Il salvataggio dei preziosi manoscritti del Mali

Posted by on Ago 18, 2016 in Uncategorized |

L’anno prossimo, edito da Rizzoli, uscirà anche in Italia un libro che si intitola “The bad-ass librarians of Timbuktu – and their race to save the world’s most precious manuscripts” (”I bibliotecari temerari di Timbuctù – e la loro corsa per salvare i manoscritti più preziosi del mondo”), scritto da Joshua Hammer, giornalista che per anni è stato a capo dell’ufficio corrispondenza dal’Africa per il giornale Newsweek. In questo volume Hammer ha voluto raccontare una storia di coraggio e di passione, che ha portato un uomo a sfidare la follia del fondamentalismo islamico per salvare un patrimonio inestimabile fatto di antichi manoscritti. La storia di Abdel Kader Haidara non può non ricordare, per certi versi, quella dei “monuments men” che salvarono dalla furia distruttiva del nazismo alcune delle più belle opere d’arte dell’Umanità. Haidara negli anni novanta lavorava per l’Ahmed Baba Center, un ente che si occupava del recupero e della conservazione degli antichi manoscritti a Timbuctu, nel Mali. Figlio di intellettuali, il suo lavoro lo appassionava e lo ha portato avanti con cura e dedizione, tanto da riuscire a mettere insieme un patrimonio prima disperso. Nei manoscritti recuperati c’erano trascrizioni di Platone e dei più grandi filosofi greci, ma anche poesie e testi di ogni tipo di scienza. A detta di Haidara, ciò che lui aveva ritrovato, dimenticato in uno scantinato, o in una soffitta, era la testimonianza di una civiltà africana vivace e colta, quando in Europa si stava vivendo il buio Medioevo. Poi però le cose in Mali cambiarono. Nel Paese presero il potere Mokhtar Belmokhtar, Iyad Ag Ghali e Abdelhamid Abou Zeid, esponenti di Al Quaeda, che imposero un drastico cambiamento nello stile di vita, imponendo il loro fondamentalismo jihadista. Haidara non ci mise molto a capire che tutta la fatica fatta negli ultimi anni rischiava di finire letteralmente in fumo, mentre vedeva i fanatici al potere che distruggevano antiche opere d’arte. Così, insieme a suo nipote, iniziò a pianificare l’esodo dei suoi preziosi manoscritti. Requisì tutti i bauli che riusciva a trovare, poi quando finirono ne fece costruire degli altri riciclando vecchi barili. Poco alla volta, per non dare nell’occhio, i manoscritti vennero fatti uscire da Timbuctu, verso luoghi più sicuri, con l’aiuto dei tanti giovani che avevano perduto il lavoro in un Paese ormai allo sbando. Con sempre maggiori difficoltà, specie dopo la distruzione dei mausolei sufi di Timbuctu operata dai jihadisti nel 2012, i manoscritti vennero trasportati via terra o via fiume fino a Bamako, la capitale del Mali. Nel 2013 Hammer ha incontrato Haidara, ed ha potuto vedere con i suoi occhi ciò che l’uomo era riuscito a fare. In una villa ancora in costruzione di Bamako ora sono stipati tutti i suoi preziosi manoscritti, ancora chiusi nelle loro casse ma pronti per essere “liberati”. E non è tutto: nelle operazioni di salvataggio i volontari hanno anche trovato il tempo di catalogare questa incredibile mole di conoscenza. Il formato cartaceo presto verrà anche digitalizzato. Lentamente il Mali cerca di tornare alla normalità. Oggi molti dei mausolei distrutti sono stati ricostruiti, ma la pace è ancora fragile e il ritorno alla normalità lungo e faticoso. Anche la più triste ora della storia dell’uomo, però, porta sempre con sé un germe di speranza: e in questo caso si tratta delle pagine di sapere che un uomo è riuscito a conservare per le generazioni future.

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L’importanza della lettura: si comincia da piccoli

Posted by on Ago 10, 2016 in Uncategorized |

In un periodo storico drammatico come quello che stiamo vivendo, con attentati che si susseguono ormai ogni giorno e la pericolosa piaga del razzismo che riprende piede, con l’intolleranza spesso manifesta che si sviluppa verso gli immigrati, può sembrare sciocco, o superfluo, parlare di lettura. In realtà chi si occupa di libri e di educazione sa bene quanto gli uni vadano di pari passo con l’altra, e quanto entrambi servano a creare un mondo migliore. Sono moltissimi gli esempi che si potrebbero portare, e che dimostrano come l’istruzione possa diventare un’arma più potente di qualunque fucile.

Basti pensare alle parole dette da Malala, la giovane pakistana che è miracolosamente scampata ad un attentato e che in seguito è diventata Nobel per la Pace per il luminoso esempio di civiltà che è stata in grado di dare. Oppure, si potrebbe ricordare la figura di Jella Lepman, un’ebrea tedesca che fuggì dagli orrori della Germania nazista e quando tornò nel suo Paese, a guerra finita, decise di aprire una biblioteca. Il 3 luglio del 1946 la Lepman inaugurò la sua Biblioteca per Ragazzi, prima del suo genere in tutto il mondo. Era convinta che solo la diffusione della cultura avrebbe potuto cerare una Germania nuova, priva di divisioni razziali, priva dell’odio etnico e piena invece di pace e fratellanza; era convinta che sarebbero stati i bambini a mostrare la strada agli adulti verso un mondo diverso.

Il testimone lasciato dalla Lepman, in seguito, è stato raccolto in molti altri Paesi; in Italia ad occuparsi della letteratura per l’infanzia e delle iniziative incentivanti alla lettura nei confronti dei più giovani è l’associazione Ibby Italia, che agisce però a livello internazionale con ben 85 sedi in ogni parte del globo. Un importantissimo traguardo che Ibby Italia sta per raggiungere riguarda la creazione della Biblioteca per Ragazzi a Lampedusa. Quest’isola è diventata il simbolo del fenomeno dell’immigrazione; qui approdano praticamente ogni giorno centinaia di migliaia di disperati in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni, spesso male accolti, spesso non compresi. Creando proprio qui, grazie allo sforzo congiunto di molti esperti nel settore della letteratura per l’infanzia, una Biblioteca dedicata alle generazioni più giovani, è come se si volesse idealmente spalancare una finestra che faccia circolare aria nuova, aria di condivisione e comprensione reciproca. Per gli educatori è molto importante diffondere l’amore per la lettura tra i bambini, e il momento migliore per farlo è l’estate, quando si può godere di una pausa dai compiti scolastici per scoprire la conoscenza come piacere e non come dovere. Naturalmente è fondamentale la scelta dei titoli, che devono essere selezionati non tanto affinchè siano adatti ai ragazzi, ma affinchè siano adatti a stimolare in loro curiosità e voglia di conoscere, e soprattutto che li appassioni all’attività della lettura.

Ma, passata l’estate, ci sono anche tante iniziative previste in tutta Italia che possono servire a fornire un ulteriore incentivo alla lettura. Ad esempio, a settembre a Trieste si svolgerà il Festival “Fin da piccoli”; a seguire ricordiamo il Festival della Mente a Sarzana e il Festival della Letteratura di Mantova. Uno degli appuntamenti in assoluto più importanti per il mondo dell’editoria è la Fiera del Libro di Francoforte. Fa riflettere il fatto che quest’anno a dirigerlo sia stato chiamato Bart Moeyaert, un autore fiammingo che scrive molte cose diverse, ma soprattutto proprio libri per bambini. Appare significativo che la Direzione Artistica di una fiera tanto prestigiosa sia andata proprio a lui: dimostra una volta di più come la letteratura per l’infanzia non sia solo un genere di nicchia, ma un settore portante dell’universo librario.

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Computer che analizzano la letteratura

Posted by on Ago 1, 2016 in Uncategorized |

Nel bel film del 1989 “Dead Poets Society” (in italiano, “L’attimo fuggente”), uno straordinario Robin Williams (1951-2014) interpretava il professor Keating, un insegnante di letteratura inglese piuttosto atipico. Quando i suoi studenti iniziano a leggere la prefazione del loro libro, che riporta un grafico sul quale poter valutare la poesia, lui invita loro a stracciarlo, sostenendo che la poesia è pura emozione, e quindi che la sua efficacia non può assolutamente essere calcolata secondo delle coordinate matematiche.

Il tempo è passato e oggi viviamo in un mondo dominato dai computer: era praticamente impossibile che non si cadesse nella stessa tentazione, ovvero quella di far analizzare i classici della letteratura da un cervello elettronico al fine, in questo caso, non di determinarne la grandezza, ma di comprendere gli archi narrativi e la successione delle emozioni all’interno dei diversi generi letterari. Questa operazione, d’altro canto, è stata tentata da ben prima della comparsa dei personal computer. In passato già Aristotele, e dopo di lui centinaia di critici ed esegeti, ha tentato di trovare stilemi e topoi letterari all’interno delle varie forme di narrativa. Senza dubbio, infatti, può accadere che ci siano delle formule archetipiche, delle metodologie codificate, per quanto è davvero improbabile che due autori, o due libri, siano in grado di riprodurre le stesse emozioni. Al fine di accertarsene, presso l’Università del Vermont gli studiosi del Computational Story Lab hanno messo a punto un software che funziona sul principio del “data mining”, vale a dire l’estrazione di informazioni da una grande mole di dati. I dati in questione erano alcune delle più famose opere letterarie, selezionate tra quelle più scaricate dal sito Project Gutenberg. Il software è stato chiamato “Hedonometer”. Il nome deriva dal termine greco “hedon”, che significa piacere, perché il programma tenta di analizzare sostanzialmente l’alternarsi di stati d’animo positivi e negativi all’interno di un testo letterario. Per ogni opera sono così stati disegnati dei diagrammi che a volte sembrano piuttosto semplici ,e in altri casi invece stupiscono, rispetto ai contenuti. Ad esempio, “leggendo” la tragedia “Amleto” di William Shakespeare, l’Hedonometer ha disegnato un grafico che va dalla felicità all’infelicità, cosa piuttosto facilmente prevedibile visto che si tratta di una tragedia, per l’appunto. Nei libri di Harry Potter, il celebre maghetto nato dalla penna di J.K.Rowling, i grafici sono molto meno semplici da leggere e hanno un andamento discontinuo, perché in queste storie si passa rapidamente da uno stato d’animo all’altro. Ci sono poi delle sorprese. Ad esempio, dall’analisi de “Il canto di Natale” di Charles Dickens ci si aspetterebbe un grafico inverso a quello dell’Amleto, con una parabola che va dall’infelicità alla felicità (il protagonista, Scrooge, all’inizio è un uomo gretto e avaro che solo alla fine riscopre il piacere di festeggiare il Natale). Invece il diagramma va da sensazioni positive a sensazioni negative. Questo potrebbe dimostrare che un programma computerizzato difficilmente può comprendere fino in fondo la complessità dei sentimenti dell’animo umano. Inoltre bisogna anche puntualizzare i molti limiti di Hedonometer, non ultimo quello di essere stato calibrato solo per analizzare dei testi in lingua inglese. Come si comporterebbe con altri linguaggi? In definitiva, se spulciare tra i grafici disegnati dal programma potrebbe essere un divertissement per tutti gli appassionati di lettura, ci sentiamo di poterci unire all’opinione espressa dal professor Keating ne “L’attimo fuggente”. Non si possono misurare la poesia e la letteratura: le si possono solo assaporare con il cuore.

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I libri italiani alla conquista dei mercati esteri

Posted by on Lug 15, 2016 in Uncategorized |

Che in Italia non si legga molto, e che il mercato editoriale stenti a decollare, non è un mistero. Ma tra tante cattive notizie e dati negativi spicca invece un trend positivo e addirittura in crescendo, che dimostra come la produzione letteraria nostrana non abbia davvero niente da invidiare a quella degli altri Paesi. Gli ultimi dati accolti da AIE (Associazione Italiana Editori) dimostrano infatti come negli ultimi anni sia andata sempre aumentando, in modo progressivo e costante, la vendita dei diritti dei libri italiani all’estero. Una vera novità rispetto al passato, visto che i nostri autori sono sempre stati un po’ snobbati al di fuori dei confini nazionali. Ecco nel dettaglio in che modo sono cambiate le cose nell’ambito import/export dei libri italiani, così come illustrato nell’e-book “Mercanti di storie. Rapporto sull’import/export di diritti 2016” realizzato usando i dati Ice (Istituto Nazionale per il Commercio Estero). Il primo dato che emerge è il numero di diritti di edizione che l’anno scorso, 2015, sono stati venduti all’estero: quasi 6 mila, contro i 1800 del 2001. Questo significa che nel corso dell’ultimo decennio c’è stato un incremento annuo di circa il 16%, per un totale di crescita che supera il 200%. Il dato relativo ai singoli libri venduti è meno incoraggiante, solo 10 mila, ma ciò che si può dedurre è soprattutto un rinnovato interesse da parte del mercato librario estero nei confronti della nostra produzione letteraria. Quali sono i motivi che si possono trovare per questa inattesa rinascita? Il primo riguarda puramente il marketing. Molte case editrici sono state in grado di sviluppare un nuovo rapporto con il mercato estero, creando dei settori appositamente dedicati e calibrando quindi l’offerta in modo più mirato. In questo senso sembra che abbiano apportato un notevole contributo le fiere di settore, come ad esempio la Beijng Book Fair, o la Book Expo America. Infatti i mercati che si raggiungono non sono solo quelli europei, che pure rappresentano la maggiore fetta di bacino di utenza. Pare che gli autori italiani siano molto amati soprattutto in Francia ed in Inghilterra: ma ci sono anche mete completamente nuove che finalmente sono state conquistate. Ad esempio, i mercati orientali, in particolar modo la Cina, che sembra apprezzare particolarmente i libri per bambini e soprattutto quelli che hanno come protagonista il simpatico topolino Geronimo Stilton. C’è poi il Nord America: se in Italia sono sempre stati importati libri americani assai di rado è accaduto il contrario. Ora invece sembra che siano molto apprezzati gialli e noir. Veniamo quindi al secondo motivo per cui potrebbe essere cresciuto l’interesse dei Paesi esteri nei confronti della nostra letteratura, ed è il mutato modo di scrivere degli autori. Infatti, specie nella scrittura di libri polizieschi, molti autori si sono avvicinati maggiormente agli stilemi e alle caratteristiche dei libri e romanzi americani, di cui noi italiani ci nutriamo da anni. Riguardo ai generi letterari che sembrano preferiti all’estero c’è in particolar modo la narrativa che racconta l’Italia vera, quella quotidiana, quella della gente comune. Andrea Camilleri è non a caso uno scrittore molto amato all’estero, come pure Elena Ferrante, che è diventata un vero e proprio fenomeno internazionale grazie anche all’ambientazione napoletana dei suoi libri. In linea di massima però, dicono gli esperti, ciò che viene premiata sempre è la qualità del prodotto, al di là dei generi letterari: oggi gli italiani sono conosciuti all’estero grazie a Roberto Saviano e Marcello Fois, ma anche grazie a grandi del passato come Italo Calvino e Primo Levi.

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Il Maggio dei Libri in Campania

Posted by on Mag 17, 2016 in Uncategorized |

Nel 2011 è stata avviata per la prima volta una campagna nazionale che da allora si ripete ogni anno con eguale entusiasmo e immutato successo. Si tratta de “Il Maggio dei Libri”, che nel 2016 si svolge tra il 23 aprile e il 31 maggio. Il principale promotore della manifestazione è il Ministero dei Beni Culturali, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, poiché lo scopo è quello di ribadire e riaffermare l’importanza che la lettura ha nella formazione personale di ognuno di noi e nella creazione di una società più evoluta, corretta, adulta. I libri, in occasione del maggio loro dedicato, vengono portati fuori dai luoghi istituzionali: quindi l’evento non si svolge solo in librerie o biblioteche, ma anche in sedi abitualmente non preposte alla lettura. Si vuole dimostrare in questo modo che i libri stanno bene dappertutto, che leggere è sempre di moda, che aprire le pagine di un libro equivale a percorrere nuove strade, a raggiungere nuovi mondi, e di certo a dare un più ampio respiro alla propria mente e alla propria anima. Ogni anno vengono organizzate tante iniziative diverse capaci di coinvolgere non solo gli accaniti lettori, ma soprattutto (questo è, in fondo, il vero intento) chi solitamente legge poco o niente. Purtroppo è noto che in Italia la lettura non sia molto popolare: ecco che il Maggio dei Libri può essere una grande occasione per invertire questa tendenza. Per il 2016 in Campania sono stati fissati molti appuntamenti di diverso genere, ma tutti legati al mondo dei libri e della lettura. Il giorno primo maggio, in concomitanza con la Festa del Lavoro, il mese dei libri si è aperto a Napoli, nel Palazzo Reale, dove sono state esposte le raccolte più preziose della Biblioteca Nazionale. L’evento ha avuto carattere completamente gratuito e ha permesso a tutti coloro che sono intervenuti di ammirare antichi codici miniati e splendidi volumi. Tra i reperti più interessanti c’era il fondo farnesiano, ovvero il nucleo su cui si è formata nei secoli l’intera biblioteca, donato da Carlo di Borbone quando divenne re. Il 20 maggio invece è previsto un tipo di iniziativa molto diversa, ma forse più in linea con lo spirito del Maggio dei Libri. Ad essere interessato sarà il quartiere del Vomero, che è la zona più commerciale della città di Napoli e che negli ultimi anni ha conosciuto un triste declino culturale, con la chiusura di quelle che un tempo erano le librerie più importanti. Durante la giornata del 20 maggio degli studenti si proporranno come ideali ciceroni intenti nella lettura di brani di libri che illustrano la città di Napoli e le sue bellezze; saranno coinvolti anche artisti, attori, scrittori per dare al Vomero un volto meno commerciale e più umano. Un’altra interessante iniziativa è prevista invece per il 26 maggio, ed è il consueto omaggio al maestro Marcello D’Orta, autore del noto libro “Io speriamo che me la cavo”. L’iniziativa in oggetto si chiama infatti “Premio Sgarrupato”. Nei dodici mesi precedenti alla consegna del premio i ragazzi delle scuole medie e superiori di Secondigliano sono stati incaricati di leggere tre libri di autori locali. Durante la manifestazione i ragazzi si incontreranno con gli autori, esporranno le loro idee e la loro critica sui testi letti, e daranno vita ad un appassionante confronto anche con i loro insegnanti. Questi non sono solo che pochi spunti, perchè gli eventi previsti per il Maggio dei Libri in tutta la penisola sono molti di più!

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Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Mag 4, 2016 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

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I libri salveranno il mondo

Posted by on Mag 2, 2016 in Uncategorized |

Da sempre è noto il grande potere che la letteratura e i libri in generale hanno di cambiare il mondo. Leggere un libro significa entrare in una nuova realtà, apprendere cose prima sconosciute, allargare i propri orizzonti mentali. Ma forse fino ad oggi nessuno aveva concretamente sperimentato quanto davvero grande sia il potere di un libro. A farlo è stato Samer-al Kadri, un siriano che nel suo Paese faceva l’artista editore, curando la pubblicazione di libri per bambini. Poi la guerra lo ha costretto a fuggire dalla Siria, così come è accaduto a tanti altri suoi connazionali, per trovare rifugio in Turchia. In Turchia però gli immigrati, come in molte altre parti del mondo, non sono affatto visti di buon occhio. Vengono ghettizzati ,ricoperti di pregiudizi e infamie, e così finiscono per sentirsi doppiamente soli. Da una parte c’è l’amarezza e il dolore di aver dovuto abbandonare la propria patria; dall’altra c’è anche la vergogna di vedersi additare come dei diversi, e di non sentirsi accettati dalla comunità in cui si vive. Per rendere un po’ più sopportabile la cattività dei profughi, Samer-al Kadri ha deciso di provare a riprendere la sua vita dal punto in cui si era bruscamente interrotta. Arrivato ad Istanbul ha pensato di aprire una libreria. La sua creatura si chiama “Pages”, ovvero pagine, e il suo nome arabo è “Safahat”. Infatti l’ambiente è stato costruito in stile prettamente arabo. La libreria si disloca su tre piani e si trova nel cuore della città, nel quartiere Ayvansaray in Fatihè. Al-Kadri ha voluto che in questo luogo si sentissero accolti tutti coloro che invece non si sentono ben accetti in nessun altro posto; quindi non solo siriani come lui, ma anche iracheni, libici, egiziani. Per questo la sua libreria non ha solo un puro scopo commerciale: chi viene qui può anche mettersi a leggere i libri senza doverli per forza comprare, ma ha modo di incontrarsi anche con altre persone, di scambiare idee ed opinioni. Infatti la struttura è polivalente: c’è un piano dedicato ai bambini, uno riservato alla libreria e un altro in cui invece vengono ospitate iniziative di vario genere come conferenze, convegni, corsi, e anche un piccolo cinema. Al-Kadri in un’intervista ha enunciato esplicitamente quelli che erano i suoi intenti nell’aprire “Pages”, e che restano costanti anche oggi. Il suo tentativo è quello di superare le divisioni interne al mondo arabo, e di superare la diffidenza dei cittadini nei confronti degli immigrati e dei rifugiati. Un altro obiettivo molto ambizioso del libraio è di restituire dignità al suo popolo e, in generale, di cambiare l’immagine stereotipata che gli occidentali hanno del mondo arabo. In tempi tanto cupi, caratterizzati dal terrore e dalla diffidenza, si tende a dimenticare che anche tra i siriani ci sono stati grandi letterati, uomini illuminati che hanno lasciato messaggi di pace, speranza, pacifica convivenza. Ma di certo l’utilità più immediata della libreria di al-Kadri è quella sociale. Creando questo luogo egli è infatti riuscito là dove molte importanti trattative internazionali hanno fallito, ovvero creare un’integrazione reale e non fittizia tra turchi e siriani. La condizioni degli immigrati siriani in Turchia è per molti versi drammatica: chi vive nei campi di accoglienza deve sopportare situazioni di vita al limite, gli altri non vengono accettati in seno alla comunità nemmeno per lavorare, perché la legge locale vieta di assumerli. Quindi “Pages”, grazie al messaggio universale veicolato dalle parole scritte nei libri, riesce a ricondurre l’umanità al suo stato ideale di uguaglianza tra tutti, almeno all’interno delle sua accoglienti mura.

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