I Libri aiutano a Leggere il Mondo

Posted by on Nov 14, 2017 in Uncategorized |

Si è ripetuta anche quest’anno in Sardegna, per la sua ottava edizione, la manifestazione “I libri aiutano a leggere il mondo”, un evento che sottolinea quanto la lettura sia una delle strade privilegiate per sviluppare il proprio senso critico e poter così avere una visione più chiara e illuminata delle cose. L’aspetto più curioso dell’evento è che quest’anno ha avuto due diverse “vite”: la prima, stabile, presso l’edificio della “Manifattura tabacchi” di Cagliari, tra il 26 e il 29 di ottobre 2017; la seconda invece è stata itinerante, è durata fino al 9 novembre e ha toccato diversi altri piccoli centri dell’isola. Per l’edizione 2017, oltre a questo divertente e interessante format che si è dipanato attraverso ben 40 iniziative diverse, si è pensato ad un titolo molto significativo: “Il gioco delle regole”. Tale titolo è stato ispirato dagli scritti del narratore francese George Perec, il quale sostiene che le regole servono solo per potersi sentire veramente liberi, anche di infrangerle, per esempio, come accade nel titolo della manifestazione che inverte la tradizionale locuzione “le regole del gioco”. Quindi quest’anno “I libri aiutano a leggere il mondo” si è voluto confrontare con una tematica estremamente delicata: la possibilità di mettere in discussione anche le regole date, la volontà di non accettare in modo passivo una legge imposta, la necessità di essere cittadini consapevoli e vigili per poter dare vita ad una società migliore, più giusta, davvero a misura d’uomo. Come dicevamo le iniziative che sono state organizzate sono state davvero numerose, e vi hanno preso parte ben 35 ospiti. Ospiti che hanno dato vita a tavole rotonde, mostre, lezioni, rassegne, e si sono confrontate con un pubblico vivace e attento. Tra i nomi che si sono avvicendati nel corso della kermesse ricordiamo la giornalista Rai Francesca Barzini, che ha trattato il tema della famiglia; il fotografo Dario Coletti, che dopo il terremoto de L’Aquila ha dato vita ad un progetto reso possibile con il crowdfunding; Guido Marangoni, che con i racconti che ha scritto su una ragazzina disabile, Anna, ha aiutato molte persone ad avvicinarsi con occhi diversi questa realtà. “I libri aiutano a leggere il mondo”, poi, non ha parlato solo di libri, ma anche di musica e di arte. Al termine di ogni giornata, infatti, si è svolto un appuntamento dal titolo “Leggere il mondo”, in ognuno dei quali si è raccontata una storia che ha a che fare con il mondo delle note. Si è parlato di Beethoven; di John Steinbeck e del suo noto romanzo “Furore” da cui è stato tratto un concerto letterario dal titolo “Polvere”; del cantautore Woody Guthrie. Non è mancata una sezione dedicata agli studenti e alle scuole, “Laboratorio Europa”, in cui i giovani sono stati coinvolti in tanti progetti di varia natura; e ci sono state, in parallelo, mostre e installazioni dedicate soprattutto al tema delle migrazioni. I libri si sono così riconfermati uno spunto vitale per parlare di tante cose diverse, una finestra sul mondo capace di aprire lo sguardo e di farci capire che i confini non esistono che nella nostra mente. Ad organizzare l’ottava edizione di “I libri aiutano a leggere il mondo” è stata l’associazione Malik, con la direzione di Laura Pisu, e visto il grande successo che ha riscontrato non ci sono dubbi che l’anno prossimo verrà realizzata anche una nona edizione.

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Come e quanto si legge in Italia

Posted by on Nov 14, 2017 in Uncategorized |

Anche quest’anno si è tenuta una delle più grandi fiere del libro che si svolga al mondo, la Buchmesse, la Fiera del Libro di Francoforte. Tantissime, come sempre, le iniziative che si sono susseguite tra l’11 e il 15 del mese di ottobre 2017, e tante le notizie diffuse in merito al mondo dell’editoria. La Fiera del Libro è da sempre il luogo che l’AIE (Associazione Italiana Editori) sceglie per presentare il rapporto annuale in merito i dati raccolti nel corso dell’anno precedente (nel nostro caso, il 2016) relativi alla vendita di libri e alle tendenze che si affermano tra i lettori. Ecco cosa è emerso dal report di quest’anno. In generale, si è notata una ripresa del mercato del libro nel senso di maggiori incassi, legati però non ad un maggior numero di acquirenti ma solo alla crescita del prezzo di copertina dei libri. Infatti da questo punto di vista si nota un trend crescente negli ultimi anni, quando il costo dei libri è lievitato ogni anno un po’ di più. Rimangono stabili le vendite in materia di narrativa, sono cresciute le vendite di manuali e, dato che si è presentato come decisamente in controtendenza, sono scese invece le vendite dei libri per bambini, che tradizionalmente invece in Italia è sempre stato lo zoccolo duro dell’editoria. Pare però, dai primissimi dati che sono stati raccolti per l’inizio del 2017, che tale dato già si stia smentendo con una ripresa delle vendite dei volumi per l’infanzia. Sembra invece andare peggio la manualistica, mentre la narrativa continua a restare stabile. C’è da dire che il popolo italiano si riconferma una popolazione di lettori non convinti: i lettori forti, che leggono una media di 12 libri l’anno, sono pochissimi ma non accennano a diminuire. Per il resto si continua a leggere molto poco. Un dato interessante verifica che sono diminuite le traduzioni di libri stranieri, quindi è la produzione editoriale italiana che va per la maggiore, o che quantomeno viene privilegiata dalle case editrici. Riguardo poi l’annosa questione della possibilità, da parte degli e-book, di soppiantare il libro di carta, si è notato come, dopo il boom degli anni scorsi, l’interesse nei confronti del format digitale stia scemando, con un calo di vendite non solo dei titoli di e-book ma anche dei dispositivi per leggerli, tablet e e-reader. Gli italiani, poi, sembrano aver scoperto la vendita on line. La percentuale di chi compra i suoi libri tramite internet è infatti cresciuta nel 2016 rispetto al 2015, anche se la grande distribuzione resta il canale privilegiato. Non bisogna dimenticare infatti che la maggior parte delle librerie italiane ormai ha cambiato il suo format, accogliendo al suo interno anche un bar e vendendo ogni tipo di bene, non solo libri. Forte è la crisi di luoghi di vendita di libri che invece negli anni Ottanta e Novanta sono andati per la maggiore, vale a dire gli autogrill. Infine, si è registrato che la narrativa italiana non va bene solo entro i confini nazionali, ma anche all’estero, perché molti titoli nostrani sono stati venduti ad altri Paesi. Si riconferma anche il dato per cui tutti i Paesi europei sono popolati da lettori molto più convinti di noi italiani. Anche se nel 2016 sono stati incassati in tutto 2,561 miliardi di euro, facendo registrare un 1,2% in più rispetto al 2015, ancora si è lontani dai dati pre-crisi.

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I libri sensoriali, o “quiet book”

Posted by on Nov 14, 2017 in Uncategorized |

Chi ha detto che un libro deve contenere solo parole? In realtà il libro è uno scrigno magico il cui compito è quello di condurci verso altri mondi. Quindi le possibilità con cui questo si può realizzare sono praticamente infinite, e di certo non limitate alle lettere dell’alfabeto! Questo è l’aspetto che manca ad un e-book e che resta l’insostituibile punto di forza di un libro fisico: non è detto che al suo interno ci debba esser una storia raccontata con le parole, perché quella storia può essere raccontata anche attraverso la stessa fisicità del libro. Questo è ad esempio il caso dei “quiet book”, il termine anglosassone che noi traduciamo con “libri sensoriali”, anche se non si tratta di una traduzione letterale. “Quiet book” vuol dire infatti “libro della tranquillità”, in quanto è destinato ai bimbi più piccoli per far loro passare un po’ di tempo in modo sereno, giocando e imparando. Si tratta di uno strumento prezioso per un piccolo che sta appena iniziando ad esplorare il mondo, e lo fa di certo non leggendo, ma attraverso il tatto, toccando le cose e osservandole. Cosa se ne fa di un libro un bimbo che non sa leggere? È questo il punto: il quiet book non contiene parole, e a ben vedere nemmeno pagine in senso stresso. Di solito si tratta di libri fatti di stoffa morbida e colorata, ma anche di plastica soffice o altri materiali che non possono essere nocivi per il bambino (perché non è escluso che possa metterlo in bocca!). Ogni pagina racconta una storia, a modo suo, perché è fatta di tante cose che il bambino può letteralmente manipolare. I soggetti che si possono trovare sono infiniti e attingono solo alla fantasia dello “scrittore” che, volta per volta, può insegnare qualcosa di diverso al bambino. I libri sensoriali infatti sono un gioco ma hanno sempre uno scopo didattico: possono servire per insegnare al bambino a leggere e scrivere. Ad esempio,ogni pagina può essere una lettera dell’alfabeto, associata ad un’immagine il cui nome inizia proprio per quella lettera. Il punto è che, a differenza di un libro di carta, qui ogni elemento può essere toccato e usato. Se sotto la lettera “S” c’è una scarpa, la scarpina realizzata in rilievo avrà anche dei lacci che il bimbo dovrà provare ad annodare. Così impara l’alfabeto, e al tempo stesso ad allacciarsi le scarpe da solo! Oppure, sul libro ci potrebbe essere un abaco fatto con delle perline infilate su fili. Spostando le perline il piccolo “lettore” imparerà a contare. Le possibilità sono davvero sconfinate e i bambini adorano questo tipo di libri. Se ne trovano tanti in commercio, realizzati solo con i materiali migliori e davvero molto ben fatti, sempre a metà tra il gioco e l’insegnamento. Ad esempio ci sono libriccini che hanno come protagonista una piccola bambola che si può staccare dalla copertina e si può usare sulle altre pagine interne per farle fare tante attività diverse. Oppure ci sono libri che riproducono la tastiera di un computer con lettere che si possono rimuovere per formare le parole che si conoscono. Da ultimo, l’aspetto davvero interessante dei quiet book è che non c’è bisogno di acquistarli, ma si possono facilmente realizzare in casa con un po’ di feltro, bottoni e nastri, e tanta fantasia. Basta sempre fare attenzione a non usare parti troppo piccole che il bambino potrebbe ingerire.

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Nessun limite alla lettura: è bello leggere più libri contemporaneamente

Posted by on Nov 14, 2017 in Uncategorized |

A volte i “lettori incalliti” si fanno delle convinzioni monolitiche che è difficile mettere in discussione: conciliare punti di vista diversi sembra impossibile. Così, ad esempio, è accaduto per la diatriba tra e-book e libri cartacei. Chi sostiene gli uni o gli altri non vuole assolutamente conciliare la sua posizione con quella degli avversari: solo adesso si avanza timidamente l’ipotesi che, semplicemente, si potrebbero leggere gli uni e gli altri a seconda delle necessità e della convenienza del momento. Un’altra vexata quaestio riguarda la lettura di più libri contemporaneamente: per alcuni anche solo pensare di fare una cosa del genere è una vera eresia, perché ogni libro deve essere gustato come un piacere solitario. Ma è davvero così? In realtà è apparso un articolo on line sull’autorevole rivista statunitense “Bustle” che elenca invece alcuni buoni motivi per cui non solo è possibile, ma è anzi opportuno affrontare la lettura contemporanea di due o più libri. Vediamo quali sono. Il primo è di tipo squisitamente pratico. Mettiamo il caso che la scuola abbia dato all’alunno un elenco di libri da leggere in un certo arco di tempo. Poniamo il caso inoltre che uno di questi libri sia davvero molto pesante e ostico nella lettura: potrebbe succedere che il lettore si impantani su queste pagine senza essere in grado di leggere poi gli altri. Viceversa, leggendo anche due o tre volumi in contemporanea si potrebbero portare avanti i brani più faticosi alternandoli con altri più piacevoli e leggeri, e alla fine si riuscirebbe a portare a termine tutti i libri. Similmente, potrebbe accadere che si debba leggere un libro per studio o per lavoro: perché privarsi del piacere della lettura per diletto fino a quando non lo si è terminato? Si potrebbe leggere il libro di studio nei momenti in cui la mente è più fresca e riposata, e riservarsi una lettura più amena e meno impegnativa per la sera o le ore di relax e svago. C’è poi da affrontare il discorso della personalità dei libri: ogni libro parla di qualcosa di diverso e offre stimoli differenti. Nessuno di noi è una creatura monolitica, anche la nostra personalità ha tante sfaccettature e potremmo avere bisogno di stimoli diversi anche nello stesso momento. Leggere libri che trattano argomenti disparati che toccano le corde del nostro animo può avere lo scopo di arricchirci e di non privarci di nulla delle molteplici cose di cui necessitiamo. Infine, affrontiamo anche il discorso del supporto. Leggere più libri contemporaneamente non vuol dire necessariamente farlo solo su supporto cartaceo, o solo su supporto digitale: si possono, anzi, si devono usare queste diverse forme per godere anche diverse i esperienze di lettura. Ad esempio, si potrebbe ascoltare un buon audiolibro con il lettore portatile mentre si fa jogging, per poi sedersi la sera in poltrona con un bel libro da sfogliare. Mentre si è in viaggio sul bus, sul treno o sull’aereo, invece, si potrebbe preferire il tablet, stipandoci magari all’interno tutti i nostri libri preferiti. In una parola un bravo lettore non si fossilizza mai sulle sue posizioni ma deve essere sempre caratterizzato da una qualità più che da ogni altra, ovvero dalla curiosità. Quindi, leggere più libri contemporaneamente non può avere altro effetto se non quello di espandere le sinapsi mentali permettendoci di vagabondare in molti mondi anziché uno solo.

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Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Ott 20, 2017 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

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La rivincita del libro di carta: cala la vendita degli e-book

Posted by on Ott 19, 2017 in Uncategorized |

Fin dal primo momento in cui sono apparsi sul mercato gli e-book hanno diviso il pubblico dei lettori. Da una parte gli affezionati della carta hanno additato i nuovi ritrovati tecnologici, gli e-reader, come dei mostri da bandire assolutamente dalle proprie biblioteche. Dall’altra gli appassionati di progresso e nuove tecnologie hanno preconizzato la fine del libro di carta: vuoi mettere quanto è più comodo, pratico ed economico un e-book? A parte il fatto che scaricarlo costa molto meno che acquistare un libro di carta, lo si può caricare su un dispositivo molto leggero e facile da portare in giro. Non solo, all’interno di quel dispositivo non ci entra un e-book solo, ma può andarci stipata un’intera biblioteca. Sta di fatto che in un primo momento erano i sostenitori degli e-book quelli che sembravano avere ragione. In pochissimo tempo le vendite sono arrivate alle stelle, con immane soddisfazione degli editori che potevano risparmiare sui costi di stampa e distribuzione. Ma oggi, 2017, anno in cui qualcuno aveva detto che sarebbe avvenuto lo storico sorpasso, ovvero si sarebbero venduti più e-book che libri di carta, si deve registrare una clamorosa ma non inattesa inversione di tendenza. In base ai dati raccolti dalla AAP (Association of American Publishers) il mercato americano sta segnando una netta rimonta dei libri cartacei, le cui vendite sono aumentate del 20% mentre le vendite degli e-book stanno inesorabilmente scemando e sono calate di ben il 30% rispetto all’anno scorso. E pensare che gli USA sono la culla di questi nuovi attrezzi elettronici. Come è possibile dunque che l’innamoramento nei confronti degli e-book sia durato tanto poco e che in così breve volgere di tempo si sia tornati al vecchio e rassicurante cartaceo? Le spiegazioni potrebbero essere molte, prima fra tutte quella già data in tempi non sospetti da Umberto Eco, che aveva previsto come un libro che non corre il rischio di spegnersi, e quindi possa essere letto in qualunque frangente e in qualunque luogo ci si trovi, non avrebbe mai potuto essere soppiantato da un apparecchio che invece ha costante necessità di energia elettrica. Ma il vero motivo, spiegano gli esperti della AAP, è un altro, e si chiama “fatica digitale”. Al giorno d’oggi siamo circondati da apparecchi tecnologici: lavoriamo al pc, siamo continuamente attaccati allo smartphone, persino gli orologi sono diventati digitali. Questo significa che quando ci vogliamo rilassare non ci va di metterci di nuovo davanti ad uno schermo, per quanto pensato appositamente per non affaticare la vista così come succedere per gli e-reader. Ci piace di più avere davanti una bella pagina di carta stampata. Ecco allora che le pecorelle stanno piano piano tornando all’ovile, almeno in America. E in Italia? Anche nel nostro Paese, che purtroppo però è notoriamente popolato da lettori piuttosto svogliati, tra il 2013 e il 2015 si è fatto registrare un netto calo di vendite di e-book. Bisogna dire inoltre che il mercato degli e-book nel nostro paese è favorito, perché a differenza di quanto accade in altre nazioni l’IVA che si applica sui libri digitali e quelli cartacei è la stessa. In conclusione, la profezia che più verosimilmente si avvererà per il futuro è che e-book e libri di carta, ben lungi dal farsi la guerra, continueranno a convivere in modo pacifico, offrendo ognuno i vantaggi propri del mezzo che usano.

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Libri in guerra: la nuova biblioteca della Striscia di Gaza

Posted by on Ott 19, 2017 in Uncategorized |

Quando si pensa alle popolazioni che vivono in un costante stato di guerra ed assedio militare, come ad esempio i palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza, si crede che le uniche necessità che avvertano siano di tipo materiale, come il cibo o i vestiti. Ma non sempre è così, anzi, quasi mai, in quanto gli esseri umani per sopravvivere hanno bisogno di molte cose, non solo e non sempre soltanto di beni materiali. Ad esempio, hanno anche bisogno di un luogo in cui ritrovarsi, scambiarsi idee, e leggere un buon libro. Questa necessità è stata avvertita da un giovane che si chiama Mosab Abu Toha. Mosab ha studiato presso l’Islamic University di Gaza e si è laureato nel 2014, quando però ha dovuto sospendere la festa che aveva in programma per l’importante traguardo raggiunto a causa di un attacco sferrato alla Striscia dagli israeliani. Dopo i bombardamenti che ebbero luogo nel corso di quell’attacco la Striscia è rimasta devastata: gran parte degli edifici è stata abbattuta e mai più ricostruita, tanto meno quelli che erano adibiti a servizi culturali. Mosab è rimasto disoccupato, così come è accaduto a tanti giovani come lui visto che la disoccupazione è praticamente la norma nella Striscia di Gaza. Poi un giorno ha iniziato a concepire un progetto: decise che avrebbe voluto aprire una biblioteca pubblica. Le uniche biblioteche presenti dove lui vive sono quelle delle Università, che però non sono aperte al pubblico ma possono essere fruite solo dagli studenti. Gli unici luoghi di ritrovo che ancora esistono sono i bar, ma Mosab ha pensato a tutte quelle persone che, come lui, magari avrebbero voluto parlare, confrontarsi, crescere culturalmente, anziché limitarsi a bere e giocare a carte. Inoltre Mosab aveva anche un’altra idea, più ambiziosa, in testa: permettere la crescita culturale di un popolo significa anche aiutarne l’autodeterminazione. Leggendo ciò che altri popoli hanno fatto, scoprendo in che modo è possibile sconfiggere un invasore, forse anche il popolo palestinese potrà ritrovare la sua dignità e costruirsi un futuro migliore. In una parola quindi Mosab voleva una biblioteca: ma come fare? Per prima cosa servono soldi e libri: così il giovane ha aperto una pagina Facebook sotto il nome di Mosab Mostafa e ha chiesto aiuto a chiunque volesse dargli una mano. Mosab ha chiesto più che altro libri, ma gli sono arrivate anche donazioni in denaro da tanti Paesi del mondo, Italia inclusa. Grazie alla generosità delle persone ha potuto permettersi di prendere in affitto un locale a Beit Lahia, che si trova nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Sono solo due stanze, molto meno di quello che Mosab avrebbe voluto, ma è comunque un inizio. In quelle stanza ha stipato tutti i volumi che gli sono arrivati da ogni continente: libri di ogni tipo, degli autori più famosi di sempre, come Charles Dickens, Fedor Dostojevskij, Bertrand Russell , e ancora altri ne attende. Inoltre ha accumulato 10 mila dollari che gli serviranno per pagare un bibliotecario per i primi tempi. Così, alla fine, agli inizi del mese di agosto 2017 ha potuto inaugurare la “Edward Said Public Library”. Molti dei libri che ha ricevuto sono in inglese, ma la gran parte dei palestinesi è in grado di leggere questa lingua; inoltre Mosab ha intenzione di animare la sua biblioteca con convegni, eventi, incontri, e anche un cineforum. Anche in mezzo alla morte e alla distruzione un libro può riportare la vita e la speranza.

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