Libri gratis per superare l’emergenza

Posted by on Nov 25, 2016 in Uncategorized |

Dal 24 agosto molte cose sono cambiate per moltissimi bambini che abitavano nel centro Italia. Il 24 agosto un sisma di magnitudo 6.0 ha colpito le regioni Lazio e Marche, causando ingenti danni, in alcuni casi la distruzione pressochè totale di alcuni di quelli che un tempo erano definiti “borghi più belli d’Italia”. Amatrice e Accumoli nel Lazio e Arquata e Pescara del Tronto nella Marche sono i centri in cui i danni sono stati più ingenti, e nei quali si sono anche fatte registrare delle vittime. Questo terremoto ha quindi avuto conseguenze materiali, ma anche e soprattutto psicologiche. Tanto più che a distanza di poco più di due mesi, il 30 ottobre, una nuova scossa ancora più forte, di magnitudo 6.5, ha causato molti altri danni. Fortunatamente non ci sono state altre vittime, ma la paura è tornata prepotentemente a popolare i cuori degli abitanti delle zone già colpite. Il sisma del 24 agosto è stato definito anche “il terremoto dei bambini”, perché purtroppo molte sono state le vittime minorenni, in quanto i luoghi colpiti erano luoghi di villeggiatura, in cui i più piccoli andavano a passare le vacanze dai nonni. I bambini sopravvissuti hanno visto morire alcuni dei loro compagni, si sono visti privati della loro casa e anche della loro scuola. In una parola hanno perduto la normalità di una vita regolare, così importante per loro. Come aiutarli a superare un momento tanto drammatico, difficile da gestire persino da parte degli adulti? Gli aiuti che sono venuti da ogni parte d’Italia e del mondo sono stati numerosi, e una notizia è arrivati nei primi giorni del mese di novembre anche da parte del MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il MIUR ha infatti firmato un protocollo d’intesa con AIE (Associazione Italiana Editori). Il contenuto del protocollo dice che per tre anni gli studenti dei comuni di Amatrice e Accumoli (Lazio) e quelli Arquata e Acquasanta Terme (Marche) avranno una fornitura gratuita di libri di testo per la scuola. Si tratta di un gesto molto importante soprattutto per aiutare le famiglie a superare un momento di difficoltà economica, ma anche per far sentire vicinanza e affetto ai bambini traumatizzati dal sisma. Nella pratica, l’intesa si realizzerà attraverso la costituzione di un comitato paritetico che avrà il coordinamento del MIUR e che si occuperà, anno per anno, di valutare le reali necessità e soprattutto di controllare che l’intesa venga rispettata nel modo previsto. Il Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini è stata la promotrice di questa iniziativa, ma si è detta molto soddisfatta della pronta risposta che ha avuto da parte dell’AIE. Secondo la Giannini i libri scolastici sono un bene di prima necessità, ed è importante che i bambini non ne vengano privati. D’altro canto questa non è che una delle misure comprese all’interno del piano #Ripartiamodallascuola, che è stato varato dopo il terremoto del 24 agosto e che prevede la messa in atto di molte azioni a sostegno delle comunità scolastiche danneggiate. Adesso è previsto un ampliamento che includa anche i comuni colpiti dal secondo terremoto del 30 ottobre. Giorgio Palumbo, Presidente del Gruppo Educativo di AIE, ha a sua volta confermato quanto da parte di AIE la proposta sia stata accolta prontamente perché la fornitura dei libri scolastici è parte importante della garanzia di diritto allo studio dei ragazzi. Anche se questo non è che un piccolo risarcimento per quello che hanno perduto, resta comunque un gesto importante.

Read More

Il senso di colpa nel non finire un libro

Posted by on Nov 10, 2016 in Uncategorized |

Tutti i lettori sanno bene quale inesorabile senso di colpa si impadronisca di loro ogniqualvolta hanno la tentazione di lasciare un libro a metà. Quando si comincia una lettura, anche se non ci corrisponde o non la troviamo piacevole, non si riesce con facilità a lasciarla in sospeso perché esiste un vecchio pregiudizio in base al quale nessun libro, una volta iniziato, deve essere abbandonato prima che se ne sia ultimata la lettura. Ma è davvero così? È davvero un peccato mortale non avere la costanza di ultimare un romanzo che si è appena cominciato? Diciamo piuttosto che si tratta di un luogo comune che non è facile abbandonare, ma che alcuni studiosi hanno cercato di analizzare da un altro punto di vista. Oltre che dall’opinione comune, da dove ci arriva quel vago senso di malessere nel lasciare un’opera incompiuta? Con un termine anglosassone, gli esperti parlano di “sunk cost fallacy”, espressione che potremmo tradurre con “costo irrecuperabile”. Il paragone che si fa di solito è con un pasto consumato fuori casa. Quando si va a pranzare o a cenare al ristorante si cerca di solito di finire tutto quello che si ha nel piatto anche se ormai si è sazi e non si ha più fame. Questo non succede invece in casa, quando sappiamo che possiamo lasciare da parte quello che non ci va più, per poi consumarlo successivamente. Ciò accade perché si paga: quindi ci sembra di sprecare del denaro non facendo uso di tutto quello per il quale abbiamo corrisposto del denaro. In modo un po’ diverso è quello che succede per un libro. In questo caso l’incompiutezza dell’azione non ci turba tanto dal lato economico, che comunque può anche essere presente nel caso in cui il libro sia stato acquistato. La sensazione di “spreco” che si prova è piuttosto relativa al tempo e alle energie impiegate. Leggere un libro è un’attività piacevole, specie per i lettori accaniti che immergendosi nelle pagine di un buon libro possono ritemprare la mente e rilassare il corpo. Sta di fatto però che non è un’operazione che si possa compiere senza fare alcuno sforzo intellettivo, in particolar modo di attenzione; e il mondo in cui viviamo, purtroppo, ci richiede moltissime energie, ci tiene continuamente in tensione e sotto stress. Quindi per leggere un libro dobbiamo in ogni caso compiere uno sforzo: e vanificarlo non portando a termine il nostro compito ci sembra colpevole. In realtà, sempre secondo gli esperti, sarebbe opportuno ribaltare il nostro punto di osservazione. Non finire un libro, qualora ci richiede troppa attenzione ma non ci appaga, non è affatto una perdita di tempo o uno spreco di energie. In realtà la vera perdita di tempo sarebbe ostinarsi su pagine che non ci dicono niente. Tanto più che a volte un libro potrebbe semplicemente non corrisponderci in quel determinato momento, e letto in un’altra fase della nostra vita invece potrebbe comunicarci moltissime emozioni. Quindi, se mentre leggiamo un libro non ci sentiamo coinvolti e proviamo la tentazione di chiuderlo, non dobbiamo fare altro che assecondare il nostro istinto. Niente ci impedirà in futuro di riprendere in mano quello stesso libro per scoprire che stavolta ci piace moltissimo, oppure potremmo semplicemente donargli una nuova vita regalandolo a qualcun altro a cui potrebbe piacere o ad una biblioteca pubblica.

Read More

Libri per sconfiggere la paura del terremoto

Posted by on Ott 31, 2016 in Uncategorized |

Lo scorso 24 agosto 2016 il centro Italia è stato devastato da un terribile terremoto che ha danneggiato molti edifici e praticamente raso al suolo alcuni di quelli che fino al giorno prima erano conosciuti come “borghi più belli d’Italia”. Tra questi borghi c’è anche Amatrice, cittadina in provincia di Rieti meta di moltissimi turisti ogni estate per via della sua bellezza, della magnificenza dei panorami che la circondano, e della calda accoglienza che la caratterizzava. Purtroppo però il corso principale di Amatrice, Corso Umberto I, è stato quasi completamente distrutto dal sisma, e oggi di Amatrice paese non resta quasi più niente. Ciò che resta sono le numerose frazioni che ne costituivano la linfa vitale, anch’esse danneggiate ma ancora in piedi. Per loro però sopravvivere senza il loro “cuore”, Amatrice, non è affatto facile. Le persone che hanno subito un trauma così grande, con la perdita di parenti e amici ed anche della propria casa, e soprattutto della propria quotidianità, hanno bisogno di tutto, e non s’intendono solo i beni materiali. Quelli ,grazie alla generosità degli italiani e dell’alacre lavoro della Protezione Civile, non sono mancati fin da subito. Ma rimarginare le ferite profonde dell’anima è assai meno semplice. Certo, le istituzioni cercano di fare la loro parte, ma per il cittadino spesso avvicinarsi non è semplice, complici innumerevoli pastoie burocratiche. Nella maggior parte dei casi sono le persone comuni, che agiscono spinte solo da un forte senso di solidarietà, che riescono ad apportare i benefici maggiori. Questo è, ad esempio, il caso di Monica Maggi. Monica un tempo faceva la libraia: aveva una sua libreria, “Libra 2.0”, a Morlupo, un piccolo centro non distante da Roma. Nel 2013, purtroppo, Monica è stata costretta a chiudere la sua attività. La crisi inesorabile che ha colpito il settore librario in Italia ha colpito anche lei, che tra costi e ricavi non è più riuscita ad andare avanti. Questo non vuol dire però che si sia scoraggiata: si è infatti subito reinventata fondando un’associazione di cui oggi è presidentessa e che ha lo stesso nome della sua libreria, “Libra 2.0”. Con quest’associazione Monica si è prefissata l’obiettivo di portare i libri fuori dalle biblioteche e dai loro luoghi istituzionali per farli arrivare direttamente alla gente. Secondo il suo punto di vista, infatti, nel nostro Paese si legge poco perché i libri costano troppo, perché le case editrici privilegiano solo i nomi più famosi anziché tentare di scoprire autori emergenti, e quindi una persona comune non ha modo di fare la sua scelta e di trovare il suo tempo per leggere. Così Monica ha sposato il vecchio adagio “se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto”. Dapprima si è messa alle fermate della metropolitana di Roma, poi è andata negli ospedali, nei ricoveri, nei centri di accoglienza. Ha portato i suoi libri, e con quelle pagine ha permesso alle persone di evadere un po’ dalla quotidianità per ritrovare uno spazio esclusivo di bellezza e poesia. Infine, ha fatto lo stesso anche per la gente di Amatrice: è andata nei luoghi del terremoto e, grazie alla collaborazione di altre associazioni di volontariato e di tanti che si sono offerti di sostenerla, ha creato una libreria nella tendopoli di Santa Giusta. Il suo progetto si chiama “Pagine viaggianti”, e oggi sta dando un grande contributo a coloro che hanno subito la violenza del terremoto per ritrovare un po’ di normalità e anche il sorriso.

Read More

Libri in cerca di spazio

Posted by on Ott 21, 2016 in Uncategorized |

Che in Italia la lettura non sia poi così amata, che il numero dei “lettori forti” sia davvero infimo, e che la vendita dei libri non vada proprio benissimo non è una novità. Ma pensare che ci sono centinaia di migliaia di libri ammassati dentro scatoloni e da mesi in cerca di una sistemazione forse è troppo anche per un Paese poco attento alla cultura come il nostro. La storia viene da Bari, ma non è escluso che su e giù per la penisola non si potrebbero raccontare episodi simili, forse meno eclatanti ma non meno rimarchevoli. Negli scantinati della scuola media Santomauro sono ammassati scatoloni su scatoloni di libri e volumi, dimenticati lì e al riparo solo dalla polvere, non dalla possibilità di essere danneggiati dall’umidità e dall’acqua di un eventuale allagamento. In effetti gli scatoloni sono stati posizionati a qualche centimetro di altezza dal pavimento, ma questo comunque non li tutela completamente. Di certo meriterebbero un’altra collocazione, ed è il motivo per il quale si trovano rinchiusi dentro scatole di cartone. I volumi erano destinati ad una nuova biblioteca comunale: biblioteca però che è ancora in fase di costruzione e non si sa bene né quando, ma soprattutto se, verrà mai davvero ultimata. Per completare l’opera sono necessari 70 mila euro, che a quanto pare sarebbero anche a disposizione. Nell’attesa però che la burocrazia faccia il suo corso i libri continuano a languire nel sottoscala della scuola, dove insegnanti e docenti manifestano la loro preoccupazione visto che questa doveva essere solo una soluzione temporanea e invece sta assumendo tutti i contorni di una cosa definitiva. C’è infatti il problema dell’incompatibilità ambientale: i libri sono materiale infiammabile e non dovrebbero assolutamente trovarsi in un edifico scolastico in quanto rappresentano un potenziale pericolo. Ma a Bari i libri sembrano davvero essere segnati da una sorte negativa: presso l’ex circoscrizione della Madonnella i volumi dell’ex biblioteca dovevano essere spostati presso un’altra sede, questa già pronta ad accoglierli, ma sono rimasti pure loro chiusi dentro gli imballi e adesso languono lungo i corridoi del municipio. Questo perché l’addetta che si doveva occupare di gestire la biblioteca è andata in pensione e non è mai stato assunto un suo rimpiazzo. Se ci si sposta fuori dalla città le cose non vanno meglio: a Bitritto, città che, ironia della sorte, si fregia del titolo di “città della letteratura dell’infanzia”, la biblioteca comunale è chiusa e non vi si può accedere. Insomma, un panorama generale davvero desolante a cui ora si spera di porre rimedio con un progetto chiamato “Bari social book”. L’assessorato al welfare ha infatti messo in piedi una rete di volontari che si occupa di creare e gestire vari presidi di lettura sul territorio cercando di coinvolgere fasce disagiate della popolazione, dagli anziani agli immigrati. Il comune di Bari inoltre conta di poter fruire dei ragazzi che arriveranno grazie al servizio civile e che potranno essere usati per le biblioteche. Come si suol dire, ci si mette una pezza ma il rammendo rischia di non essere sufficiente. Non bastava l’avvento degli e-book: ora i libri cartacei faticano persino a trovare una collocazione in quelli che sono sempre stati i loro spazi istituzionali, le biblioteche. Forse bisognerebbe riflettere un po’ di più su questo stato di cose: uno stato non può dirsi veramente civile e progredito se per prima cosa non si prende cura della cultura dei suoi cittadini.

Read More

La solidarietà dei libri

Posted by on Set 29, 2016 in Uncategorized |

Il giorno 24 agosto 2016 un sisma di terribile potenza si è abbattuto sulle regioni del centro Italia, distruggendo alcuni dei borghi che fino al giorno prima erano conosciuti come “i più belli d’Italia”. La tragedia è stata molteplice e straziante: in primis ci sono stati i morti, tra cui purtroppo molti bambini, che si trovavano n queste località di vacanza, grazia e bellezza insieme ai genitori o, più spesso, ai nonni. Poi c’è stato lo strazio della distruzione delle case, dei beni di una vita, e degli edifici appartenenti al patrimonio storico e culturale della nostra bella Italia. Uno scempio a cui si è cercato fin dal primo momento, con un coraggio encomiabile, di porre rimedio. Naturalmente l’emergenza più immediata ha riguardato il recupero dei corpo sotto le macerie, e la spasmodica ricerca di qualcuno che poteva ancora essere vivo. Adesso quello che si cerca di fare è di alleviare la vita nelle tendopoli a chi è rimasto senza un tetto sulla testa, senza speranza per il futuro, spesso con dei gravi lutti nel cuore. Sono i bambini, anche in questo caso, i più colpiti. Il comune di Amatrice ha cercato di fare qualcosa per loro impegnandosi a ricostruire in tempi record un edificio scolastico per far ricominciare la scuola secondo le date stabilite a livello nazionale. Questo è stato possibile grazie all’impegno della Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento: il 13 settembre la campanella ha suonato anche per i piccoli di Amatrice, Accumoli, Arquata, e delle altre frazioni colpite. Ma tantissime altre sono state le iniziative di solidarietà partite nel frattempo, e molte relative ai libri. Ad Amatrice, ad esempio, esisteva una biblioteca comunale che organizzava molto spesso iniziative. Oggi il bibliotecario si sta dando da fare per trovare un nuovo luogo di incontro e raduno, nell’attesa che gli diano il permesso di tornare nella vecchia sede, non distrutta ma pesantemente danneggiata dal sisma, per recuperare i suoi libri. Un libro non si spaventa per un po’ di polvere, ha detto! Intanto ci sono molte alternative per chi vuole provare ad affrontare al meglio la situazione difficile immergendo il naso tra le pagine di un buon libro. L’ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) ha condotto ad Amatrice il suo Bibliobus, nato all’indomani del terremoto de L’Aquila del 2009 e operativo anche durante il sisma che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012. Il Bibliobus permette a chi lo desidera di prendere i volumi che desidera e offre un servizio di assistenza e animazione. Per quel che concerne i bambini, la libreria milanese Gogol and Company ha lanciato un’altra iniziativa che è stata chiamata “Operazione Bianconiglio”. Anche la libreria vuole creare una piccola biblioteca da far arrivare nei territori colpiti dal terremoto, focalizzando in particolar modo l’attenzione sui titoli riservati ai bambini più piccoli. Chi vuole può andare alla Gogol and Company per acquistare dei libri che saranno destinati alle associazioni che sono attualmente attive nel centro Italia, nei luoghi del sisma. Possono partecipare anche le case editrici con delle donazioni. All’iniziativa partecipano anche altre librerie di Milano e provincia: quando si sarà raggiunto un congruo numero di pubblicazioni sarà la Gogol ad occuparsi della spedizione. Anche il ricavato delle vendite andrà a favore dei popoli colpiti dal terremoto. Chi ha detto che la cultura non serve a niente? Mai come in questi momenti è necessario attingere la forza per andare avanti da tutto ciò che da sempre parla più nel profondo al cuore dell’uomo. Ad esempio, un buon libro.

Read More

A caccia di Pokemon? No, a caccia di libri!

Posted by on Set 14, 2016 in Uncategorized |

I videogiochi e le app ludiche ormai spopolano sui cellulari e sui tablet dei ragazzini di tutto il mondo, tanto che nelle ultime settimane una delle notizie che ha riempito le testate giornalistiche di tutto il mondo riguardava proprio una di queste app. Si tratta di “Pokemon Go”, un giochino virtuale che si basa su un format di grande successo che ha dato vita a serie di animazione, giocattoli, e un nutrito merchandising. I Pokemon sono dei mostriciattoli di varie forme, dimensioni e colori che sono molto popolari tra i più giovani. Da quando è stata inventata l’app che permette di catturarli sono diventati una vera e propria mania, tanto da provocare azioni spesso inconsulte. L’app funziona tutto sommato in modo piuttosto semplice: si basa sulle indicazioni del GPS per permettere al giocatore di localizzare il Pokemon di turno, per poi poterlo catturare con uno scatto della fotocamera integrata allo smartphone. Il problema è che l’ossessione per questa curiosa caccia interattiva è diventata tale da provocare imbarazzanti incidenti, a volte persino mortali o comunque molto gravi. Ci sono state poi moltissime polemiche riguardo al fatto che per inseguire i mostriciattoli era necessario entrare in luoghi non prettamente idonei ad attività ludiche, come i campi di concentramento, tanto per dirne una. In ogni modo Pokemon Go ha lanciato una moda che non è detto non possa avere risvolti positivi: anzi, a dirla tutta li ha già avuti. Un bel giorno Aveline Gregoire, che fa la preside in una scuola belga, era lì che stava mettendo a posto la sua libreria mentre i suoi figli giocavano con Pokemon Go. D’altro canto lei aveva già visto quel giochino tra le mani degli alunni della sua scuola. Intanto però lei era alle prese con le cataste di volumi che non sapeva proprio più dove mettere. Così ha avuto un’idea. E se li avesse messi in libertà? Ma che fine fa un libro lasciato libero? Forse, può diventare la preda di qualcuno… Detto, fatto. Aveline ha preso i suoi libri, li ha impacchettati dentro bustine di plastica per evitare che pioggia o umidità li potessero sciupare, poi li ha disseminati tra Bruxelles e dintorni, aprendo infine una pagina Facebook che si chiama “Chasseurs de livres”; ovvero, semplicemente, “Cacciatori di libri”. Sulla pagina del social i vari giocatori si scambiano indizi, per lo più fotografici, su dove possano essere celati i libri. Una volta che uno dei giocatori ha trovato il libro che stava cercando il suo compito consiste nel leggero per poi metterlo nuovamente in libertà, con l’incarico di lasciare nuovi indizi. Chissà, forse in Italia un’iniziativa del genere non avrebbe avuto alcun seguito, invece in Belgio è stata un successone. In pochissimo tempo la pagina ha avuto oltre 40 mila iscrizioni e i cacciatori di libri sembrano molto entusiasti. In giro c’è un po’ di tutto, da tomi impegnati, ai libri per bambini, ai romanzi di Stephen King. Aveline è felice di essere riuscita a dare uno scopo un po’ più educativo ad un semplice gioco, tanto che adesso favoleggia la possibilità di creare un’app per ampliare la pagina Facebook. Alcuni dei frequentatori del social dicono che per loro ormai la caccia al libro è diventata un’abitudine irrinunciabile! Speriamo solo che non si arrivi agli eccessi di Pokemon Go!

Read More

Non è un gioco. Conoscere e sconfiggere la dipendenza da gioco d’azzardo

Posted by on Set 4, 2016 in Uncategorized |

Come sempre con grande attenzione ai temi sociali, segnaliamo una pubblicazione del nostro Cesare Guerreschi al riguardo del triste fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo. Legalizzato e amministrato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in Italia già dal 2011, l’insieme dei giochi di abilità a distanza con denaro è diventato protagonista assoluto della vita di molti italiani. Purtroppo nella quasi totalità dei casi i giochi di Casinò, Slot Machine, Poker e Videolotteries il tutto si traduce in un’illusione passeggera che sfocia in una lenta agonia. Il giocatore, attratto dalla vincita facile e dal sogno di dare una svolta definitiva alla propria vita, gioca regolarmente importi sempre maggiori. Molte volte il giocatore, di nascosto dai propri cari, mette in gioco anche porzioni del suo reddito che dovrebbero essere destinate a scopi ben più concreti e necessari. La situazione è sicuramente degenerata nell’attuale crisi economica e anche di valori che la società europea sta vivendo nell’ultima decade. La ludopatia sembra per molti un concetto astratto, uno spauracchio utilizzato a proprio uso e consumo da alcune associazioni no profit ma che in realtà rimane evento rarissimo. Dobbiamo diffondere invece la realtà delle cose: la ludopatia affligge moltissimi utenti di queste macchinette infernali e li trascina in una spirale depressiva dalla quale escono moralmente ed economicamente distrutti. L’autore sensibilizza su un mondo sconosciuto (e ci sentiremmo di dire per fortuna) a buona metà della popolazione italiana. Ci apre gli occhi su come quel gratta e vinci e quella giocata al lotto possano facilmente trasformarsi in qualcosa di più che un semplice passatempo. Combattere la ludopatia si può, insieme, e con questa chiosa finale vi lasciamo un ultimo consiglio e uno strumento utile che può farvi allontanare dal vizio. Negli ultimi anni si sono diffusi su internet molti portali che permettono di giocare alle più famose slot machine da bar come la Slot Gallina, Sphinx, Haunted House e altre senza usare soldi veri. La migliore risorsa che vi consigliamo si chiama Richslots e vi permette di giocare senza spendere un centesimo. Attingetene a piene mani e in bocca al lupo per il vostro recupero alla vita reale.

Read More
scriptsell.neteDataStyle - Best Wordpress Services