche nelle stazioni ferroviarie, delle macchinette automatiche. Queste macchinette solitamente distribuiscono snack, tramezzini, bevande fresche e bottigliette di acqua. A volte erogano anche bevande calde, caffè e cappuccino. Si sono diffuse rapidamente perché sono molto pratiche, in genere presentano dei costi molto ridotti, e sono alla portata di tutti. È successo allora che in Florida, in una scuola elementare della città di Umatilla, mentre un’insegnante osservava i suoi ragazzi durante la ricreazione che facevano il pieno di barrette di cioccolato, abbia avuto un’idea: perché non mettere i libri al posto degli snack? L’insegnante si è rivolta al Preside il quale ha condiviso la sua idea, e di lì a poco alcuni dei libri che la scuola aveva in dotazione sono stati inseriti all’interno del distributore automatico. Il costo per singolo volume è di appena 50 centesimi, e la scelta dei titoli è stata fatta tra quelli che vengono definiti “forever books”. I forever books sono quelli che si pensa che ogni bambino dovrebbe leggere almeno una volta nella sua vita per avere una formazione completa. I ragazzi della scuola hanno dimostrato di apprezzare, sostituendo con voracità i pacchetti di crackers e le patatine con libri pensati appositamente per loro. Il successo dell’iniziativa ha poi contagiato anche i dintorni: molte associazioni e imprese private si sono attivate per far avere forniture sempre nuove di libri, affinché il distributore non resti mai all’asciutto. La popolarità del distributore automatico di libri ha ben presto valicato i confini nazionali e, dal Nuovo Continente, è arrivato fino al Vecchio. Infatti c’è una macchinetta distributrice di libri anche in Europa, e più esattamente a Stoccolma. Se i primi libri erano pensati per ragazzi delle scuole elementari, mano a mano si è implementata l’offerta diversificandola per fasce d’età. Infatti anche gli adulti non disdegnano di poter acquistare un libro in modo semplice ed immediato. Basti pensare al successo che potrebbero avere questi distributori alle fermate dell’autobus o del tram. I booklovers non disdegnerebbero di certo la possibilità di poter acquistare della buona letteratura a costi contenuti per poter alleggerire l’attesa in compagnia di un grande classico sempreverde. Adesso quindi l’aspettativa è che la singola iniziativa di una piccola scuola americana si diffonda a macchia d’olio e, chissà, possa contribuire a risollevare anche il mercato editoriale italiano.

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Un viaggio nel Lazio in compagnia dei libri

Posted by on Feb 11, 2019 in Uncategorized |

La Regione Lazio, che ospita la capitale italiana, la splendida Città Eterna, Roma, è ricca di borghi e posti incantevoli da scoprire “on the road”. Basta semplicemente prendere la macchina e girare per l’entroterra collinare, o lungo le coste, o tra i borghi montani, per scoprire meraviglie nascoste eppure a portata di mano. Così qualcuno ha avuto un’idea: perché non dare ai viaggiatori un buon motivo per venire nel Lazio a scoprire le sue molte bellezze? Detto-fatto, è nata l’iniziativa “StreetBook Festival”, che prende spunto dalle numerose manifestazioni che si occupano invece di “street food”. Se lo street food, il cibo da strada, è un modo per nutrirsi stando in piedi, senza bisogno di piatti e forchette, lo “streetbook” è l’equivalente… solo che qui non si parla di cibo per il corpo, ma di cibo per l’anima, ovvero di libri! L’idea di dedicare un festival itinerante ai libri è nata in seno all’Associazione Culturale Artcloud, ed è stata resa possibile dalla partnership di Rai Radio Live, Il Tempo e Shalom. Il tutto ha avuto il patrocinio della Regione Lazio e dei vari comuni coinvolti. Perché a tutti gli effetti la kermesse è stata strutturata come un festival gastronomico che di volta in volta si sposta in luoghi differenti, “costringendo” il visitatore a spostarsi a sua volta. Quello che è stato “apparecchiato in tavola” è una serie di incontri con gli autori, reading letterari, e soprattutto una fiera mobile in cui poter acquistare i propri titoli preferiti. Il primo appuntamento dello StreetBook Festival si è svolto a Castelnuovo di Porto il 12 Gennaio 2018. Durante questo appuntamento si è voluto pensare sia ai lettori più accaniti che esistano nel nostro paese, ovvero ai bambini, che ai più grandi. Si sono svolti infatti due incontri: il primo con Lia Tagliacozzo, la quale ha realizzato una graphic novel per ragazzi che si intitola “Inviati per caso, viaggio nell’Italia delle religioni”. La Tagliacozzo è stata intervistata e invitata a illustrare il suo lavoro dalla giornalista Francesca Di Giampietro. Il secondo appuntamento invece è stato con Giulia Blasi, autrice del “Manuale per ragazze rivoluzionarie”. Oltre a questi momenti molto interessanti, che hanno avuto luogo nella Sala dei Cento Passi di Rocca Colonna, la giornata è ruotata attorno a quello che è un po’ il simbolo dello StreetBook, a sua volta mutuato della manifestazioni di street food. Al centro di Castelnuovo di Porto si è infatti parcheggiata l’“Apebook””, una vecchia apecross che è stata adibita a libreria. Dentro il capiente vano da trasporto è stato stipato ogni genere di libro, per andare incontro ai gusti di ogni lettore. Oltre al 12 gennaio, lo StreetBook ha replicato anche il 19 gennaio a Campagnano e il 26 gennaio a Formia. Questo non vuol dire, però, che il viaggio finisca qui. Come hanno fatto sapere gli organizzatori dell’Associazione Culturale ArtCloud il programma della manifestazione è ancora in fase di stesura, e nelle loro intenzioni c’è la volontà di far viaggiare l’Apebook ancora più lontano. Sembra che sarà sempre confermata la presenza delle due autrici, che sono entrambe molto legate al territorio laziale. La Tagliacozzo è infatti nata a Roma, mentre la Blasi è romana di adozione. Entrambe, quindi, vogliono non solo far conoscere al grande pubblico la propria opera, ma anche contribuire a valorizzare i borghi della Regione, che sembrano proprio usciti dalle pagine di un libro.

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Il 2019 e le opere che perdono il diritto d’autore

Posted by on Feb 11, 2019 in Uncategorized |

La legge sui diritti d’autore che è attualmente vigente in Europa prevede che i diritti d’autore restino di proprietà dell’autore stesso di un’opera fino a 70 anni dopo la sua morte. Trascorso questo tempo dunque il prodotto della sua creatività, che si tratti di un film o di un libro, diventa di pubblico dominio. Ciò vuol dire che chiunque lo può utilizzare o editare senza necessità di versare alcuna cifra agli eredi dell’autore. Ogni volta che ha inizio un nuovo anno, così, ci sono numerose opere che vengono “liberate” e da quel momento in poi possono vivere molte vite diverse. C’è chi vede negativamente questa scadenza, nel timore che uno scritto possa essere fatto oggetto di edizioni poco curate, piene di errori di battitura. Oppure si teme anche che l’opera, diventata ormai di pubblico dominio, venga a tal punto manipolata da perdere del tutto il suo significato originario. Di contro, invece, i sostenitori della fine del diritto d’autore pensano che in questo modo film o libri che hanno ormai fatto la loro storia possano tornare a vivere di nuova vita, magari perché se ne impossesseranno giovani autori che potranno costruire qualcosa di nuovo partendo da qualcosa di già esistente. Comunque si veda la questione, fatto sta che le leggi parlano chiaro e che a partire dal primo Gennaio 2019 ci sono molti film e romanzi che hanno perduto il diritto d’autore e da adesso in poi potranno essere utilizzati da chiunque senza dover corrispondere alcuna somma a nessuno. Diversamente stanno le cose negli USA, dove vige la regola secondo la quale il diritto d’autore vale 75 anni dopo la pubblicazione dell’opera, o 95 nel caso in cui l’opera in questione non fosse di proprietà di un singolo ma di una ditta o impresa. Questa legislazione ha subito delle modifiche nel 1978 quando è stato varato il Mickey Mouse Protection Act. Alcuni film e libri considerati di particolare valore hanno visto prorogata la scadenza di una ventina di anni; tra le opere incluse nella legge ci sono anche i primi film che hanno come protagonista Topolino, Mickey Mouse in America, da cui il nome dell’atto. Tenendo conto delle dovute differenze, quindi nel 2019 ci sono sia opere di autori americani che di autori europei che diventano di pubblico dominio. Una delle realtà che ha intenzione di approfittarne è Google Books, che già da alcuni anni sta preparando l’edizione digitale di romanzi che diventeranno patrimonio comune a partire dal 2019, come ad esempio “Tarzan e il Leone d’Oro” di Edgar Rice Burroghs. Tra i film che perdono il diritto d’autore a partire dal gennaio 2019 ricordiamo la mitica “Corazzata Potëmkin” del regista russo di Segei Eisenstein, morto nel 1948; “I dieci comandamenti”, kolossal con Charlton Eston diretto dal regista Cecil B. De Mille; “Il Pellegrino” di Charlie Chaplin. Tra i libri, i titoli più altisonanti sono “Il Profeta” di Khalil Gibran; “La prigioniera” di Marcel Proust; e ancora, opere di Rudyard Kipling, Agatha Christie e Winston Churchill. Di molte di queste opere in realtà, come afferma il professor John Ockerbloom, che insegna all’Università della Pennsylvania e si occupa di diritti digitali, il diritto d’autore era già decaduto perché non rinnovato. Fatto sta che da quest’anno, ufficialmente, diventeranno di pubblico dominio e quindi sarà più facile anche trovarli in edizioni economiche, accessibili a tutti, anche in formato e-book.

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Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Nov 25, 2018 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

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Settima Edizione di BookCity Milano

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Tra il 15 e il 18 novembre 2018 si è svolta la settima edizione di una manifestazione editoriale che in questi pochi anni è diventata un punto di riferimento molto importante non solo per il mondo dell’editoria, ma soprattutto per la città in cui si svolge. Si tratta di BookCity Milano, che quest’anno si è colorata di un’importanza tutta nuova e particolare per via dell’importante riconoscimento che la città meneghina ha di recente ricevuto. È infatti stata nominata dall’Unesco Città della Letteratura. Questo riconoscimento è arrivato l’anno scorso, ma solo quest’anno è stato possibile “festeggiarlo” nel modo più idoneo. Durante BookCity il riconoscimento Unesco è stato celebrato creando dei percorsi interculturali con la città di Dublino, che a sua volta si insignisce di questo prestigioso titolo. Oltre a questo, come sempre BookCity è stato un insieme di tanti eventi di varia natura, ben 1300 che si sono svolti in diverse location cittadine. Una delle caratteristiche più interessanti di questa fiera letteraria è proprio il fatto che non si svolge in un unico luogo, ma tende a coinvolgere l’intera Milano, dai luoghi più “istituzionali” a quelli più inattesi. Soprattutto si cerca sempre di coinvolgere l’intera popolazione cittadina ad animare queste giornate di letteratura e cultura, ma anche di divertimento e di creatività. Tra gli argomenti che non era possibile non trattare quest’anno c’è stato quello della digitalizzazione. Il mondo del libro sta molto soffrendo il confronto con i nuovi dispositivi elettronici che consentono di leggere e studiare anche usando dei supporti diversi da quello tradizionale cartaceo. L’impatto che questa diversa modalità di fruizione può avere sul lettore, e in particolar modo sui bambini che sono ancora in fase di formazione, è discusso e ancora non del tutto chiaro. Nell’ambito del BookCity Milano si è dunque parlato della cosiddetta “infanzia 2.0”, ma anche delle ripercussioni che la nuova trasmissione digitale delle conoscenze può avere, e ha già avuto, su aspetti importanti del vivere quotidiano come la politica o il giornalismo informativo. Il programma di BookCity Milano è inoltre stato animato da tantissime iniziative di diversa natura. A seguire l’intera manifestazione ci sono stati gli speaker radiofonici di Radio Tre e della trasmissione di Radio Due Caterpillar. I primi hanno seguito l’evento dagli studi di Corso Sempione, mentre Caterpillar ha dato vita una puntata live entrando nel vivo dell’evento. I veri protagonisti della manifestazione però, come sempre, sono gli abitanti di Milano, che sono stati coinvolti con BookCity nelle case e, nella giornata del 17 novembre, con “Milano legge Milano”. “Milano legge Milano” è un appuntamento curioso ma appassionante, durante il quale i comuni cittadini hanno avuto l’opportunità di raccontare i tanti luoghi “letterari” della città usando la mappa creata da Quartopaesaggio. Nella giornata del 18 novembre si sono invece svolti quattro incontri di “Poetry and the City”, due al mattino e due al pomeriggio, per raccontare altri luoghi importanti di Milano, sempre legati al mondo dei libri e della scrittura. Durante tutto il corso della manifestazione si sono tenute le immancabili passeggiate letterarie, che quest’anno hanno coinvolto anche una location di particolare suggestione come il Cimitero Monumentale. BookCity si è svolto anche in luoghi meno “canonici”, come ad esempio sul filobus 90-91, simbolo di una città che si trova oltre il centro storico e che ha a sua volta tanto da raccontare. Con l’edizione 2018 di BookCity Milano la città ha dimostrato di essersi guadagnata in pieno il titolo datole dall’Unesco di Città della Letteratura.

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