Books for cooks: cibo e lettura

Posted by on Feb 6, 2018 in Uncategorized |

Sappiamo bene che, purtroppo, il nostro Paese non è uno di quelli in cui si legga di più; al contrario è uno di quelli in cui si legge di meno. Quando, anno dopo anno, si stilano i report della tipologia di libri che è stata maggiormente venduta si può notare come in testa alla classifica, tra i libri per l’infanzia e i manuali, ci siano soprattutto i ricettari e, in generale, i libri di cucina. Il cibo e la letteratura sono da sempre un binomio affascinante e anche oggi, in cui abbiamo la possibilità di cercare tutte le ricette che ci interessano semplicemente digitando una ricerca su Google, il fascino del ricettario rimane invariato. Sfogliandone le pagine è un po’ come se tornassimo indietro, a sbirciare tra le pagine del quaderno in cui la nonna annotava dosi e modalità di preparazione dei suoi prelibati manicaretti. Ma, c’è un ma: molto spesso le ricette che vengono raccontate sui libri di cucina sono difficilmente duplicabili. Magari richiedono ingredienti che non si trovano con facilità nei nostri supermercati, o non sono ben spiegate e quando proviamo a cimentarci tra i fornelli riusciamo solo a combinare un disastro e diamo la colpa di tutto al libro incriminato. Ma è davvero sua la colpa? Per mettere alla prova la validità delle ricette che vengono raccolte all’interno dei libri di cucina che ci sono in commercio una piccola libreria londinese ha dato il via ad un curioso esperimento che sta avendo un notevole successo, e ormai da alcuni anni. In questa libreria, infatti, non solo si possono trovare tutti i libri di cucina mai pubblicati al mondo, ma si può provare di persona a realizzarne le ricette per verificarne la validità! “Books for cooks”, questo il nome della libreria, è stata aperta nell’esclusivo quartiere di Notting Hill nel 1983 da Heidi Lascelles, che all’epoca faceva l’infermiera. In quel tempo, molto più che oggi, la cucina anglosassone era tutto fuorchè sana e salutare, mentre Heidi era consapevole di quanto la buona salute di una persona parta da quello che mette in tavola. Per propugnare una migliore cultura alimentare decise di aprire una libreria in cui raccogliere tutti i libri di cucina che fosse riuscita a reperire. Qualche tempo dopo ebbe anche un’altra idea: dotare la libreria di una cucina e permettere ai clienti di sperimentare personalmente le ricette lette sui libri. Oggi Heidi, da brava amante della buona cucina, vive in Italia, e la libreria che ha fondato viene gestita con entusiasmo dai coniugi Rosie Kindersley ed Eric Treuille. I due hanno ideato una formula molto efficace: ogni giorno della settimana servono il pranzo ad un ristretto numero di persone, scegliendo le ricette tra quelle dei numerosi volumi ammucchiati sugli scaffali di “Books for cooks”. Acquistano gli ingredienti necessari nel vicino mercato di Portobello Road, per evitare sprechi, e pubblicano il menu che si compone di un primo, un secondo e un dolce. I costi sono molto ridotti e quello che più piace agli avventori è l’atmosfera conviviale e raccolta che si crea tra i commensali, che di solito sono dei perfetti sconosciuti finché non varcano la porta della libreria. C’è un giorno dedicato ai vegetariani e un altro dedicato al pesce, così tutti vengono accontentati. Books for cooks propone un curioso connubio tra i profumi della cucina e della carta dei libri che da molti anni ormai si dimostra vincente.

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I libri e le fascette

Posted by on Feb 6, 2018 in Uncategorized |

In America le chiamano con una lunga espressione: “advertising paper book band with blurb on it”, che però viene sovente abbreviata semplicemente con il termine “blurb”. Si tratta delle fascette che vengono messe dagli editori sopra alla copertina di un libro. Da parte dei lettori c’è un rapporto di amore-odio con le fascette. Da una parte esse aiutano ad identificare dei tratti salienti del romanzo che si sta per acquistare, offrendo dunque degli elementi per decidere se quel libro fa davvero per noi. Dall’altra spesso tagliano le dita, si attorcigliano intorno alla copertina sovrapposta, e molto spesso finiscono per essere buttate. Ma quando è nato l’uso di mettere questa banda sopra i libri, e perché? La primogenitura delle fascette spetta ad un autore statunitense molto amato, il poeta Walt Whitman. Questi decise di mandare il manoscritto di una delle sue raccolte di poesia, “Foglie d’erba”, all’amico e critico letterario Ralph Waldo Emerson per avere un suo parere. Emerson fu molto generoso con Whitman, lo elogiò per il suo lavoro e gli scrisse, in una lettera piena di complimenti, anche questa frase “Ti vedo all’inizio di una grande carriera”. L’editore di Whitman, che poi decise di pubblicare la raccolta, trovò questa frase talmente di buon auspicio che la usò per realizzare la prima fascetta della storia. Era il 1856, e da allora quella di fare fascette è diventata una sorta di arte, non più solo un complemento del libro ma qualcosa che lo identifica al punto da incrementarne il volume di vendite. Si calcola infatti che la presenza della fascetta sulla copertina riesca a portare anche il 30% delle vendite in più: questo secondo i dati raccolti da AIE (Associazione Italiana Editori), anche se la percezione di molti è che in realtà l’abuso che si fa di questo strumento lo abbia reso un po’ meno efficace di quanto non lo fosse in passato. Adesso almeno un libro su due ha il suo “blurb”: se un tempo esso serviva soprattutto per ricordare qualche premio vinto, o per riportare il numero delle copie già vendute in caso di ristampa, oggi invece sulle fascette viene scritto di tutto. A volte le informazioni sono fuorvianti; molto spesso le frasi sono semplici slogan pubblicitari che hanno lo scopo di attirare l’attenzione del lettore per spingerlo a comprare quel libro. In America molto spesso sulle fascette viene riportata solo una parola, ma in Italia sembra che questa sobrietà non funzioni. Di solito si riporta invece un’opinione, una frase scarna di un altro autore che abbia dato la sua opinione sul libro in questione e sul suo scrittore. Chiedere però ad uno scrittore di dire cosa ne pensa del lavoro di un suo collega può anche essere controproducente, nel senso che quasi mai il suo pensiero sarà davvero spontaneo e rispondente al vero. Così come ipotizzato da Woody Allen nel suo film “Midnight in Paris”, dove sulla scena appare un memorabile Ernest Hemingway, quando si giudica il prodotto della creatività altrui non lo si fa mai positivamente, o per una reale valutazione o per invidia nei confronti di un’opera ben fatta. Quindi se un autore scrive una fascetta su un altro autore di solito lo fa su spinta della casa editrice, la quale pubblica i libri di entrambe. Le fascette insomma rispondono a molteplici scopi: e i lettori più accorti hanno un metodo davvero utile di riutilizzarle, trasformandoli in comodi e pratici segnalibri.

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La festa della piccola editoria a Roma: “Più libri, più liberi”

Posted by on Dic 18, 2017 in Uncategorized |

Il mercato editoriale italiano, come è noto, vive da anni una profonda crisi legata al fatto che le persone che leggono sono sempre di meno. Ma non è questo l’unico fattore che sta spegnendo il mercato librario: l’altro aspetto è quello relativo alla mercificazione dell’oggetto-libro. Se notoriamente la letteratura e la carta stampata hanno avuto il compito di divulgare idee, di indurre la gente a pensare, di scoprire nuovi talenti, al giorno d’oggi purtroppo anche queste realtà sono diventate schiave del mercato. Le grande case editrici, quelle che detengono il potere assoluto, non investono sui giovani, non rischiano, ma preferiscono puntare sui best seller, sugli autori già quotati, e quindi su idee già sentite. Chi rischia, invece, è la piccola editoria, che però stenta a sopravvivere al confronto con i colossi del settore. Anche se, a ben vedere, sembra che le cose stiano prendendo una direzione diversa, in cui il coraggio di osare comincia anche a pagare. Tra il 6 e il 10 dicembre 2017 a Roma si è svolta la rassegna della piccola editoria, promossa dall’AIE (Associazione Italiana Editori) come ogni anno. Solo che quest’anno è stata scelta una location di eccezione, e i numeri hanno dimostrato come il settore dell’editoria indipendente, pur continuando per sua natura a restare una nicchia, stia però crescendo in modo esponenziale. Infatti nel 2016 il numero dei piccoli e medi editori è aumentato di oltre il 6%; i nuovi titoli pubblicati sono stati oltre l’1% e la quota di mercato è lievitata di oltre un 7%. Piccole cifre, certo, ma lusinghiere per un comparto che notoriamente viene dato per sconfitto in partenza. Ecco perché la kermesse “Più libri, più liberi” che è dedicata all’editoria indipendente quest’anno ha acquisito un nuovo peso. Peso, come dicevamo, sottolineato anche dal luogo in cui la manifestazione è stata ospitata. Non più, come in passato, la pur prestigiosa sede del Palazzo dei Congressi, ma la celebre “Nuvola” di Fuksas. Questo straordinario edificio, la cui inaugurazione è stata a lungo prorogata per via di vari problemi, con la fiera della piccola editoria ha ospitato per la prima volta un evento aperto al pubblico. Il direttore di Eur congressi, Plinio Malucchi, si è detto molto soddisfatto che “Più libri, più liberi” abbia in qualche modo inaugurato la “stagione pubblica” dell’edificio, che da questo momento in poi si pone come fulcro attrattivo della Roma moderna. Venendo poi ai contenuti dell’evento in se, il programma di quest’anno è stato davvero nutrito. Sono intervenuti molti ospiti prestigiosi, oltre 1000 autori italiani e non. Le case editrici presenti erano oltre 500, e oltre 500 gli eventi in programma. La tematica che si è voluta proporre quest’anno come centro dei dibattiti è stata la legalità. Tra gli ospiti intervenuti che si sono intrattenuti su questo delicatissimo argomento c’erano Pietro Grasso, Presidente del Senato, Corrado Augias e Roberto Saviano, solo per citare alcuni nomi. Non sono poi mancate stelle di prima grandezza nella letteratura contemporanea italiana, come Andrea Camilleri e Alessandro Baricco, e una miriade di altri autori di nazionalità anche non italiana che con le loro opere hanno voluto far riflettere e non solo intrattenere. Naturalmente c’è stata anche una sezione dedicata ai bambini, che da sempre sono lo zoccolo duro dei lettori nel nostro Paese, curata dalle Biblioteche di Roma. “Più libri, più liberi” si è espressa a favore della “bibliodiversità”, affinché le dure leggi del mercato non soffochino il proliferare e il diffondersi di nuove idee.

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I libri proiettati verso il futuro e quelli in viaggio dal passato

Posted by on Dic 18, 2017 in Uncategorized |

Chi ama la lettura non conosce confini o limiti, sa bene che un libro è un oggetto atemporale, che esisteva in passato ed esisterà anche nel futuro, con buona pace dei sostenitori degli e-book. Perché un libro è la storia che racconta e le storie sono immortali; e perché un libro è anche un oggetto che porta emozioni in sé e dal quale non è possibile separarsi, pena vivere un’esperienza mutilata. Questo appare evidente quando si confrontano diverse iniziative che hanno lo stesso soggetto, vale a dire i libri cartacei, ma che li esprimono in due modi completamente diversi. Diversi, certo, ma che riescono a raggiungere lo stesso scopo: portare i libri alle persone, o far avvicinare le persone ai libri, rendendoli esperienza collettiva, oltre che piacere di lettura personale. Partiamo raccontando di un progetto futuristico, futuribile, che per ora è in buona parte “virtuale” ma che potrebbe davvero rivoluzionare il nostro tradizionale concetto di biblioteca. Si tratta di una struttura che è stata costruita in Cina e recentemente inaugurata, dopo essere stata eretta in soli tre anni. Quasi un record, visti i risultati davvero stupefacenti. A collaborare alla progettazione e all’erezione dell’edificio sono stati alcuni dei più prestigiosi studi di architettura del mondo, in primis l’MVRDV olandese, il Tianjin Urban Planning and Design Institute (TUPDI) cinese, insieme a Bernard Tschumi Architects, Bing Thom Architects, HH Design e GMP. Il risultato dello sforzo congiunto di tutte queste menti è stata una biblioteca dal design assolutamente unico. L’idea è quella di un grande occhio, che infatti si trova al centro dei cinque piani complessivi sui quali si sviluppa la struttura. Si tratta di un’enorme sfera attorno alla quale sembrano fiorire come per magico incantamento, o per vegetazione spontanea, balconi, scale, scaffali, che si muovono in linee sinuose e avviluppano la sfera. I libri sono inseriti su queste scaffalature bianco candido, non come sfondo ma come parte stessa della struttura. Tutto è pensato per valorizzare al massimo l’esperienza di fruizione dei libri: ci sono sale di lettura, divanetti, spazi in cui ci si può raccogliere e altri invece in cui ci si può confrontare con gli altri. Lo spazio complessivo è di oltre 30 mila metri quadri, i libri che possono essere contenuti all’interno della Biblioteca di Tianjin più di un milione. Al momento però la maggior parte di quelli che si possono ammirare sono solo disegnati. Passiamo ora da questa straordinaria struttura ad un’altra ben più modesta e quotidiana: un’ape cross del 1979. Quest’ape però svolge lo stesso ruolo dell’imponente biblioteca cinese. Veicola libri verso chi li vuole, o verso chi, pur non sapendolo, ne ha bisogno. In questo caso parliamo di un progetto tutto italiano, nato nella mente di un giovane, Marco Sacchelli. Dopo aver conseguito la Laurea in Scienze Psicologiche, Marco ha cominciato a scrivere un blog trattando un argomento molto delicato e decisamente molto importante: la felicità. Ma, ha detto ad un certo punto, si è reso conto che non gli bastava un’esperienza virtuale. Così ha caricato un po’ di libri sulla sue vecchia ape e ha cominciato a frequentare le spiagge e le piazze di Forte dei Marmi, parlando di felicità, leggendo racconti sulla felicità. La cosa ha avuto un riscontro talmente positivo che ora il progetto “Happiness on the road” prosegue nelle scuole. Secondo Marco la felicità è nel presente, nel godere di ciò che si ha: e leggere ci fa capire che non siamo soli, che ciò che capita a noi capita a tutti, e che si può superare il male di vivere semplicemente vivendo.

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Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Nov 15, 2017 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

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I Libri aiutano a Leggere il Mondo

Posted by on Nov 14, 2017 in Uncategorized |

Si è ripetuta anche quest’anno in Sardegna, per la sua ottava edizione, la manifestazione “I libri aiutano a leggere il mondo”, un evento che sottolinea quanto la lettura sia una delle strade privilegiate per sviluppare il proprio senso critico e poter così avere una visione più chiara e illuminata delle cose. L’aspetto più curioso dell’evento è che quest’anno ha avuto due diverse “vite”: la prima, stabile, presso l’edificio della “Manifattura tabacchi” di Cagliari, tra il 26 e il 29 di ottobre 2017; la seconda invece è stata itinerante, è durata fino al 9 novembre e ha toccato diversi altri piccoli centri dell’isola. Per l’edizione 2017, oltre a questo divertente e interessante format che si è dipanato attraverso ben 40 iniziative diverse, si è pensato ad un titolo molto significativo: “Il gioco delle regole”. Tale titolo è stato ispirato dagli scritti del narratore francese George Perec, il quale sostiene che le regole servono solo per potersi sentire veramente liberi, anche di infrangerle, per esempio, come accade nel titolo della manifestazione che inverte la tradizionale locuzione “le regole del gioco”. Quindi quest’anno “I libri aiutano a leggere il mondo” si è voluto confrontare con una tematica estremamente delicata: la possibilità di mettere in discussione anche le regole date, la volontà di non accettare in modo passivo una legge imposta, la necessità di essere cittadini consapevoli e vigili per poter dare vita ad una società migliore, più giusta, davvero a misura d’uomo. Come dicevamo le iniziative che sono state organizzate sono state davvero numerose, e vi hanno preso parte ben 35 ospiti. Ospiti che hanno dato vita a tavole rotonde, mostre, lezioni, rassegne, e si sono confrontate con un pubblico vivace e attento. Tra i nomi che si sono avvicendati nel corso della kermesse ricordiamo la giornalista Rai Francesca Barzini, che ha trattato il tema della famiglia; il fotografo Dario Coletti, che dopo il terremoto de L’Aquila ha dato vita ad un progetto reso possibile con il crowdfunding; Guido Marangoni, che con i racconti che ha scritto su una ragazzina disabile, Anna, ha aiutato molte persone ad avvicinarsi con occhi diversi questa realtà. “I libri aiutano a leggere il mondo”, poi, non ha parlato solo di libri, ma anche di musica e di arte. Al termine di ogni giornata, infatti, si è svolto un appuntamento dal titolo “Leggere il mondo”, in ognuno dei quali si è raccontata una storia che ha a che fare con il mondo delle note. Si è parlato di Beethoven; di John Steinbeck e del suo noto romanzo “Furore” da cui è stato tratto un concerto letterario dal titolo “Polvere”; del cantautore Woody Guthrie. Non è mancata una sezione dedicata agli studenti e alle scuole, “Laboratorio Europa”, in cui i giovani sono stati coinvolti in tanti progetti di varia natura; e ci sono state, in parallelo, mostre e installazioni dedicate soprattutto al tema delle migrazioni. I libri si sono così riconfermati uno spunto vitale per parlare di tante cose diverse, una finestra sul mondo capace di aprire lo sguardo e di farci capire che i confini non esistono che nella nostra mente. Ad organizzare l’ottava edizione di “I libri aiutano a leggere il mondo” è stata l’associazione Malik, con la direzione di Laura Pisu, e visto il grande successo che ha riscontrato non ci sono dubbi che l’anno prossimo verrà realizzata anche una nona edizione.

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Come e quanto si legge in Italia

Posted by on Nov 14, 2017 in Uncategorized |

Anche quest’anno si è tenuta una delle più grandi fiere del libro che si svolga al mondo, la Buchmesse, la Fiera del Libro di Francoforte. Tantissime, come sempre, le iniziative che si sono susseguite tra l’11 e il 15 del mese di ottobre 2017, e tante le notizie diffuse in merito al mondo dell’editoria. La Fiera del Libro è da sempre il luogo che l’AIE (Associazione Italiana Editori) sceglie per presentare il rapporto annuale in merito i dati raccolti nel corso dell’anno precedente (nel nostro caso, il 2016) relativi alla vendita di libri e alle tendenze che si affermano tra i lettori. Ecco cosa è emerso dal report di quest’anno. In generale, si è notata una ripresa del mercato del libro nel senso di maggiori incassi, legati però non ad un maggior numero di acquirenti ma solo alla crescita del prezzo di copertina dei libri. Infatti da questo punto di vista si nota un trend crescente negli ultimi anni, quando il costo dei libri è lievitato ogni anno un po’ di più. Rimangono stabili le vendite in materia di narrativa, sono cresciute le vendite di manuali e, dato che si è presentato come decisamente in controtendenza, sono scese invece le vendite dei libri per bambini, che tradizionalmente invece in Italia è sempre stato lo zoccolo duro dell’editoria. Pare però, dai primissimi dati che sono stati raccolti per l’inizio del 2017, che tale dato già si stia smentendo con una ripresa delle vendite dei volumi per l’infanzia. Sembra invece andare peggio la manualistica, mentre la narrativa continua a restare stabile. C’è da dire che il popolo italiano si riconferma una popolazione di lettori non convinti: i lettori forti, che leggono una media di 12 libri l’anno, sono pochissimi ma non accennano a diminuire. Per il resto si continua a leggere molto poco. Un dato interessante verifica che sono diminuite le traduzioni di libri stranieri, quindi è la produzione editoriale italiana che va per la maggiore, o che quantomeno viene privilegiata dalle case editrici. Riguardo poi l’annosa questione della possibilità, da parte degli e-book, di soppiantare il libro di carta, si è notato come, dopo il boom degli anni scorsi, l’interesse nei confronti del format digitale stia scemando, con un calo di vendite non solo dei titoli di e-book ma anche dei dispositivi per leggerli, tablet e e-reader. Gli italiani, poi, sembrano aver scoperto la vendita on line. La percentuale di chi compra i suoi libri tramite internet è infatti cresciuta nel 2016 rispetto al 2015, anche se la grande distribuzione resta il canale privilegiato. Non bisogna dimenticare infatti che la maggior parte delle librerie italiane ormai ha cambiato il suo format, accogliendo al suo interno anche un bar e vendendo ogni tipo di bene, non solo libri. Forte è la crisi di luoghi di vendita di libri che invece negli anni Ottanta e Novanta sono andati per la maggiore, vale a dire gli autogrill. Infine, si è registrato che la narrativa italiana non va bene solo entro i confini nazionali, ma anche all’estero, perché molti titoli nostrani sono stati venduti ad altri Paesi. Si riconferma anche il dato per cui tutti i Paesi europei sono popolati da lettori molto più convinti di noi italiani. Anche se nel 2016 sono stati incassati in tutto 2,561 miliardi di euro, facendo registrare un 1,2% in più rispetto al 2015, ancora si è lontani dai dati pre-crisi.

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