Il Maggio dei Libri in Campania

Posted by on Mag 17, 2016 in Uncategorized |

Nel 2011 è stata avviata per la prima volta una campagna nazionale che da allora si ripete ogni anno con eguale entusiasmo e immutato successo. Si tratta de “Il Maggio dei Libri”, che nel 2016 si svolge tra il 23 aprile e il 31 maggio. Il principale promotore della manifestazione è il Ministero dei Beni Culturali, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, poiché lo scopo è quello di ribadire e riaffermare l’importanza che la lettura ha nella formazione personale di ognuno di noi e nella creazione di una società più evoluta, corretta, adulta. I libri, in occasione del maggio loro dedicato, vengono portati fuori dai luoghi istituzionali: quindi l’evento non si svolge solo in librerie o biblioteche, ma anche in sedi abitualmente non preposte alla lettura. Si vuole dimostrare in questo modo che i libri stanno bene dappertutto, che leggere è sempre di moda, che aprire le pagine di un libro equivale a percorrere nuove strade, a raggiungere nuovi mondi, e di certo a dare un più ampio respiro alla propria mente e alla propria anima. Ogni anno vengono organizzate tante iniziative diverse capaci di coinvolgere non solo gli accaniti lettori, ma soprattutto (questo è, in fondo, il vero intento) chi solitamente legge poco o niente. Purtroppo è noto che in Italia la lettura non sia molto popolare: ecco che il Maggio dei Libri può essere una grande occasione per invertire questa tendenza. Per il 2016 in Campania sono stati fissati molti appuntamenti di diverso genere, ma tutti legati al mondo dei libri e della lettura. Il giorno primo maggio, in concomitanza con la Festa del Lavoro, il mese dei libri si è aperto a Napoli, nel Palazzo Reale, dove sono state esposte le raccolte più preziose della Biblioteca Nazionale. L’evento ha avuto carattere completamente gratuito e ha permesso a tutti coloro che sono intervenuti di ammirare antichi codici miniati e splendidi volumi. Tra i reperti più interessanti c’era il fondo farnesiano, ovvero il nucleo su cui si è formata nei secoli l’intera biblioteca, donato da Carlo di Borbone quando divenne re. Il 20 maggio invece è previsto un tipo di iniziativa molto diversa, ma forse più in linea con lo spirito del Maggio dei Libri. Ad essere interessato sarà il quartiere del Vomero, che è la zona più commerciale della città di Napoli e che negli ultimi anni ha conosciuto un triste declino culturale, con la chiusura di quelle che un tempo erano le librerie più importanti. Durante la giornata del 20 maggio degli studenti si proporranno come ideali ciceroni intenti nella lettura di brani di libri che illustrano la città di Napoli e le sue bellezze; saranno coinvolti anche artisti, attori, scrittori per dare al Vomero un volto meno commerciale e più umano. Un’altra interessante iniziativa è prevista invece per il 26 maggio, ed è il consueto omaggio al maestro Marcello D’Orta, autore del noto libro “Io speriamo che me la cavo”. L’iniziativa in oggetto si chiama infatti “Premio Sgarrupato”. Nei dodici mesi precedenti alla consegna del premio i ragazzi delle scuole medie e superiori di Secondigliano sono stati incaricati di leggere tre libri di autori locali. Durante la manifestazione i ragazzi si incontreranno con gli autori, esporranno le loro idee e la loro critica sui testi letti, e daranno vita ad un appassionante confronto anche con i loro insegnanti. Questi non sono solo che pochi spunti, perchè gli eventi previsti per il Maggio dei Libri in tutta la penisola sono molti di più!

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I libri salveranno il mondo

Posted by on Mag 2, 2016 in Uncategorized |

Da sempre è noto il grande potere che la letteratura e i libri in generale hanno di cambiare il mondo. Leggere un libro significa entrare in una nuova realtà, apprendere cose prima sconosciute, allargare i propri orizzonti mentali. Ma forse fino ad oggi nessuno aveva concretamente sperimentato quanto davvero grande sia il potere di un libro. A farlo è stato Samer-al Kadri, un siriano che nel suo Paese faceva l’artista editore, curando la pubblicazione di libri per bambini. Poi la guerra lo ha costretto a fuggire dalla Siria, così come è accaduto a tanti altri suoi connazionali, per trovare rifugio in Turchia. In Turchia però gli immigrati, come in molte altre parti del mondo, non sono affatto visti di buon occhio. Vengono ghettizzati ,ricoperti di pregiudizi e infamie, e così finiscono per sentirsi doppiamente soli. Da una parte c’è l’amarezza e il dolore di aver dovuto abbandonare la propria patria; dall’altra c’è anche la vergogna di vedersi additare come dei diversi, e di non sentirsi accettati dalla comunità in cui si vive. Per rendere un po’ più sopportabile la cattività dei profughi, Samer-al Kadri ha deciso di provare a riprendere la sua vita dal punto in cui si era bruscamente interrotta. Arrivato ad Istanbul ha pensato di aprire una libreria. La sua creatura si chiama “Pages”, ovvero pagine, e il suo nome arabo è “Safahat”. Infatti l’ambiente è stato costruito in stile prettamente arabo. La libreria si disloca su tre piani e si trova nel cuore della città, nel quartiere Ayvansaray in Fatihè. Al-Kadri ha voluto che in questo luogo si sentissero accolti tutti coloro che invece non si sentono ben accetti in nessun altro posto; quindi non solo siriani come lui, ma anche iracheni, libici, egiziani. Per questo la sua libreria non ha solo un puro scopo commerciale: chi viene qui può anche mettersi a leggere i libri senza doverli per forza comprare, ma ha modo di incontrarsi anche con altre persone, di scambiare idee ed opinioni. Infatti la struttura è polivalente: c’è un piano dedicato ai bambini, uno riservato alla libreria e un altro in cui invece vengono ospitate iniziative di vario genere come conferenze, convegni, corsi, e anche un piccolo cinema. Al-Kadri in un’intervista ha enunciato esplicitamente quelli che erano i suoi intenti nell’aprire “Pages”, e che restano costanti anche oggi. Il suo tentativo è quello di superare le divisioni interne al mondo arabo, e di superare la diffidenza dei cittadini nei confronti degli immigrati e dei rifugiati. Un altro obiettivo molto ambizioso del libraio è di restituire dignità al suo popolo e, in generale, di cambiare l’immagine stereotipata che gli occidentali hanno del mondo arabo. In tempi tanto cupi, caratterizzati dal terrore e dalla diffidenza, si tende a dimenticare che anche tra i siriani ci sono stati grandi letterati, uomini illuminati che hanno lasciato messaggi di pace, speranza, pacifica convivenza. Ma di certo l’utilità più immediata della libreria di al-Kadri è quella sociale. Creando questo luogo egli è infatti riuscito là dove molte importanti trattative internazionali hanno fallito, ovvero creare un’integrazione reale e non fittizia tra turchi e siriani. La condizioni degli immigrati siriani in Turchia è per molti versi drammatica: chi vive nei campi di accoglienza deve sopportare situazioni di vita al limite, gli altri non vengono accettati in seno alla comunità nemmeno per lavorare, perché la legge locale vieta di assumerli. Quindi “Pages”, grazie al messaggio universale veicolato dalle parole scritte nei libri, riesce a ricondurre l’umanità al suo stato ideale di uguaglianza tra tutti, almeno all’interno delle sua accoglienti mura.

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La Children’s Book Fair di Bologna

Posted by on Apr 18, 2016 in Uncategorized |

Bologna la rossa, Bologna la dotta, Bologna la grassa: questi sono i tre appellativi con i quali è più nota la città emiliana. Ma se ne potrebbe aggiungere anche un quarto: Bologna la città dei libri e, nello specifico, dei libri per bambini. Tra il 4 e il 7 aprila Bologna ospita la Children’s Book Fair, una delle maggiori esposizioni mercato di libri dedicati ai più piccoli, che non può definirsi solo, in modo riduttivo, una “fiera”, ma che è una vera e propria kermesse che invaderà la città in molti angoli e spazi, anche quelli non istituzionalmente dedicati alla cultura. Quindi sono coinvolte le biblioteche e le librerie, i teatri e i musei, oltre che la zona Fiera, e tanti altri spazi sotto le Due Torri. Moltissimi gli eventi del programma, di natura composita e diversa tra di loro. Si parte dall’assegnazione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, che viene dato ad autori di libri destinati a lettori di età compresa tra i 6 e i 10 anni e gli 11 e i 15 anni. Un comitato scientifico, presieduto da Tullio De Mauro, ha selezionato i 55 finalisti, ma l’ultima parola è poi spettata a quella che si potrebbe definire una “giuria popolare”: gli studenti di 50 scuole che hanno scelto i due vincitori, premiati dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini nella giornata del 6 aprile. Si passa poi per una mostra di illustrazioni in cui si possono osservare le tavole originali di 50 dei disegnatori più noti e bravi del mondo, tra cui Altan e Quentin Blake. Le mostre in realtà sono due, perché ne è prevista anche una seconda in cui si espongono le tavole selezionate tra le 15.955 arrivate a Bologna. Questi eventi, ivi compreso il padiglione della Germania curato dalla Fiera del libro di Francoforte e dal Goethe Institut, sono dedicati agli specialisti del settore editoriale per ragazzi, mentre questi ultimi sono protagonisti nelle giornate dell’8, 9 e 10 aprile, quando la Fiera viene aperta al pubblico. Anche in questo caso il cartellone degli eventi è davvero molto vasto, e comprende soprattutto molte celebrazioni in onore di Shakespeare, di cui ricorrono i 400 anni dalla morte, e Cervantes, l’autore del “Don Chischiotte”. Ci sono poi moltissimi laboratori dedicati ai più piccoli e ai ragazzi più grandi, uno spettacolo dedicato a Pinocchio, e una serie di appuntamenti incentrati sull’autore Roald Dahl, autore, tra gli altri libri, de “La fabbrica del cioccolato”. Tra le giornate del primo di aprile e del 10 aprile le biblioteche, inoltre, sono protagoniste perché ospitano ben 33 iniziative di varia natura. In Sala Borsa, ad esempio, si svolge “Achtung kartoffel”, incentrato sugli activity books che sono tra i preferiti dei bambini; a Palazzo d’Accursio c’è invece la mostra “Libri folli e bellissimi”. Anche la Cineteca viene coinvolta con una piccola rassegna di film studiata ad hoc. Bologna si riconferma, con questa iniziativa, una città poliedrica e multiforme, che grazie alla sua strutturata Zona Fiera è capace di ospitare eventi di diversa natura, dando un’accoglienza esaustiva e impeccabile. L’Assessore alla Cultura del Comune, Davide Conte, ha inoltre sottolineato l’impegno dell’amministrazione nei confronti delle fasce più giovani della popolazione, che devono continuamente essere stimolate, mentre Antonio Bruzzone, direttore generale di Bologna Fiere, ha espresso il suo entusiasmo per il successo di Children’s Book Fair ma anche del Cosmoprof, salone dedicato ai prodotti di bellezza che si era chiuso pochi giorni prima con 250 mila visitatori.

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La lettura rende liberi

Posted by on Mar 30, 2016 in Uncategorized |

Il mondo della letteratura è piena di storie edificanti, inventate da autori con tanta fantasia e l’estro della penna: ma, come si suol dire, può anche accadere che la realtà superi la fantasia, o che offra sprazzi di vita che non sfigurerebbero narrati in un libro. Questa storia inizia grazie ai social network e ad uno dei tanti curiosi che con il suo smartphone va in giro per le strade della città fotografare qualcosa che attiri la sua attenzione per poi condividerlo con i suoi follower. La città è Milano, e la fotografia, diffusa attraverso Twitter con l’hashtag #Camilleri, è quella di un uomo, uno dei tanti senzatetto che purtroppo affollano i centri urbani spesso senza nemmeno più venire notati, immerso nella lettura di un libro. Il libro in questione è uno dei numerosi romanzi scritti da Andrea Camilleri che hanno come protagonista l’ormai celeberrimo commissario Montalbano. A questo punto si scatena la curiosità sul conto di questo atipico clochard amante della lettura, ed esce fuori la sua storia, che lui racconta senza troppi fronzoli e con una buona dosa di timidezza, quella tipica di chi non è solito essere al centro dell’attenzione. A rendere nota la sua vicenda è stato il quotidiano La Repubblica. Il senza tetto lettore si chiama Walter ed ha 53 anni. Del suo passato svela pochissimo, se non di aver in passato fatto il barista e di essere poi stato licenziato, In seguito ha perso la casa e la sua famiglia e si è adattato a vivere in strada, perchè non vuole accettare l’accoglienza dei centri dedicati ai senza fissa dimora. Adesso Walter siede agli angoli della strada, con un cartone e qualche coperta per non sentire troppo freddo, a poca distanza dal Duomo. Un giorno sul bordo di un marciapiede, continua a raccontare, trova un piccolo libro dalla copertina blu. Prima di allora, rivela, non aveva mai letto un libro per intero; Walter ha conseguito solo il diploma di terza media. Ma adesso ha tanto tempo libero, e quel libro lo intriga: inizia a scorrerne le prime righe e poi non si ferma più. Quel volume è un romanzo del commissario Montalbano. Da quel momento in poi inizia la sua grande passione, che viene alimentata grazie alle donazioni dei passanti che, conoscendo il suo amore per la lettura, gli prestano i propri libri. Fino a che a Walter viene scattata la foto che finisce su Twitter, e viene vista anche dall’agente di Camilleri che subito ne parla con l’autore e con la casa editrice dei romanzi di Montalbano, la Sellerio. Andrea Camilleri accoglie la notizia del clochard che ama i suoi libri con un sorriso e una morale: infatti secondo lui questa vicenda dimostra il potere straordinario che ha la lettura di trasportare le persone in un’altra realtà, in un altro mondo diverso da quello in cui si vive. La casa editrice invece ha deciso di fare di più, con l’autorizzazione e l’approvazione dello scrittore: ovvero regalare a Walter tutti i libri di Camilleri da loro editati. Raggiunto da questa notizia, il senza tetto sorride un po’ timidamente e si schernisce. A lui fa molto piacere il pensiero di poter leggere quella mole di volumi ma, spiega, non ha un luogo dove poterli conservare perché non ha un casa. Quindi, conclude, non potrà fare altro che lasciarli in giro, affinchè qualcun altro, proprio come lui, possa scoprire il piacere della lettura grazie ad un libro abbandonato per strada.

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BUK, il Festival della piccola e media editoria

Posted by on Mar 14, 2016 in Uncategorized |

In Italia il settore editoriale sta attraversando un momento di grande crisi che non risparmia né le realtà maggiori né quelle minori. Se però le grandi case editrici hanno risorse e possibilità tali da poter far fronte anche ai periodi meno rosei, le cose cambiano per la piccola e media editoria, che deve fare quadrato al fine di valorizzare al massimo le sue peculiarità. Per questo l’edizione 2016 del BUK è stata particolarmente importante, perché ha consentito di nuovo l’incontro di idee ed esigenze diverse in uno spazio comune fertile, capace di apportare nuova linfa vitale al settore. Ma che cos’è BUK?

buk

BUK è il festival della piccola e media editoria, voluto fortemente dallo scrittore Francesco Zarzana ed organizzata dall’associazione Porgettarte. BUK è giunto quest’anno alla sua nona edizione e, dopo l’appuntamento speciale del 2014 che si svolse anche a Catania, è tornato nella sua sede istituzionale, ovvero la città di Modena. BUK 2016 ha avuto luogo nel fine settimana del 20 e 21 febbraio presso il Foro Boario di via Bono da Nonantola, e come sempre si è rivelato molto più che una semplice fiera di settore, ma un’agorà aperta in cui confrontarsi e crescere. Le case editrici presenti erano oltre 100. Si tratta di realtà minori, che spesso non godono della risonanza e della notorietà dei grandi colossi editoriali ma che propongono una letteratura di nicchia e di grande qualità, perché possono prestare più attenzione agli autori emergenti o a settori del sapere meno nazional popolari ma non meno interessanti di altri. Già nelle edizioni passate BUK ha mostrato le sue potenzialità: nel 2014 ha consentito a Modena di entrare a far parte del circuito delle Città del Libro; nel 2015 il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha conferito all’iniziativa una Medaglia come riconoscimento delle sua alte virtù. Al di là della presentazione delle novità editoriali, gli eventi che hanno animato la due giorni modenese sono stati molteplici. Ci sono stati incontri con gli autori; laboratori creativi e reading letterari, e molte conferenze e convegni che quest’anno hanno avuto un minimo comun denominatore. Infatti l’organizzazione ha voluto dedicare il BUK 2016 ai caduti di Brema. Si sono cioè volute ricordare le giovani vittime di un incidente aereo che occorse il 28 gennaio 1966, in cui morirono le migliori promesse del nuoto italiano e un giornalista Rai. A loro sono state intestate le sale in cui si sono svolti i vari appuntamenti del BUK; inoltre sabato 20 febbraio, visto che nel 2016 ricorre l’anniversario dei cinquant’anni della tragedia, è stato proiettato il docufilm che ricostruisce la vicenda e che si intitola “Tra le onde del cielo”. Ma molti altri sono stati gli appuntamenti emozionanti che si sono tenuti tra sabato e domenica: il 20 mattina c’è stata la conferenza Creative Girls, durante la quale si è parlato del rapporto tra le donne e le nuove tecnologie. Il 21 invece si è svolto un interessante confronto, a cui erano presenti i più importanti rappresentanti della discografia italiana, per parlare del futuro della musica nel nostro paese. Ovviamente però gli eventi clou sono stati quelli riguardanti i libri: l’incontro con la blogger Angela Pavese, che ha pubblicato il libro “Like” in cui si parla della moderna ossessione per l’approvazione altrui; è stato inoltre presentato il volume “Io non taccio. 8 storie di giornalisti che non mollano”, che parla di reporter coraggiosi e disposti a tutto pur di far emergere la verità. Infine il BUK non ha dimenticato i bambini, che sono tra i lettori più accaniti: a loro è stato dedicato uno spazio apposito.

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Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Mar 4, 2016 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

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Gli IN-book e la CAA

Posted by on Feb 29, 2016 in Uncategorized |

C’erano una volta i libri, che con il tempo sono stati affiancati dagli e-book, la loro controparte digitale. Fin dal giorno in cui sono comparsi i primi libri in formato multimediale si è accesa una diatriba ancora ben lungi dallo spegnersi: meglio il caro vecchio libro tradizionale fatto di fogli di carta, o meglio il nuovo e-book, più leggero e pratico, e gli e-reader, che consentono di portarsi dietro anche intere biblioteche? Quale che sia la parte da cui ci si intende schierare, sta di fatto che gli è-book presentano un aspetto che in pochi hanno ancora colto. La loro natura interattiva può essere di grande aiuto a tutti coloro che hanno difficoltà ad imparare a leggere, specie a chi soffre di particolari disabilità. Ad esempio, ci sono bambini che trovano più difficile rispetto ai loro coetanei imparare a comunicare. Non si tratta di un problema intellettivo. Si tratta di trovare la strada giusta per trasformare in parole concetti che hanno ben chiari in mente. Gli esperti di pedagogia, che cercano sempre di mettere a punto degli strumenti per aiutare i loro piccoli pazienti, sanno bene quale sia l’importanza delle illustrazioni e della lettura ad alta voce per un bambino. Il modo migliore per inculcare nelle giovani menti dei nuovi concetti, e per consentire loro di impadronirsi dell’alfabeto acquisendo la capacità di esprimere quello che pensano, consiste nel permettere loro di associare le parole a delle figure. Inoltre, la voce di un genitore o di un insegnate che legge e rilegge le pagine del libro preferito aiuta il bambino a familiarizzare con termini e suoni che all’inizio per lui sono del tutto estranei. Un libro illustrato però, per quanto ben fatto ed accattivante, non è sufficiente per aiutare e stimolare un bimbo che abbia qualche deficit. Ecco allora che si è maturata l’idea di rivolgersi alle nuove tecnologie mettendo a punto uno speciale e-book che si chiama IN-book. Il prefisso “in” sta per “inclusione”: l’IN-book serve per comunicare in modo semplificato e interattivo, in modo tale che anche chi ha qualche problema di comunicazione possa trovare il modo di esprimersi. In Italia esistono alcuni centri specializzati in quella che viene definita in gergo tecnico la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), come ad esempio il Centro Sovrazonale di Milano e il Centro Benedetta D’Intino. La CAA mette a punto un nuovo linguaggio che collega strettamente tra di loro le parole e le immagini che esprimono il concetto che la parola contiene. Si tratta di un alfabeto intuitivo e di immediata comprensione che consente ai bambini con difficoltà sia di poter capire quello che leggono sia di esprimere quello che stanno pensando. La testimonianza dell’efficacia della CAA viene da Chiara, che è la mamma di Domenico, un bambino che non riusciva a comunicare nemmeno con i suoi genitori. Chiara e suo marito Tommaso non si sono dati per vinti, e hanno cercato una strada per consentire al loro piccolo di essere come tutti gli altri. Hanno così scoperto gli IN-book. Chiara ammette che non è stato facile, in quanto questi strumenti, e i relativi corsi per imparare ad usarli, sono per lo più a disposizione di logopedisti e addetti del settore e non a singoli genitori. Quando però, grazie alla sua caparbietà, è riuscita ad acquistare un software capace di creare IN-book (SymWriter) ha detto di aver facilmente coinvolto anche gli altri bambini dell’asilo di Domenico e le sue maestre. Soprattutto lui ha finalmente potuto cominciare a raccontare ai suoi genitori le sue giornate. Ora Chiara auspica solo che molti altri libri vengano tradotti in CAA, per poter leggere sempre nuove favole al suo Domenico.

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